BALOTELLI STORY - PRIMO ANNO DI VITA IN OSPEDALE, OPERAZIONI, CURE, SOFFERENZA PER UNA MALFORMAZIONE ALL’INTESTINO - POVERISSIMI, ROSE E THOMAS BARBWUAH AFFIDANO MARIO ALLA FAMIGLIA BALOTELLI - I GENITORI SPARISCONO DEFINITIVAMENTE (“PER 16 ANNI NON HO NEMMENO RICEVUTO UNA LORO TELEFONATA NEL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO. CON LORO, DAI 2 ANNI IN POI, NON HO MAI VISSUTO”). A 15 ANNI, MARIO GIOCA IN SERIE C, ARRIVA L’INTER…

Alessandro Dell'Orto per Libero

Lo vedi così, mezzo nudo che festeggia i due gol alla Germania - pugni chiusi e posa da culturista, fisico scolpito che sembra esplodere - e fai fatica a credere che vent'anni fa il piccolo Balotelli non era Super per niente. Che Mario Barwuahy soffriva. Piccino, mingherlino e debole. Malato. Solo. Che ha trascorso il primo anno di vita in ospedale, operazioni, cure, sofferenza.

Già, questo è il destino di Mario, da sempre: non è come lo vedi, c'è sempre qualcosa che ti inganna, un passato che non conosci, un pensiero troppo intimo per capirlo, un vissuto difficile che non ha niente a che vedere con i luccichii di adesso, riflettori, auto di lusso, belle donne. Per conoscere - o almeno provarci - e capire veramente Mario, questo buffo ragazzone di colore che parla con accento bresciano, bisogna conoscere e capire la sua storia, le sue debolezze, le sue difficoltà. E ripartire da lontano.

UN ANNO DI OSPEDALE
Dal 1988, quando Rose e Thomas Barbwuah lasciano il Ghana e vengono a cercare fortuna in Italia. Palermo, quartiere di Borgo Nuovo. È qui che, il 12 agosto 1990, la coppia di immigrati dà alla luce il primo figlio. Mario è un bambino vispo che però non sorride, si lamenta. Non sta bene. E il responso dei medici è devastante: malformazione all'intestino, bisogna intervenire chirurgicamente e poi c'è bisogno di cure delicate, controlli. E dodici mesi di ricovero in ospedale.

Rose e Thomas non sanno che fare. Soldi non ce ne sono, lavoro nemmeno, difficile andare avanti. Decidono di trasferirsi al Nord, a Bagnolo Mella (provincia di Brescia), dove però non è facile trovare un'abitazione e l'unica soluzione è vivere in un alloggio fatiscente da condividere con un'altra famiglia. Si rivolgono agli assistenti sociali per chiedere aiuto.

«Case per noi non ce ne erano - ha raccontato qualche tempo fa la madre di Mario - in compenso, avendo saputo che avevo un bimbo malato, mi dissero che sarebbe stato meglio affidare mio figlio a qualche famiglia della zona. Furono gli assistenti stessi a indicarci i signori Balotelli». Versione che però, nel 2008, il giocatore ha smentito con un comunicato: «Il mio affido l'ha deciso il Tribunale dei Minori di Brescia, con decreto firmato anche dai miei genitori biologici (che ora sostengono di essere stati ingannati)».

La famiglia Balotelli vive a Concesio, pochi km di distanza da Bagnolo Mella. Franco e Silvia hanno tre figli - Corrado, Giovanni e Cristina - e accolgono il piccolo Mario, che ormai ha due anni, con amore, chiedendone subito l'affido (che verrà rinnovato ogni due anni fino alla maggiore età perché la famiglia originaria non ha mai dato l'assenso all'adozione). Mario cresce con i nuovi genitori e li fa suoi.

Diventa Balotelli. Si sente Balotelli. Anche perché Rose e Thomas Barbwuah - che poi avranno altri due figli, Enoch e Abigail - spariscono definitivamente («Per 16 anni non ho nemmeno ricevuto una loro telefonata nel giorno del mio compleanno - li ha accusati SuperMario - Con loro, dai 2 anni in poi, non ho mai vissuto»).

FUORI ROSA A 7 ANNI
Mario Balotelli cresce e si appassiona al calcio, anche se mamma Silvia preferirebbe vederlo giocare a basket. Con il pallone tra i piedi ha talento e la sua prima squadra, a 7 anni, è quella del San Bartolomeo. Ma dopo poche settimane lo lasciano a casa perché fa fatica a rispettare le regole, si ribella e le mamme degli altri ragazzini si lamentano. Mario così va a giocare all'oratorio di Mompiano.

Dribbling, gol, assist, diventa immarcabile e lo notano le società di mezza Lombardia che poi, però, ripetono lo stesso ritornello: «Bravo, ma il carattere...». Solo il Lumezzane ci crede. E quando, a 15 anni, Mario gioca una partita di allenamento contro la prima squadra, l'allenatore Sandro Salvioni resta incantato. Fa chiedere una deroga alla Figc e lo fa esordire in Padova-Lumezzane, serie C. Prima esperienza da calciatore vero, ma anche l'impatto con il lato ignorante del football italiano: dalle tribune arrivano fischi e buuuu. Mario, dopo aver conosciuto la malattia e l'abbandono, conosce il razzismo.

L'INTER
Il calcio, invece, inizia a conoscere un talento puro, cristallino, pur imprigionato in un carattere difficile. Balotelli si presenta all'Atalanta per un provino. A metà partitella, quando l'arbitro fischia un fallo, Mario gli gli sputa addosso. Scartato. Va meglio con l'Inter e Moratti mette il giovane Balo sotto contratto, lo cresce, lo lancia in serie A e poi lo vende al Manchester City.

Mario diventa SuperMario in campo, pur dovendo dribblare polemiche e ingenuità fuori dal campo. Perché Balotelli di cazzate ne ha fatte, ne fa e ne farà ancora - anche se spesso vengono ingigantite -, ma non certo perché è uno sbruffone, un arrogante o un furbetto.

No, è semplicemente un bambinone alle prese con una realtà troppo grande. E ogni volta che ci viene da pensare male di lui, ricordiamoci la sua storia e riguardiamoci le immagini in cui bacia mamma Silvia dopo la vittoria con la Germania. Il vero SuperMario è questo, senza barriere e senza paure.

 

 

Balottelli da piccolo Vanity Fair BALOTELLI Mario Balotelli all'uscita dall'esame di maturitàBALOTELLI MARIOBALOTELLI GOL- ITALIA-IRLANDAROSE BARWUAH MADRE NATURALE DI BALOTELLIBalottelli da piccolo Vanity Fair Balottelli da piccolo Vanity Fair BAlotelli con i genitori Franco e Silvia

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…