DISUNITI ALLA META - LA TRIPLICE SI SPACCA, CISL E UIL MOLLANO LA CGIL: NON ANDRANNO IN PIAZZA CONTRO IL JOBS ACT - ALLA CAMUSSO, SEMPRE PIÙ ISOLATA, NON RESTA CHE FARE ASSE CON I SINISTRATI DELLA MINORANZA PD

Antonio Signorini per “il Giornale

 

susanna camussosusanna camusso

Susanna Camusso non è riuscita a trasformare la battaglia sull'articolo 18 in un catalizzatore anti renziano e la manifestazione del 25 ottobre, nata dalla pace ritrovata tra la Cgil e la Fiom, in una spallata contro il governo di centrosinistra. 
 

Ieri i vertici di Cgil, Cisl è Uil si sono riuniti nella sede del sindacato cattolico per cercare di unire le forze contro il Jobs Act, cioè la delega lavoro che contiene anche la nuova normativa sul contratto a tutele crescenti. Almeno questa era la motivazione della leader Cgil, che avrebbe voluto trascinare le altre due confederazioni alla manifestazione nazionale in difesa dello Statuto dei lavoratori.

 

Raffaele Bonanni Raffaele Bonanni

Ma le cose non sono andate secondo i piani. La segreteria unitaria è terminata dopo un paio di ore con una comunicazione burocratica: Cgil, Cisl e Uil «hanno deciso di proseguire il confronto per l'elaborazione della piattaforma unitaria».

 

Tradotto: ognuno proseguirà per la sua strada e alla fine non se ne farà niente. Perché gli altri due sindacati, anche se sono alle prese con un passaggio di consegne al vertice, che comporterà anche qualche aggiustamento alla linea, non hanno intenzione di seguire la Cgil nell'ennesima stagione di proteste incentrata sull'articolo più famoso dello Statuto dei lavoratori. Al vertice di ieri per la Cisl c'era il segretario uscente Raffaele Bonanni, ma anche Annamaria Furlan, che prenderà il suo posto a giorni, e il segretario confederale Luigi Sbarra. Per la Uil Luigi Angeletti, che a novembre lascerà il posto a Carmelo Barbagallo. 
 

ANNAMARIA FURLAN
ANNAMARIA FURLAN

Formalmente le posizioni dei tre sindacati non sono poi così distanti. La Cisl è disponibile a parlare di articolo 18, ma solo se al contempo il governo si farà carico di dare più garanzie ai lavoratori precari. Per la Uil, Angeletti ha ribadito la linea dura. Niente scambio tra articolo 18 ed eliminazione dei contratti, estensione delle tutele del reintegro a tutti i lavoratori.

 

Nei fatti, però, ognuno ha deciso di proseguire da solo. La Cisl farà delle manifestazioni territoriali il 18 ottobre, per chiedere una politica a favore della crescita. Al vertice di ieri Furlan e Bonanni hanno detto chiaramente di apprezzare le aperture del premier Matteo Renzi sul precariato che – anche se il rottamatore non lo ammetterà mai – assomigliano molto a quelle delle confederazione di via Po.

Luigi Angeletti Luigi Angeletti

 

La Uil è rimasta in una posizione di attesa, ma non ha mostrato alcun interesse a unirsi a una manifestazione che porta già due marchi pesanti come quelli della Cgil e della Fiom. Anche se dopo l'intervento di Renzi alla Direzione del Pd sul lavoro le sigle aggiustano il tiro. La Cgil, si legge in una nota, «è da sempre pronta al confronto», il discorso del premier ha «toni diversi dal passato, ma resta vago, indefinito e contraddittorio». La Cisl giudica «interessante» l'apertura di Renzi, mentre la Uil: «Se si toccano le tutele acquisite, proclameremo lo sciopero generale». Il fatto resta che il gioco della Cgil è chiaro al secondo e al terzo sindacato.

 

matteo renzi a chetempochefa 3matteo renzi a chetempochefa 3

Il tentativo è di dare una spallata al governo su un totem della sinistra. Strategia poco sindacale e molto politica. «Ma attenzione – spiegava ieri una fonte sindacale – non nel senso che la Cgil si è messa al servizio della minoranza Pd. Semmai è il contrario. È Corso d'Italia che ha dato fuoco alle polveri» contro l'esecutivo. D'altro canto le assonanze tra la corrente di minoranza Pd e la più grande organizzazione del Paese non sono poche.

Stefano Fassina Stefano Fassina

 

A parte il merito delle argomentazioni contro l'articolo 18 c'è identità anche nel metodo: logorare Renzi. Il «non è una battaglia dai tempi brevi» pronunciato da Camusso domenica a proposito dell'articolo 18 fa il paio con il «calma, il Jobs Act va modificato» del presidente del Pd Matteo Orfini.

Bersani Pierluigi Bersani Pierluigi

 

Il leader della Cgil spera che il premier temporeggi cercando una mediazione con il suo partito. E in questo tempo si augura che si consolidi l'idea di un presidente del Consiglio che è diventato condizionabile, ha perso l'aura da rottamatore e quindi la ragione stessa del suo successo. Obiettivi identici a quelli del Pd-doc.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump joe biden

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI, FORSE PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È A PALAZZO CHIGI, È FINITA IN UN LABIRINTO. E NON SA DAVVERO COME USCIRNE. STAI CON NOI TRUMPIANI O CONTRO DI NOI? CI METTI LA FACCIA O NO? IL BRITANNICO NEO-MAGA NIGEL FARAGE HA DICHIARATO CHE AVREBBE PREFERITO CHE MELONI PRENDESSE POSIZIONI PIÙ DURE CONTRO L’UNIONE EUROPEA, ALTRO SEGNALE: COME MAI ANDREA STROPPA, TOYBOY DELL'ADORATO MUSK, SPINGE SU X PER IL RITORNO DI SALVINI AL VIMINALE? VUOLE PER CASO COSTRINGERMI A USCIRE ALLO SCOPERTO? OGGI È ARRIVATA UN'ALTRA BOTTA AL SISTEMA NERVOSO DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA LEGGENDO LE DICHIARAZIONI DI JORDAN BARDELLA, IL PRESIDENTE DEL PARTITO DI MARINE LE PEN, CHE HA TROVATO L’OCCASIONE DI DARSI UNA RIPULITA PRENDENDO AL VOLO IL "GESTO NAZISTA" DI BANNON PER ANNULLARE IL SUO DISCORSO ALLA CONVENTION DEI TRUMPIANI A WASHINGTON - E ADESSO CHE FA L’EX COCCA DI BIDEN, DOMANI POMERIGGIO INTERVERRÀ LO STESSO IN VIDEO-CONFERENZA?

marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - L’INTERVISTA RILASCIATA DA MARINA BERLUSCONI AL “FOGLIO” HA MANDATO IN TILT FORZA ITALIA E SOPRATTUTTO TAJANI - IL VICEPREMIER HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “NON ABBIAMO BISOGNO DI NESSUNA SVEGLIA. MARINA FA BENE A DIRE CIÒ CHE PENSA MA NON CI HA MAI CHIESTO NÉ IMPOSTO NULLA. QUANTO DETTO DA LEI NON ERA RIVOLTO A FORZA ITALIA” - NEL PARTITO MONTA LA FRONDA VERSO LA FAMIGLIA BERLUSCONI E C’E’ CHI PENSA DI POTERSI EMANCIPARE UNA VOLTA PER TUTTE (MAGARI TROVANDO UN FINANZIATORE DISPOSTO AD ACCOLLARSI I 99 MILIONI DI FIDEJUSSONI GARANTITE DALLA DINASTY DI ARCORE) - AVVISO ALLA "SINISTRA" MARINA: NEL WEEKEND VERRA’ CONDOTTO UN SONDAGGIO RISERVATO PER TESTARE L’APPREZZAMENTO DEL SIMBOLO DI FORZA ITALIA SENZA LA PAROLA “BERLUSCONI”…

giuseppe conte elly schlein

LE INSOSTENIBILI DICHIARAZIONI FILO-TRUMP DI CONTE HANNO MANDATO IN TILT SCHLEIN - TRA I DUE SAREBBE PARTITA UNA TELEFONATA BURRASCOSA IN CUI LA SEGRETARIA DEM AVREBBE FATTO CAPIRE A PEPPINIELLO CHE SE CONTINUA COSÌ IL M5S CROLLERÀ AL 7% - ELLY DEVE FARE I CONTI CON L’AUT AUT DI CALENDA E CON LA MINORANZA CATTO-DEM IN SUBBUGLIO CONTRO CONTE – PEPPINIELLO TIRA DRITTO: PARLA ALLA PANCIA DEI 5 STELLE E ABBRACCIA LA LINEA ANTI-DEM DI TRAVAGLIO SU RUSSIA E TRUMP. MA "LA POCHETTE DAL VOLTO UMANO" SA BENISSIMO CHE, SENZA UN ACCORDO COL PD, A PARTIRE DAL PROSSIMO VOTO REGIONALE, NON VA DA NESSUNA PARTE…

elon musk donald trump caveau oro

DAGOREPORT - ALTA TENSIONE TRA IL MONDO FINANZIARIO AMERICANO E KING TRUMP - PRIMA DI DICHIARARE GUERRA A WASHINGTON, I GRANDI FONDI E I COLOSSI BANCARI ASPETTANO CHE TRUMP E MUSK CACCINO IL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE  PER IMPORRE I BITCOIN COME RISERVA NAZIONALE. UNA MONETA DIGITALE E SOVRANAZIONALE CHE AFFOSSEREBBE IL DOLLARO, E QUINDI L'ECONOMIA USA. E GOLDMAN SACHS SI PORTA AVANTI CONSIGLIANDO DI INVESTIRE IN ORO - LE RIPERCUSSIONI PER L'ITALIA: MELONI SA CHE I GRANDI FONDI, SE VOLESSERO, POTREBBERO MANDARE GAMBE ALL'ARIA IL DEBITO TRICOLORE...

luca zaia marina berlusconi matteo salvini il foglio

FLASH – PARE CHE LUCA ZAIA, DOPO AVER LETTO L’INTERVISTA-MANIFESTO RILASCIATA DA MARINA BERLUSCONI AL “FOGLIO”, ABBIA COMMENTATO SODDISFATTO: “QUESTA C’HA LE PALLE”. IL SEGRETARIO DELLA "LIGA VENETA", ALBERTO STEFANI, AVREBBE SUBITO RIFERITO IL COMMENTO DEL “DOGE” A SALVINI. COME L'HA PRESA L'EX TRUCE DEL PAPEETE? NON HA GRADITO L’ENDORSEMENT PER LA “CAVALIERA”: QUESTA VOLTA LA TISANELLA CHE CONSIGLIA SEMPRE AI "SINISTRELLI ROSICONI" L'HA DOVUTA BERE LUI, PER PLACARSI…