parnasi bonifazi giorgetti

PARNASI VUOTA IL SACCO: “HO DATO SOLDI IRREGOLARI ALLE FONDAZIONI DI PD E LEGA” - DAVANTI AI PM, IL COSTRUTTORE AMMETTE FINANZIAMENTI OPACHI A "EYU" E "PIÙ VOCI": “MI TORNAVA UTILE AVERE QUESTE AMICIZIE E AVEVO RICHIESTE CONTINUE DAI POLITICI...” - AI MAGISTRATI, PARNASI HA CONSEGNATO LA LISTA DEI QUINDICI CANDIDATI SOSTENUTI ALLE ULTIME ELEZIONI REGIONALI E POLITICHE CON FINANZIAMENTI DA...

PARNASI

Michela Allegri Sara Menafra per “il Messaggero”

 

Finanziamenti «in chiaro» a quindici politici nella scorsa campagna elettorale, perché ai candidati «non si può dire di no se hai un affare grosso in ballo». E pagamenti più consistenti, con la consapevolezza di aver violato le leggi o aver deciso «senza neppure far votare il cda», a due fondazioni, Eyu e Più voci - rispettivamente in quota Pd e Lega - perché «mi torna utile avere questi amici negli ambienti giusti».

 

matteo renzi francesco bonifazi

A due giorni dal verbale fiume consegnato ai pm nel corso di due interrogatori tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina, si coglie meglio il senso delle dichiarazioni del costruttore Luca Parnasi, in carcere ormai da due settimane con l' accusa di essere a capo di un' associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e a una serie di reati contro la pubblica amministrazione.

 

I POLITICI

Ai magistrati, Parnasi ha consegnato la lista dei quindici candidati sostenuti alle ultime elezioni regionali e politiche con finanziamenti in chiaro ma rigorosamente sotto soglia, 4.500 euro a testa, in modo da non essere obbligato a metterli a bilancio: all' elenco di dieci nomi che risultavano dalle intercettazioni se ne aggiungono altri sui quali ora il Nucleo investigativo dei Carabinieri ha avviato accertamenti. I candidati, dice il costruttore, bussano alla porta di «tutti gli imprenditori».

parnasi e salvini allo stadio

 

Tra i candidati sostenuti replica Luciano Ciocchetti di Direzione Italia: «Per quanto riguarda i contributi ricevuti, il mio mandatario elettorale ha provveduto a raccoglierli e a rendicontarli al collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte di appello di Roma. Tale rendiconto è a disposizione di chiunque voglia prenderne conoscenza. E si potrà così verificare la completa liceità di tutti i contributi raccolti».

 

LE FONDAZIONI

RENZI PRIMO GIORNO DA SENATORE CON BONIFAZI

È sul tema «fondazioni» che Parnasi fa le dichiarazioni più importati. Il tema sono i finanziamenti arrivati ad organizzazioni vicine alla Lega anche nel corso dell' ultima campagna elettorale («cento e cento» dice ai suoi) , oltre ai 250mila nel 2015 e i 150mila euro dati ad Eyu, fondazione presieduta dal tesoriere Pd Francesco Bonifazi. Quei soldi, dice Parnasi, sono usciti dall' azienda evitando le procedure regolari. Un meccanismo indispensabile per accedere agli «ambienti giusti» e avere «amicizie» tra le persone che contano.

 

IL CONSULENTE

L'avvocato Luca Lanzalone, il consulente di punta del Campidoglio per il dossier «Stadio», è stato, ha messo a verbale Parnasi, quello che ha risolto la discussione con la nuova giunta in un passaggio fondamentale: quando le cubature per Tor di Valle sono scese e la sua azienda puntava a ridurre drasticamente le opere di urbanizzazione.

 

salvini giorgetti

Lanzalone è stato un ottimo tramite, dice Parnasi, che però non usa mai il termine «corruzione». Da quel rapporto così «positivo», la decisione di sostenere Lanzalone con consulenze sue e di altre aziende: «Mi aveva risolto lo stadio - avrebbe detto in sintesi il costruttore, che ieri ha fatto istanza di scarcerazione - e dicevo a tutti che era bravo. Alcuni l'hanno assunto perché l' avevo sponsorizzato io».

LANZALONE E RAGGI

 

I DIPENDENTI

Sul ruolo dei collaboratori, accusati di far parte dell' associazione a delinquere di cui lui era il capo, Parnasi sceglie di negare nettamente l' impostazione della procura (che proprio su questo tema appunta l' accusa più consistente). Sostiene di avere preso lui tutte le decisioni e di avere dato indicazioni ai collaboratori, che si sarebbero limitati ad eseguire.

stadio della roma

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)