IL NOME DELLA CHIESA - UMBERTO ECO, CHE DI INTRIGHI SE NE INTENDE, PARLA DI VATILEAKS: “IN VATICANO CI SONO SEMPRE STATE TRAME PER IL POTERE. SOLO CHE PRIMA RESTAVANO NEL PALAZZO, OGGI L’INFORMAZIONE È INCONTROLLABILE” - “AI GIORNI NOSTRI LA CENSURA NON SI PRATICA COSTRINGENDO A TACERE, MA REALIZZANDO UNA MASSA DI RUMORE. IL CHIACCHIERICCIO CONTINUO NON CI FA CAPIRE COME SONO ANDATE LE COSE. SE DOVESSI TENERE COPERTE LE INFORMAZIONI, LE MOLTIPLICHEREI…”

Mario Baudino per "la Stampa"

Umberto Eco, nel Cimitero di Praga, ha scritto la storia nera di un «corvo» ottocentesco, anche se non vaticano. Un intrigo di documenti falsi, rivelazioni, ricatti, delitti, fino alla stesura e al lancio mondiale di quel clamoroso falso antisemita che furono i «Protocolli dei Savi di Sion».

L'ambiguità del documento è uno dei suoi temi preferiti. Non è che sta pensando a un romanzo Vaticanleaks, con banchieri, cardinali, ombre mafiose? «No - risponde divertito lo studioso narratore, oggi ad Asti per il Festival Passepartout -. Però, per risolvere la cosa alla buona, dato che l'inchiesta vaticana è talmente complicata, l'unica cosa che si può dire è che non sta succedendo niente di nuovo».

In che senso?
«Nel senso che basta una buona storia della Chiesa, anche scritta da un cattolico, per rendersene conto. C'è evidentemente da fare un distinzione tra la Chiesa come istituzione, chiamiamola divina, e lo Stato Pontificio come appunto Stato. Dove succedono tante cose. Sono quasi duemila anni che il Vaticano è al centro di lotte di potere. E di leggende, come ad esempio quella della Papessa Giovanna, secondo cui a un certo punto salì al soglio pontificale un donna. Ma pensi, che so, al processo postumo contro Papa Formoso».

Il cui cadavere fu dissotterrato, ripulito, posto sul trono e condannato per sacrilegio. Era l'897.
«Ci sono storie incredibili. Certo non erano rese pubbliche, ma diventavano oggetto di mormorazioni, anche pettegolezzi, e per il resto stavano chiuse nelle mura del Palazzo. La novità è che la globalizzazione dell'informazione ha rotto questo tabù. Un personaggio, non sappiamo mosso da chi e per quali ragioni, ha consegnato del materiale a un giornalista, che l'ha pubblicato. Una volta questo non succedeva».

Il rischio di fare una brutta fine, in effetti, era piuttosto alto. Non che sia svanito del tutto, a giudicare dal memoriale di Gotti-Tedeschi.
«C'è però anche un'altra differenza importante, ed è l'incontrollabilità dell'informazione. L'impossibilità della censura. Ai giorni nostri - è un argomento che toccherò nella mia conferenza di oggi - c'è un solo modo di praticare la censura: non costringendo a tacere, ma realizzando una massa di rumore».

La prospettiva si è rovesciata.
«Prima una maggiore quantità di informazioni era in ogni caso un bene; oggi l'abbondanza rischia di diventare, in certi casi, un male. Su Internet mi può arrivare una massa tale di informazioni da impedirmi di capire che cosa è vero e che cosa è falso»

Confusione per abbondanza?
«Non vale solo per Internet. Prenda un quotidiano di oggi, sessanta pagine. È già abbastanza difficile leggerlo tutto, e isolare le notizia che contano. C'è stato per lungo tempo un tg in Italia che non diceva le cose importanti ma raccontava continuamente che è nato un cane con due teste o uno ha spaccato la testa a un altro. In quell'insieme enorme di notizie scompariva o veniva taciuta quella importante. O pensi a quanta gente non sa più come è scomparsa, che so, Emanuela Orlandi o qualsiasi altra povera ragazza: ci sono ottanta trasmissioni che ogni giorno propongono informazioni nuove, poco utili perché altrimenti sarebbero state usate dalla polizia. Il chiacchiericcio continuo non ci fa capire come sono andate le cose».

Vede la stessa prospettiva per i corvi del Vaticano?
«Se fossi un funzionario interno che vuole tenere coperte le informazioni - e premetto che non mi pare ciò stia avvenendo -, le moltiplicherei. La censura del silenzio era per qualche aspetto più permeabile. Permetteva la mormorazione e le notizie più imbarazzanti circolavano. Tutti durante il fascismo sapevano che Claretta Petacci era l'amante di Mussolini. Oggi provi a dire chi è l'amante di Berlusconi».

Forse non lo sa....
«Neppure lui. Forse è proprio così»

Professore, sta delineando un quadro assai fosco.
«Fosco? È il quadro di una celebre maledizione cinese».

Quale?
«Quella che dice: ti auguro di vivere in un'epoca interessante».

 

eco07 umberto ecoPAOLO GABRIELE VESCOVI VATICANOVATICANO PAPA BENEDETTO XVI E TARCISIO BERTONE GOTTI TEDESCHI SILVIO BERLUSCONI - Copyright Pizzivaticano

Ultimi Dagoreport

donald trump elon musk vincenzo susca

“L'INSEDIAMENTO DI TRUMP ASSUME LE SEMBIANZE DEL FUNERALE DELLA DEMOCRAZIA IN AMERICA, SANCITO DA UNA SCELTA DEMOCRATICA” - VINCENZO SUSCA: “WASHINGTON OGGI SEMBRA GOTHAM CITY. È DISTOPICO IL MONDO DELLE ARMI, DEI MURI, DELLA XENOFOBIA, DEL RAZZISMO, DELL’OMOFOBIA DI ‘MAGA’, COME  DISTOPICHE SONO LE RETI DIGITALI NEL SOLCO DI ‘X’ FITTE DI FAKE NEWS, TROLLS, SHITSTORM E HATER ORDITE DALLA TECNOMAGIA NERA DI TRUMP E MUSK - PERSINO MARTE E LO SPAZIO SONO PAESAGGI DA SFRUTTARE NELL’AMBITO DELLA SEMPRE PIÙ PALPABILE CATASTROFE DEL PIANETA TERRA - IL SOGNO AMERICANO È NUDO. SIAMO GIUNTI AL PASSAGGIO DEFINITIVO DALLA POLITICA SPETTACOLO ALLA POLITICIZZAZIONE DELLO SPETTACOLO. UNO SPETTACOLO IN CUI NON C’È NIENTE DA RIDERE”

ursula von der leyen giorgia meloni donald trump friedrich merz

DAGOREPORT – HAI VOGLIA A FAR PASSARE IL VIAGGIO A WASHINGTON DA TRUMP COME "INFORMALE": GIORGIA MELONI NON PUÒ SPOGLIARSI DEI PANNI ISTITUZIONALI DI PREMIER (INFATTI, VIAGGIA SU AEREO DI STATO) – LA GIORGIA DEI DUE MONDI SOGNA DI DIVENTARE IL PONTE TRA USA E UE, MA URSULA E GLI EUROPOTERI MARCANO LE DISTANZE: LA BENEDIZIONE DI TRUMP (“HA PRESO D’ASSALTO L’EUROPA”) HA FATTO INCAZZARE IL DEEP STATE DI BRUXELLES – IL MESSAGGIO DEL PROSSIMO CANCELLIERE TEDESCO, MERZ, A TAJANI: "NON CI ALLEEREMO MAI CON AFD" (I NEONAZISTI CHE STASERA SIEDERANNO ACCANTO ALLA MELONI AD APPLAUDIRE IL TRUMP-BIS), NE' SUI DAZI ACCETTEREMO CHE IL TRUMPONE TRATTI CON I SINGOLI STATI DELL'UNIONE EUROPEA..."

paolo gentiloni francesco rutelli romano prodi ernesto maria ruffini elly schlein

DAGOREPORT - COSA VOGLIONO FARE I CENTRISTI CHE SI SONO RIUNITI A MILANO E ORVIETO: UNA NUOVA MARGHERITA O RIVITALIZZARE LA CORRENTE RIFORMISTA ALL’INTERNO DEL PD? L’IDEA DI FONDARE UN PARTITO CATTO-PROGRESSISTA SEMBRA BOCCIATA - L’OBIETTIVO, CON L’ARRIVO DI RUFFINI E DI GENTILONI, È RIESUMARE L’ANIMA CATTOLICA NEL PARTITO DEMOCRATICO – IL NODO DEL PROGRAMMA, LA RICHIESTA DI PRODI A SCHLEIN E IL RILANCIO DI GENTILONI SULLA SICUREZZA – UN’ALTRA ROGNA PER ELLY: I CATTO-DEM HANNO APERTO AL TERZO MANDATO PER GOVERNATORI E SINDACI…

giorgia meloni daniela santanche galeazzo bignami matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT - ‘’RESTO FINCHÉ AVRÒ LA FIDUCIA DI GIORGIA. ORA DECIDE LEI”, SIBILA LA PITONESSA. ESSÌ, LA PATATA BOLLENTE DEL MINISTRO DEL TURISMO RINVIATO A GIUDIZIO È SUL PIATTO DELLA DUCETTA CHE VORREBBE PURE SPEDIRLA A FARE LA BAGNINA AL TWIGA, CONSCIA CHE SULLA TESTA DELLA “SANTA” PENDE ANCHE UN EVENTUALE PROCESSO PER TRUFFA AI DANNI DELL’INPS, CIOÈ DELLO STATO: UNO SCENARIO CHE SPUTTANEREBBE INEVITABILMENTE IL GOVERNO, COL RISCHIO DI SCATENARE UN ASSALTO DA PARTE DEI SUOI ALLEATI AFFAMATI DI UN ''RIMPASTINO'', INDIGERIBILE PER LA DUCETTA - DI PIU': C’È ANCORA DA RIEMPIRE LA CASELLA RESA VACANTE DI VICE MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, OCCUPATA DA GALEAZZO BIGNAMI…

donald trump joe biden benjamin netanyahu

DAGOREPORT - SUL PIÙ TURBOLENTO CAMBIO D'EPOCA CHE SI POSSA IMMAGINARE, NEL MOMENTO IN CUI CRISI ECONOMICA, POTERI TRADIZIONALI E GUERRA VANNO A SCIOGLIERSI DENTRO L’AUTORITARISMO RAMPANTE DELLA TECNODESTRA DEI MUSK E DEI THIEL, LA SINISTRA È ANNICHILITA E IMPOTENTE - UN ESEMPIO: L’INETTITUDINE AL LIMITE DELLA COGLIONERIA DI JOE BIDEN. IL PIANO DI TREGUA PER PORRE FINE ALLA GUERRA TRA ISRAELE E PALESTINA È SUO MA CHI SI È IMPOSSESSATO DEL SUCCESSO È STATO TRUMP – ALL’IMPOTENZA DEL “CELOMOLLISMO” LIBERAL E BELLO, TUTTO CHIACCHIERE E DISTINTIVO, È ENTRATO IN BALLO IL “CELODURISMO” MUSK-TRUMPIANO: CARO NETANYAHU, O LA FINISCI DI ROMPERE I COJONI CON ‘STA GUERRA O DAL 20 GENNAIO NON RICEVERAI MEZZA PALLOTTOLA DALLA MIA AMMINISTRAZIONE. PUNTO! (LA MOSSA MUSCOLARE DEL TRUMPONE HA UN OBIETTIVO: IL PRINCIPE EREDITARIO SAUDITA, MOHAMMED BIN SALMAN)