1- VINCINO METTE LA MATITA NELLA PIAGA, ANZI NELLA PIEGA: “COSÌ GRAVE ERA QUESTA P4 CHE ROVINAVA L’ITALIA?” - “GRAVE QUANTO?” - “GRAVE UN ANNO E 7 MESI” - “MINCHIA” 2- FERRARA SI DIVERTE: “IERI MATTINA ERAVAMO CURIOSI DI CAPIRE IN CHE MODO SE LA SAREBBERO CAVATA I NOSTRI AMICI DI REPUBBLICA E DELL’UNITÀ CON LA NOMINA AI VERTICI DI UNA DELLE BANCHE PIÙ GRANDI E PROGRESSISTE D’ITALIA DI CUCCHIANI, UN MANAGER BRAVO E PREPARATO MA ANCHE MOLTO AMICO DI QUEL LUIGI BISIGNANI CHE FINO A POCO TEMPO FA VENIVA DESCRITTO DAGLI STESSI GIORNALONI COME FOSSE UN TERRIBILE MASCALZONE. E COSÌ, CON QUESTO SPIRITO, ARRIVIAMO A PAGINA 16 DELL’’’UNITÀ’’. E CHE SCOPRIAMO? SCOPRIAMO CHE – OPLÀ – QUELLO CHE FINO A POCO TEMPO FA ERA IL TERRIBILE E DIABOLICO FACCENDIERE DIVENTA UN INNOCUO E FORMIDABILE LOBBISTA. “MOLTI SI SONO SORPRESI PERCHÉ CUCCHIANI È STATO INTERCETTATO A PARLARE AMICHEVOLMENTE CON IL LEADER DELLA P4 BISIGNANI, CHE PER LA VERITÀ PARLAVA DAVVERO CON TUTTI POLITICI, DIRETTORI DI GIORNALI, FACCENDIERI E IMPRENDITORI”. TU CHIAMALI SE VUOI MIRACOLI DEL BAZOLISMO”

1- OPLÀ, L'UNITÀ
Giuliano Ferrara per Il Foglio

Ieri mattina - birbanti che non siamo altro - eravamo curiosi di capire in che modo se la sarebbero cavata i giornaloni di sinistra con la nomina di Cucchiani ai vertici di una delle banche più grandi e progressiste d'Italia: Intesa Sanpaolo. Ci chiedevamo: ma come faranno i nostri amici di Rep. e dell'Unità a parlare bene della scelta fatta da una delle banche più grandi e più progressiste d'Italia di affidare la guida dell'istituto a un manager bravo e preparato ma anche molto amico di quel Luigi Bisignani che fino a poco tempo fa veniva descritto dagli stessi giornaloni come fosse un terribile mascalzone. E così, con questo spirito, arriviamo a pagina 16 dell'Unità. Articolo di Rinaldo Gianola. E che scopriamo? Scopriamo che - oplà - quello che fino a poco tempo fa era il terribile e diabolico faccendiere diventa un innocuo e formidabile lobbista. "Molti si sono sorpresi - scrive Gianola - perché Cucchiani è stato intercettato a parlare amichevolmente con il leader della P4 Bisignani, che per la verità parlava davvero con tutti politici, direttori di giornali, faccendieri e imprenditori". Tu chiamali se vuoi miracoli del bazolismo.

2- LA P4 NON ESISTEVA: METTIAMO TECNICI PURE AL POSTO DEI PM
Alessandro Sallusti per Il Giornale

Luigi Bisignani ha patteggiato una pena di 1 anno e 7 mesi. Si conclude così, con una condanna da ex pretura per furto d'auto, l'inchiesta dell'anno, quella sulla presunta P4.
È l'ennesimo flop della Procura di Napoli, quella del duo Lepore-Woodcock, che evidentemente si era inventata un complotto ai danni dello Stato che non è mai esistito. Duecentomila intercettazioni, paginate di giornali, ore di trasmissioni televisive, fiumi di fango su politici, ministri, giornalisti.

Un clima fetido che ha minato la maggioranza e non certo agevolato la lotta alla crisi economica. Ecco, non era vero nulla. Non in quelle dimensioni e urgenza. Lo Stato non era in pericolo, il potere non era corrotto, la società segreta non è mai esistita, altrimenti il Gup non avrebbe consentito un patteggiamento così lieve. La domanda è retorica. E adesso chi paga per questa ennesima patacca mediatico- giudiziaria?

Il governo è caduto, Bisignani ha accettato il compromesso più che per ammissione di colpe marginali per uscire subito dal pantano e tornare a una vita normale. La Procura di Napoli incassa la figuraccia senza battere ciglio. La verità è che più che di un governo tecnico, questo Paese avrebbe bisogno di una magistratura tecnica che commissari quella togata.

 

 

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