nobel medicina james allison tasuku honjo

C’È CHI DICE NOBEL – ECCO COS’È E COME FUNZIONA L’IMMUNOTERAPIA IDEATA DA JAMES ALLISON E TASUKU HONJO, FRESCHI VINCITORI DEL PREMIO PER LA MEDICINA – LA RIVOLUZIONE DELLA CURA DEL CANCRO CHE POTENZIA L’ATTIVITÀ DEL SISTEMA IMMUNITARIO, RENDENDOLO PIÙ AGGRESSIVO NEI CONFRONTI DEI TUMORI SEMPLICEMENTE… – VIDEO

 

 

1 – NOBEL: PREMIO PER LA MEDICINA A ALLISON-HONJO PER LA TERAPIA SUL CANCRO

Da www.agi.it

 

PREMIO NOBEL JAMES ALLISON TASUKU HONJO

Il premio Nobel per la Medicina è andato all'immunologo Usa James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo, per la scoperta della terapia del cancro per inibizione della regolazione immuno-negativa. 

 

I due studiosi "hanno capito che si puo' stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell'umanità", si legge nelle motivazioni dell'Accademia.

 

Allison ha studiato una proteina che funziona come freno al sistema immunitario, ha capito il potenziale per liberare le cellule che attaccano i tumori. Il giapponese Honjo ha lavorato alla stessa tecnica, ma con un differente sistema d'azione. Le terapie dei due studiosi hanno rivelato una sorprendente efficacia nella lotta al cancro.

 

2 – CHE COS’È L’IMMUNOTERAPIA CHE HA APPENA VINTO IL NOBEL PER LA MEDICINA

Anna Lisa Bonfranceschi per www.wired.it

 

IMMUNOTERAPIA

Il primo dei prestigiosi riconoscimenti attesi per la settimana è arrivato: James P. Allison e Tasuku Honjo hanno ricevuto il Nobel per la Medicina oggi per le loro scoperte nel campo dell’immunoterapia contro il cancro, una branca relativamente nuova della lotta alla malattia. Spesso considerata il quarto pilastro della terapia oncologica (dopo chirurgia, radioterapia e farmaci antitumorali).

 

In particolare i due ricercatori sono stati premiati per “per le loro scoperte nel campo delle terapie contro il cancro tramite inibizione della regolazione negativa del sistema immunitario”, ovvero per aver intuito come togliere i freni al sistema immunitario e renderlo così più aggressivo nei confronti dei tumori.

 

tasuku honjo

Una scoperta che premia, ancora, la lotta al cancro, che quest’anno arriverà a contare, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, 18 milioni di persone e oltre 9 milioni di morti. Ma cosa significa liberare i freni del sistema immunitario, e prima ancora cos’è un freno del sistema immunitario?

 

Per capirlo serve ripercorrere brevemente come un tumore può svilupparsi, sopravvivere ed espandersi all’interno del corpo.

 

Se da una parte si tratta di una popolazione di cellule che prolifera in maniera incontrollata, al tempo stesso il nostro sistema immunitario è dotato di un esercito di controllori, che intervengo cercando di arginare non solo virus e batteri ma canche la proliferazione impazzita di alcune cellule.

 

tumore al colon 10

Ovvero: il sistema immunitario è progettato per combattere attacchi esterni quanto rivoluzioni interne. I tumori però a volte non solo riescono ad eludere il sistema immunitario ma anche ad evitare che questo scateni attacchi contro se stessi, a volte trovando così un alleato stesso nel sistema immunitario.

 

Al tempo stesso il sistema immunitario è progettato per autoregolarsi per tempo e intensità di risposta, ovvero per non agire più del dovuto causando  danni derivanti da una risposta eccessiva, e un fine sistema di regolazione permette che le risposte, quando non servono più, vengano frenate.

 

james allison

Sostanzialmente si tratta di un equilibrio tra azione, controllo e freni, meglio noti come checkpoint immunologici. In alcuni casi questi freni, questi segnali di stop, sono iperattivati, e l’immunosorveglianza si riduce (come può accadere nel caso dei tumori appunto, come spiega il video dell’Ifom).

 

Tra le varie strategie studiate da qualche anno dai ricercatori quella di cercare di combattere i tumori non agendo sui tumori stessi, ma colpendoli in maniera indiretta tentando di potenziare l’esercito che dovrebbe controllarli.

 

colonscopia 2

Con alcuni approccio di immunoterapia quello che i ricercatori e medici cercano di fare è appunto quello di togliere i freni al sistema immunitario cercando di far riacquisire o aggiungere capacità di combattere le cellule neoplastiche, come ci avevano raccontato a suo tempo l’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e Michele di Maio, Michele Maio, responsabile dell’Uoc Immunoterapia oncologica dell’Azienda ospedaliera universitaria senese.

 

Le ricerche di James P. Allison e Tasuku Honjo si inseriscono proprio all’interno di questo contesto, con la scoperta di due freni del sistema immunitario, due proteine che con differenti meccanismi d’azione impediscono all’esercito che dovrebbe difenderci di lavorare a dovere.

cancro al seno

 

La scoperta di questi freni e delle strategie per inibirli – liberando così l’attività antitumorale delle cellule del sistema immunitario – ha rappresentato un punto di svolta nella lotta contro il cancro.

 

Le scoperte e i primi risultati derivanti risalgono agli inizi degli anni Novanta. James P. Allison alla University of California, Berkeley in quel periodo identifica una proteina, CTLA-4, espressa sui linfociti T (cellule del sistema immunitario) che funziona come un freno all’attività delle stesse cellule.

tasuku honjo james allison

 

Con i colleghi Allison sviluppa un anticorpo monoclonale in grado di bloccare questo freno e ottiene i primi entusiasmanti risultati, prima nei modelli animali e quindi nelle sperimentazioni cliniche, su pazienti con melanoma, un tumore della pelle.

 

Parallelamente e dall’altra parte dell’Oceano Pacifico, Tasuku Honjo e il suo team alla Kyoto University, raggiungono risultati analoghi scoprendo prima e poi inibendo un altro freno del sistema immunitario, PD-1, con risultati che arriveranno su diversi tipi di tumori, come quelli ai polmoni, rene, linfoma e mieloma.

cancro ai polmoni 3

 

Complessivamente i trattamenti che mirano a rilasciare questi freni contro i tumori (agendo sia sui freni stessi che sul pedale che li aziona: i ligandi, le molecole che li legano) sono noti come inibitori dei checkpoint immunologici (ne sono esempi gli anticorpi monoclonali come ipilumab, novilumab e pembrolizumab) e oltre i risultati già ottenuti nella clinica (anche con combinazione di diversi anticorpi) sono diverse le sperimentazioni e gli studi ancora in corso sul tema. Non senza effetti collaterali, come ogni terapia, anche gravi, che riguardano in questi casi soprattutto aspetti relativi al funzionamento del sistema immunitario.

Ultimi Dagoreport

tulsi gabbard donald trump laura loomer timothy haugh

DAGOREPORT - È ORA D’ALLACCIARSI LE CINTURE. L’INTELLIGENCE OCCIDENTALE E' NEL PANICO TOTALE: SU CONSIGLIO DI UNA MAGA-INFLUENCER, LA PROCACE LAURA LOOMER, GIOVEDI' TRUMP HA CACCIATO SU DUE PIEDI IL GENERALE TIMOTHY HAUGH, DIRETTORE DELLA NATIONAL SECURITY AGENCY - LA NSA È LA PRINCIPALE AGENZIA DI CYBERSPIONAGGIO DEGLI STATI UNITI (CON 32 MILA DIPENDENTI, È QUASI IL 50% PIÙ GRANDE DELLA CIA) - LA CACCIATA DI HAUGH AVVIENE DOPO LA DECAPITAZIONE DEI CAPI DEI SERVIZI SEGRETI DI CIA E DI FBI, CHE TRUMP CONSIDERA IL CUORE DI QUEL DEEP STATE CHE, SECONDO LUI, LO PERSEGUITA FIN DALL’ELEZIONE PRESIDENZIALE PERDUTA CONTRO BIDEN NEL 2016 – UNA EPURAZIONE MAI VISTA NELLA TRANSIZIONE DA UN PRESIDENTE ALL’ALTRO CHE STA ALLARMANDO L’INTELLIGENCE OCCIDENTALE. CON TRUMP CHE SI FA INTORTARE DA INFLUENCER BONAZZE, E FLIRTA CON PUTIN, CONDIVIDERE INFORMAZIONI RISERVATE CON WASHINGTON, DIVENTA UN ENORME RISCHIO - (E C’È CHI, TRA GLI 007 BUTTATI FUORI A CALCI DA ''KING DONALD'', CHE PUÒ VENDICARSI METTENDO A DISPOSIZIONE CIÒ CHE SA…)

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…