OLTRE LA CASTA NIENTE – IERI SERA GLI STROMBAZZATI “GIOCHI DI LUCE” SUI FORI ERANO QUATTRO LED SUI REPERTI – IN COMPENSO “C’ERA UNA TURBA DI NEROVESTITI LACCHÈ DI MARINO” CHE FACEVA DA CONTORNO AL NON-SPETTACOLO – “DELLA GENTE COMUNE E DEI TURISTI NON FREGAVA NIENTE A NESSUNO”
Lettera a Dagospia
Caro Dago,
VITTORIO STORARO E FIGLIO GIOVANNI
perché ieri i cittadini romani sono stati invitati ad assistere a "giochi di luce" ai Fori, se poi
1) tali "giochi" erano inesistenti: l'oscarizzato Vittorio Storaro, con figlia al seguito - entrambi coinvolti nel progetto d'illuminazione delle vestigia -, che si ostinava a chiamare "Francesca", senza presentarla al popolo quirite in modo formale (paura, eh? di figurare come familisti?), si è limitato a illuminare, con quattro gruppi led, i preziosi reperti. Niente di che: i Fori sono splendidi a prescindere;
2) i cittadini di serie B, quelli qualunque, dietro le transenne, a cercar di vedere qualcosa dal livello stradale di via dei Fori, di fatto interrati, oltre la numerosa turba di nerovestiti lacchè al seguito del Principe Marino che, loro sì, hanno potuto assistere per bene all'evento. Delle anziane in carrozzella, dei pupi in passeggino, dei vecchiotti attratti dalla pubblicità ingannevole, dei pochi turisti alla casta capitolina non frega assolutamente nulla.
Risultato di tanto strombazzamento sui "giochi di luce" ai Fori? Tutti a casa, alla spicciolata, delusi e senza aver visto un tubo, oltre le transenne. Mejo un pezzo di pizza a Via Cavour! L'ennesima figuraccia del sor Ignazio, accompagnato dal degno sodale Franceschini: così uguali nella barbetta tardostudentesca, così lontani dalla gente della quale, pure, hanno bisogno.
Cinzia Romani