1- IL PD HA FINALMENTE TROVATO IL SUO CANDIDATO PREMIER: MANUELONA ARCURI! 2- SE “IL FATTO QUOTIDIANO ” LA SCOPRE DI COLPO “ARTISTA”, FRANCESCO MERLO SU “LA REPUBBLICA” LA INCORONA: “MANUELA ARCURI CHE DICE NO A BERLUSCONI E RINUNZIA ALL´AMBITO CADEAU DI PRESENTARE SANREMO È LA NOSTRA PICCOLA ANNA MAGNANI”! 3- INDOVINA INDOVINELLO: CHI È L’UOMO DI CUI PARLA MANOVELLA ARCURI SU “PANORAMA” DI QUESTA SETTIMANA? “UN GIORNO, STANCA DI UNO IN PARTICOLARE CHE, FORSE PER IL RUOLO CHE AVEVA, MI TEMPESTAVA DI SMS AL LIMITE DELL’EDUCAZIONE, HO SPENTO IL TELEFONO: NEPPURE MIA MADRE E I MIEI FRATELLI RIUSCIVANO A TROVARMI…”

1 - CORTEGGIAMENTI E SMS
Chi è l'uomo di cui parla Manuela Arcuri su "Panorama" di questa settimana?
"Un giorno, stanca di uno in particolare che, forse per il ruolo che aveva, mi tempestava di sms al limite dell'educazione, ho spento il telefono: neppure mia madre e i miei fratelli riuscivano a trovarmi."

2 - ALL’ARCURI NON SI COMANDA! ANNA MAGNANI E’ VIVA E LOTTA INSIEME A MANUELA
Jena per "La Stampa"
- Il Pd ha finalmente trovato il suo candidato premier: Manuela Arcuri.

3 - "VAI A LETTO CON SILVIO E AVRAI SANREMO" - I PM: "TARANTINI E UN'AMICA DELLA ARCURI VOLEVANO FARLA PROSTITUIRE CON BERLUSCONI"
Silvia D'Onghia per "il Fatto quotidiano"

Proprio oggi che la si potrà vedere sugli schermi di Canale 5 nella fiction Cuore caldo. Manuela Arcuri, l'unica che - secondo l'avviso di chiusura indagini depositato dalla Procura di Bari - avrebbe detto "no" a Tarantini, e quindi a Berlusconi, è "arrabbiata e delusa". "Le dà fastidio, perché si parla di queste cose anziché del suo lavoro", racconta chi le è vicino. Lei non vuole commentare. Certo, non deve far piacere a un'artista che escano sulla stampa questo tipo di notizie, per giunta nel giorno del debutto di un nuovo lavoro televisivo.

Ma le cattive amicizie, purtroppo, si pagano. Gianpaolo Tarantini avrebbe compiuto "atti idonei - scrivono i pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis - diretti in modo non equivoco a indurre Arcuri Manuela a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che lo stesso l'avrebbe favorita per la conduzione del Festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto dalla stessa". Un reato che sarebbe stato commesso nel dicembre 2008.

Non è la prima volta che il nome dell'attrice-showgirl viene affiancato al Festival. Dopo la sua presenza sul palco dell'Ariston nel 2002, nel febbraio di quest'anno è stato il manager Lucio Presta, in polemica con l'azienda, a ipotizzare pressioni perché la conduzione fosse affidata proprio a lei: "La Rai, nella persona del direttore generale Rai, Masi, voleva affidare la conduzione del Festival a Bruno Vespa e Manuela Arcuri - ha affermato in un'intervista a Repubblica -. Con l'aiuto di Mazza abbiamo formato la nostra squadra. Forse Masi ha pensato che insistere sulla sua formula significasse assumersi troppe responsabilità e non se l'è sentita. Ma non voleva Belén, voleva a tutti i costi la Arcuri".

Manuela è stata più volte a cena dal premier e conosce bene il giro di Gianpi. È stata amica di Francesca Lana, ora indagata dalla Procura di Bari per aver agito in concorso con Tarantini proprio nel tentativo di convincere la Arcuri a prostituirsi. C'è di più: nei progetti dei due, c'è anche un incontro sessuale Lana-Arcuri-Berlusconi. Ma qualcosa va storto: "Non riesco proprio a convincerla, proprio non ci riesco" dice Francesca a Gianpi riferendosi all'amica.

Al premier l'attrice "piace molto": una volta, parlando al telefono con Tarantini, Berlusconi se la fa passare e le dice: "Ci dobbiamo vedere". Le due si sono conosciute al Billionaire e per un periodo sono state inseparabili, tanto da farsi fotografare da Chi in pose molto intime. Un altro scatto le ritrae insieme con Tarantini e sua moglie Nicla a Cortina nel 2008. "Manuela l'ha frequentata per un periodo, credeva che fossero amiche - raccontano ancora da ambienti vicini alla showgirl -. Ed è stata la Lana a farle incontrare Tarantini qualche volta .

Ma sono due anni che non si vedono più, perché Francesca si è comportata da persona scorretta, voleva solo sfruttare la notorietà di Manuela, e non soltanto in quell'occasione. Sembra strano che la Procura di Bari tiri fuori oggi questa storia, perché già due anni fa Manuela si è accorta di frequentare persone sbagliate. In questo mondo capita, si incontrano tante persone e non si riesce subito a distinguere chi è positivo da chi è negativo".

I pubblici ministeri accusano anche Tarantini e la Lana di aver chiesto alla Arcuri di prostituirsi con Berlusconi in cambio dell'interessamento "di quest'ultimo (sollecitato vieppiù dalla stessa Arcuri) per consentire la partecipazione del fratello a una trasmissione televisiva, non riuscendo a portare a termine il loro proposito per ragioni indipendenti dalla loro volontà".

Sergio Arcuri, fratello minore di Manuela, è un ingegnere, è stato impegnato per dieci anni nella carriera militare e adesso fa l'attore. L'altro giorno, ospite di Pomeriggio 5, ha raccontato il suo rapporto con la sorella: "Manuela mi ha sempre voluto un gran bene e un giorno mi ha chiesto ‘Ma non è che ci possiamo sposare?' e io ridendo le ho subito risposto che era impossibile perché era mia sorella".

Non soltanto vivono insieme, ma si ritrovano pure sui set, persino su quello della fiction che va in onda stasera. La bella ragazza dalle misure perfette, nata ad Anagni 34 anni fa, ha sempre fatto parlare di sé anche per i suoi flirt: dallo sceicco arabo Mohammed Al Habtoor, che le avrebbe regalato più di un diamante, al ricco afghano Wazee Panah, ai calciatori, primo tra tutti Francesco Coco (mentre fu smentito quello col capitano della Roma, Francesco Totti).

La scorsa estate è stata fotografata insieme con la madre sul litorale salentino. Non era un caso. A distanza di nove anni dalla sua inaugurazione, l'amministrazione comunale di Porto Cesareo ha rimesso al suo posto proprio la statua raffigurante Manuela. Un'opera accanto alla quale i turisti si fermavano per una foto e che, però, era stata danneggiata dai pescatori che, prima di uscire in mare, le toccavano il fondo-schiena come portafortuna. E proprio il lato B della Arcuri è stata la parte che ha necessitato di un restauro.

Ma il volto di Manuela è stato anche testimonial di una fatica letteraria, Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra, un "epistolario d'amore in sms", "un'opera - recitava la Arcuri nello spot - per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che li tormenta". Anche se, forse per distrazione, nessuno ha ancora capito cosa sia lo strategismo sentimentale.


2-
Francesco Merlo per "la Repubblica"

Emanuela Arcuri che dice no a Berlusconi e rinunzia all´ambito cadeau di presentare Sanremo è la nostra piccola Anna Magnani, la Mamma Roma, sgrammaticata e generosa anche nelle forme, di questa Italia in sottana. E tanto più ci fa piacere perché ha la faccia improbabile nel ruolo della casta diva.

Come Gassman, che nella Grande Guerra di Monicelli si rivela eroe per smentire il suo naturale abito di codardo, per provare che si può essere italiani ma di fegato, allo stesso modo Manuela testimonia che nell´Italia sporcacciona di Berlusconi si può essere avvenenti per stile e non per soldi, sexy ma senza vendersi.

Tanto più davanti allo spropositato numero delle donne che gli vende Tarantini, 26, una folla solitaria da malato, l´incubo paradisiaco promesso ai martiri dell´Islam, il serraglio dell´impotente. E c´è una sorta di contrappasso nel rifiuto (morale) di incontrarlo che gli ha opposto il presidente turco Erdogan, il quale in fondo viene dal mondo che ha inventato i serragli.

Ma l´harem di Berlusconi più che ottomano è felliniano, è la città delle donne che ogni volta Tarantini gli apparecchia a pagamento, non un sultanato ma un´ossessione che sempre più lo rende vittima del meretricio, del pappone appunto e soprattutto di Lavitola che, in questa saga della ricotta, è il vero profittatore, il capo bastone della crapula e della copula.

Ma cos´è Lavitola per lui e lui per Lavitola? Il saluto, tanto per cominciare dalla fine, è di grande intimità: «Un bacione». E ci risiamo con il bacio, che in Italia è il rituale del comparaggio, anche se questa volta, è solo figurato. Essendo un flatus vocis e non uno schioccar di labbra, il bacio ha qui bisogno di un accrescitivo: diventa appunto «un bacione».

Comunicano, Lavitola e Berlusconi, con le allusioni e le parole coperte, con il linguaggio della gang, non il codice della beneficienza ma quello della maleficenza. E non soltanto perché Lavitola chiama «foto» il danaro e persino Marinella, la segretaria di Berlusconi, non capisce: «Effettivamente ho fatto avere delle foto del presidente a Lavitola». Ma quello non sa che farsene delle immagini.

«Dissi a Berlusconi che Lavitola parlava delle "foto" in modo strano, come se volesse alludere a qualcos´altro. E il presidente capì subito e mi disse di prelevare diecimila euro». E chissà come pronunziava la parola "foto" il gagliardo Lavitola. Forse scandiva, forse mormorava o magari gli bastavano quelle pause di sospensione che nel parlato sono come le virgolette: segnali lampeggianti, sirene d´allarme.

Ma perché chiamare «foto» gli aiuti a una famiglia bisognosa? È questo il lessico della pietà? «Il presidente capì subito...». È evidente che Lavitola e Berlusconi hanno concordato un cifrario protetto contro le intercettazioni, contro i magistrati, un argot fuorilegge. «Mi disse di prelevarle dalla sua cassa privata, una piccola cassaforte dove custodisce i contanti».

E perché in contanti? L´uso del contante è anomalo sia per un regalo sia per un prestito. Vi ricorre chi vuol nascondere il versamento. Il contante passa nelle buste, nelle valigette, è il danaro in nero, il danaro sporco, il danaro del peccato e della corruzione. Provate negli Stati Uniti a presentarvi in un negozio qualsiasi con una banconota da cento. Il cassiere chiama subito la polizia.

«Mi disse di suddividere la somma in due buste da 5 mila euro» racconta ancora la segretaria. Una legge del governo Berlusconi vieta i pagamenti in contanti superiori a 5000 euro (l´ultima Finanziaria abbassa la soglia a 2500). Berlusconi dunque fraziona il pagamento per rompere la graniticità della sua stessa legge. E pure la piccola cassaforte piena di contanti, in questa sceneggiatura, è un oggetto gaglioffo. Non è il nascondiglio dei gioielli di famiglia né del gruzzoletto d´emergenza che il contadino meridionale chiamava "polmone".

È invece il fondo-mance per i servi d´alcova, quelli che correvano a comprare la creolina per ammazzare piattole e pidocchi. Il suo modello non è il Padrino, ma il delinquente cubano Scarface che teneva in cassaforte il danaro che non avrebbe potuto conservare altrove, perché ribaldo nell´origine e nella destinazione. È sempre da una cassaforte malandrina che vengono i soldi della politica corrotta, quelli che finirono nel pouf della Poggiolini, nella valigetta del giudice Squillante, nella scatola di scarpe di Milanese, in casa di Penati.

Ci sono nel dialogo tra Lavitola e Berlusconi un testo e un sotto testo. «Hai visto che avevo ragione?» gli chiede Berlusconi e si capisce che gli sta rinfacciando le intercettazioni che Lavitola aveva escluso perché le schede utilizzate erano sudamericane. E, di nuovo, è roba da malaffare di suburra (telematica) il ricorso alle schede esotiche che si presumono sicure: le usano i giocatori d´azzardo e i siti porno nei vicoli e nei labirinti del web.

Ed è un avvertimento in codice quel «vi scagionerò naturalmente tutti» perché Berlusconi aggiunge: «Io non so quali sono le vostre affermazioni tra di voi, che non conosco ... io quando posso aiuto, quando non posso non aiuto». Leggetelo bene: è un attestato di rassegnazione ma è anche una minaccia, un mettere le mani avanti, il porre un limite alla misericordia.

Berlusconi insomma reagisce come un uomo braccato e sconfitto, come il potente che finalmente fa i conti con la propria impotenza, capisce d´esser pappato dai papponi, e dunque parla "a mezza botta", usa il linguaggio del dire per non dire e del non dire per dire, e non nella versione nobile di Aldo Moro ma in quella dei questurini der Pasticciaccio: «famo a capirci».

Non solo parla "con" i Lavitola, ma parla "come" i Lavitola. Persino nell´abbigliamento si è fatto assorbire dal quel mondo: somiglia a un buttafuori da discoteca. Ecco dunque cos´è Lavitola per lui e cos´è lui per Lavitola. È, per esempio, il mondo sporco dei dossier. Per manganellare Fini, Lavitola si presentò davanti alla telecamere con uno stravagante ministro e ci costrinse tutti a studiare la geografia per individuare l´isola di Santa Lucia. E sono passati dalle mani di Berlusconi anche il video di Marrazzo con i trans e l´intercettazione illegale di Piero Fassino - abbiamo una banca! - che tutto contento fece pubblicare su Il Giornale del fratello prestanome.

Povero Berlusconi, ricattato dai Lavitola e amministrato da un battaglione di avvocati che gli allungano l´agonia, che lo intossicano in un accanimento difensivo. «Nel settembre 2010 mi chiamò il presidente Berlusconi che mi chiese di assumere la difesa di Tarantini» racconta l´avvocato (l´ennesimo) Giorgio Perroni che aggiunge di avere estromesso Lavitola, avendone capito subito la natura truffaldina.

Al contrario Berlusconi si lavitolizza sempre di più. Nella decadenza trova conforto in questa comitiva di mascalzoncelli di contorno. Ha superato la fase dei semplici adulatori, vuole solo procacciatori: «Chi mi porti stasera?». E viene in mente il tristo attendente di D´Annunzio morente che reclutava per il Vate contadine e prostitute e gliele presentava pietosamente travestiste da contesse e principesse.

 

MANUELA ARCURIL'Arcuri in topless su ChiTarantini a Cortina con Francesca Lana e Manuela ArcurL'Arcuri in topless su ChiManuela ArcuriManuela ArcuriManuela ArcuriARCURIlrmrrci40 il retro di manuela arcuriarcuri 10 ottobrearcuri NOV2000 03lavitolaTarantiniManuela Arcuriarcuri001isola07 francesco cocoarcuri 03 marzoFRANCESCO TOTTI ALFONSO LUIGI MARRA arcuri posterarcuri 08 agosto

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