1. DOTTO: “GARCIA LASCIA LA ROMA DOPO AVERLA RIMESSA PIÙ VOLTE E POI SMESSA AL CENTRO DEL VILLAGGIO, SENZA DARSI IL SOGNO DI CARRI FESTANTI E FILANTI E TROFEI" 2. ''NON SO SE GARCIA SIA UN BUONO O CATTIVO ALLENATORE, MA SO CHE IN QUESTI DUE ANNI E MEZZO È STATO UN VERO ROMANISTA, PIÙ DI QUANTO LO SIANO STATI ALCUNI SUOI GIOCATORI E CHE, QUESTI GIOCATORI, LUI LI HA AMATI DAVVERO, TUTTI. RUDI MERITA L'ONORE DELLE ARMI"
Giancarlo Dotto per Dagospia
giancarlo dotto francesca brienza rudi garcia
La prima volta che l’ho incontrato a Trigoria gli ho regalato “Ascenseur pour l’échafaud”, ascensore per il patibolo, le musiche di Miles Davis per il film di Louis Malle. Volevo giocare da esorcista, mi ritrovai profeta. E non mi piace. Due anni e mezzo dopo quest’uomo di rara eleganza è finito in fondo al suo patibolo, gocciolando piccole, progressive angosce che non gli impediscono di staccarsi da questa esperienza romana con più gratitudine che rancore.
LUCIANO SPALLETTI E FRANCO SENSI
“Facile essere leggiadri”, dirà il bue di turno “con tutti quei milioni di euro garantiti in banca”, ma chi conosce Rudi Garcia, francese di sangue andaluso, chi lo conosce davvero, sa che dietro quell’occhio celeste su cui galleggia da sempre un’interferenza gialla, o forse era marrone?, c’è uno speciale candore, un suo dirsi e darsi leale a dispetto dei santi e dei fanti.
Non so se Rudi Garcia sia un buono o cattivo allenatore, non so, o forse lo so, ma ora non voglio saperlo, dove e quando ha sbagliato, ma so che in questi due anni e mezzo è stato un vero romanista, più di quanto lo siano stati alcuni suoi giocatori e che, questi giocatori, lui li ha amati davvero, tutti, per il semplice, elementare motivo che giocavano con lui e per lui. Nella sua testa hanno continuato a farlo, anche quando l’evidenza ha mostrato il contrario.
Lascia la Roma dopo averla rimessa più volte e poi smessa al centro del villaggio, senza essersi riuscito a darsi il sogno che, anche insieme a me, aveva provato a sferruzzare nei minimi dettagli con golosi ricami e richiami, di carri festanti e sfilanti e trofei, bastava uno, sfidando scaramanzie private e sarcasmi pubblici.
giuseppe di piazza rudi garcia e giancarlo dotto
Lui pensa positivo sempre. E’ fatto così. Lo fa per istinto e per metodo. Ma, essere ottimista nella città tifosa più livida d’Europa è la peggiore delle colpe. Rudi Garcia non è e non sarà mai un hombre vertical alla Luis Henrique, né un incantatore egoico alla Mourinho, ma è un uomo che sa amare e sa farsi amare. Merita l’onore delle armi.
Arriva Luciano Spalletti. La migliore scelta possibile. Se n’era andato sei anni fa nello stile di questa città, fuga il più lontano possibile dal massacro incombente. Era da sempre rimasto in qualche anfratto del cuore romanista. Ancora di più il giorno in cui il suo successore Claudio Ranieri si presentò a Trigoria che più infelice non si può: “Scordatevi il bel gioco”, che era come dire scordatevi Spalletti.
Nessuno se l’è mai veramente scordato. E lui se n’è andato veramente lontano. Passati non so quanti inverni nelle terre di Rasputin e Dostoevskji, dove si rischia dentro tramonti pazzeschi d’essere decapitati dalle lastre di ghiaccio che cadono dai tetti, dove ha fatto tanto e bene, e si ritrova ora, con un salto spericolato, passando per Certaldo, nelle assolate spirali del sogno americano, volo Miami andata e ritorno, viso a viso e corpo a corpo con James Pallotta, dove l’abbraccio può essere tutto, una copula infinita o una stretta mortale. Dipenderà solo da una cosa, i risultati.
Meravigliosa semplificazione dell’anima yankee. Ma Luciano lo sa, e la motivazione è grande. “Voglio completare l’opera”, ha confidato agli amici. Chiamatela impresa. Aggiungete impossibile.
2. ACCORDO RAGGIUNTO CHE GIÀ DA GIOVEDÌ ALLENERÀ LA SQUADRA E SARÀ IN PANCHINA CONTRO IL VERONA
Gianluca Lengua per Il Messaggero.it
Luciano Spalletti è atterrato a Miami alle 18.44 (orario negli States) con un volo proveniente da Parigi, per incontrare il presidente Pallotta e firmare il contratto che lo legherà alla Roma per la seconda volta in carriera. In nottata è stato raggiunto l'accordo con il tecnico toscano che già da giovedì allenerà la squadra e sarà in panchina contro il Verona. L’avventura di Rudi Garcia, quindi, dopo due anni e mezzo è arrivata al capolinea; il francese a breve sarà esonerato per permettere all’allenatore di Certaldo di prendere in mano le redini della squadra.
L’ARRIVO A MIAMI
I tifosi della Roma in Florida non hanno perso l’occasione di andare al Miami International Airport per incontrare il futuro tecnico giallorosso: giacca, maglietta e pantaloni neri con una borsa marrone a tracolla, era atteso dal dg Mauro Baldissoni. I due si sono diretti verso un'auto nera messa a disposizione dal presidente per andare verso gli uffici di Pallotta. Ma prima si sono concessi anche qualche selfie con un giovane tifoso giallorosso, Lorenzo, che ha documentato il tutto sul suo profilo Twitter (@LoriB_16).