insigne

NAPOLI A MANO ARMATA - SULLA RAPINA A INSIGNE L’OMBRA DEI RICATTI DELLA CAMORRA - TOCCO’ A CAVANI, HAMSIK E LAVEZZI - E POI SI SCOPRI’ CHE I CLAN PUNIVANO COSI’ I CAMPIONI CHE SI RIFIUTAVANO DI PARTECIPARE ALLE FESTE DEI BOSS - C'E' CHI IPOTIZZA UN 'PIZZINO' ALLO STATO: RITIRATE I MILITARI DALLE STRADE

Marco Demarco per il “Corriere della Sera

 

baby rapinatori napoli 7baby rapinatori napoli 7

Gli autori della rapina a Insigne non sono dei balordi. Su questo ci si può scommettere. E non solo perché un colpo del genere implica una certa «professionalità», il che vuol dire seguire la vittima, aspettare il momento giusto per agire, calcolare i rischi della fuga e cose del genere.

 

INSIGNE 1INSIGNE 1

Ma anche, e soprattutto, perché il beniamino del Napoli, l' unico che parla in dialetto in una squadra di stranieri, è fin troppo noto in città per non ipotizzare che chi lo ha preso di mira sapesse benissimo cosa sarebbe successo dopo: e cioè la caccia all' uomo da parte di polizia e carabinieri, la stretta repressiva, i ricettatori e gli informatori messi sotto torchio e tutto quello che la camorra proprio non desidera.

 

insigne insigne

Se ne può dedurre che con molta probabilità la rapina sia stata commissionata per ottenere molto più del Rolex e dei braccialetti con diamanti della moglie del calciatore. Qualcosa che ora è difficile sapere. Ma che dal punto di vista dei boss, potrebbe valere, in prospettiva, molto più degli alti costi immediati.

 

Magari - perché no? - addirittura la ritirata dell' esercito da quartieri come Forcella o la Sanità, dove la presenza delle divise, da alcune settimane a questa parte, di sicuro non gioca a vantaggio degli affari delle bande. Se non riescono a evitare rapine come queste, a cosa servono i militari, i pattugliamenti e i posti di blocco? Il ragionamento è fin troppo facile, come si vede.

 

posto di bloccoposto di blocco

E non a caso sui social qualcuno lo sta già facendo. Ma questa è solo un' ipotesi tra le tante. Che dietro rapine così clamorose ci sia invece sempre dell' altro lo confermano i molti precedenti. Negli anni passati - dal 2011 in poi - al termine di una lunga catena di aggressioni ai danni di Cavani, Hamsik, Lavezzi e altri campioni, fu proprio uno di loro, Behrami, a spiegare l' arcano durante il processo ai rapinatori.

 

Venne fuori che il vero obiettivo era punire i giocatori perché si rifiutavano di partecipare alle feste organizzate dalla camorra. Ci sono ora nuovi ricatti in corso? Si vedrà. E non rassicurano i fischi e gli insulti alla società partiti dalla curva Sud dopo la partita con il Villarreal, quella finita con un insufficiente pareggio.

 

LA TRIPLETTA DI CAVANI ALLINTER LA TRIPLETTA DI CAVANI ALLINTER

Ma se è così, se davvero dovessero esserci nuove pressioni, vorrebbe dire anche che c' è chi non ha alcuna intenzione di cedere. E questa è una buona notizia. Al tempo di Maradona, di cui proprio in questi giorni è iniziato il recupero di un gigantesco murales nei Quartieri spagnoli, non c' erano rapine e aggressioni, e terzini e attaccanti potevano circolare liberamente tra ali di folla plaudente.

 

curva del Napoli curva del Napoli

Ma qual è una delle foto più famose di Maradona? Purtroppo per lui è quella in cui Diego, in una casa di Forcella, sorride insieme con alcuni componenti del clan Giugliano. È in una vasca da bagno a forma di conchiglia, ed è finito lì dentro nel vivo di un allegro festeggiamento a base di champagne. Quella stagione è finita.

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