
IL CONCORSO DEL POLITICALLY CORRECT - FRANCESCHINI NOMINA I DIRETTORI DEI 20 MUSEI ITALIANI: LA RETORICA DELLO STRANIERO, CON UN TEDESCO A CAPO DEGLI UFFIZI, DELL'ETÀ MEDIA (50 ANNI) E DELLA PARITà DI GENERE. MA L'ARTE È L'UNICO SETTORE IN CUI LE DONNE CI VANNO A PERDERE - IL DOGE BARATTA PER VENEZIA SCEGLIE UN'OSCURA FUNZIONARIA, PER NON FARSI OMBRA ASPETTANDO LA RICONFERMA IN BIENNALE
1. FRANCESCHINI E IL CONCORSO POLITICALLY CORRECT. TRANNE A VENEZIA, DOVE IL DOGE BARATTA NON VUOLE OMBRA MENTRE CERCA LA RICONFERMA IN BIENNALE
DAGOREPORT
paolo baratta dario franceschini
Come nella migliore tradizione italica i concorsi si bandiscono o si comunicano nei loro risultati in pieno agosto, affinché solo chi è preavvertito ne sia al corrente e nessun giornalista o magistrato molli l'ombrellone per interessarsene. Non fa eccezione il superconcorso voluto dal ministro Franceschini per designare, tramite valutazione di una commissione presieduta dal doge di Venezia e presidente della Biennale Paolo Baratta (con anche Nicholas Penny), i 20 direttori dei maggiori musei italiani.
Mentre nelle fondazioni "private", come il Maxxi ad esempio, si viene designati e buonanotte e buonstipendio, nei posti pubblici bisogna passare da concorsi, che sono veri quanto lo sono quelli universitari.
Questo per i 20 direttori dei maggiori musei, primo nel suo genere (diamone atto che c'è uno sforzo di cambiamento a differenza che nelle università e nei giornali) si è capito subito che grondava di retorica politically correct. E oggi le designazioni lo hanno confermato.
C'è la retorica della parità di genere (10 e 10, un bel vantaggio per gli uomini che, i rétori non lo sanno, ma in questo settore sono minoritari); la retorica dello straniero voluta da Franceschini per celebrare il suo ministero come il primo global (sono 7), la retorica del rientro dei cosiddetti cervelli in fuga che, ovviamente, non sono in fuga da nulla (sono 4) e pure la retorica della promozione interna (una) e dell'età (media 50 anni). Mancano solo quella dell'immigrato, dell'ex pensionato e del diversamente abile e poi si sono soddisfatte tutte le retoriche di genere.
E così Baratta è riuscito a soddisfare Franceschini, che potrà dirsi il primo ministro ad aver messo uno straniero agli Uffizi, Eike Schmidt di Friburgo ma in arrivo da Minneapolis (e Natali che fine fa?) e il very chic britannico James Bradburne a Brera (ex fondazione Palazzo Strozzi, quella di Bini Smaghi).
A Milano, è quasi un vizio, passa sempre lo straniero (che dirà Salvini?): prima il francese Lissner alla Scala (dopo il rinnovo da, si vocifera, un milione di euro è scappato a Parigi), poi l'austriaco Pereira sempre alla Scala ora il canadese-britannico Bradburne a Brera. Insomma, è un po' come ai tempi di Franza o Spagna purché si magna.
A Roma arriva la Collu (Gnam) dopo il flop a Rovereto ed è confermata la Coliva a Villa Borghese. Ma il colpo per sé, Baratta se lo è riservato a Venezia. Nella città più internazionale per l'arte nessun straniero entra nelle gallerie italiane: promossa la direttrice del museo di Castelvecchio di Verona, Paola Marini. Che si affianca così a Gabriella Belli dei musei civici veneziani. Nessuno deve far ombra al doge in scadenza alla Biennale, ma scadrà davvero?
2.MUSEI: STRANIERI A VALANGA ECCO I 20 SUPER DIRETTORI
(ANSA) - Il cambio che farà forse più clamore arriva per gli Uffizi, dove lo storico direttore Antonio Natali deve cedere il passo ad un esperto di arte fiorentina che arriva da Friburgo in Germania, Eike Schmidt, 47 anni. Ma sono ben sette su 20 i direttori stranieri chiamati a guidare i 20 musei superstar del patrimonio pubblico italiano. Tra questi la tedesca CecileHollberg ,48 anni, storica e manager culturale tedesca che andrà alle Gallerie dell'Accademia di Firenze , James Bradburne, 59 anni, nato in Canada ma di nazionalità britannica per Brera, Sylvain Bellenger, storico dell'arte francese per Capodimonte.
L'età media dei vincitori è di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli italiani che tornano dall'estero sono 4 (Bagnoli, Gennari Santori e D'Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Degl'Innocenti dalla Francia). Quanto alle professioni: 14 storici dell'arte, 4 archeologi, 1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale. Nominata anche un'interna del ministero. Questi i nomi:
1) GALLERIA BORGHESE (ROMA):Anna Coliva - 62 anni, storica dell'arte.
2) GALLERIE DEGLI UFFIZI(FIRENZE): Eike Schmidt - 47 anni, storico dell'arte.
3) GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA Cristiana Collu - 46 anni, storica dell'arte
4) GALLERIE DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA: Paola Marini - 63 anni, storica dell'arte
5)MUSEO DI CAPODIMONTE(NAPOLI): Sylvain Bellenger - 60 anni, storico dell'arte.
6) PINACOTECA DI BRERA (MILANO):James Bradburne - 59 anni, museologo e manager culturale.
7) REGGIA DI CASERTA: Mauro Felicori - 63 anni, manager culturale.
8) GALLERIA DELL'ACCADEMIA DI FIRENZE:Cecilie Hollberg - 48 anni, storica e manager culturale.
9) GALLERIA ESTENSE (MODENA):Martina Bagnoli - 51 anni, storica dell'arte.
10) GALLERIE NAZIONALI DI ARTE ANTICA (ROMA):Flaminia Gennari Santori - 47 anni, storica dell'arte.
11) GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE (URBINO): Peter Aufreiter - 40 anni, storico dell'arte.
12) GALLERIA NAZIONALE DELL'UMBRIA (PERUGIA):Marco Pierini - 49 anni, storico dell'arte e filosofo.
13) MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO (FIRENZE):Paola D'Agostino - 43 anni, storica dell'arte.
14) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI: Paolo Giulierini - 46 anni, archeologo.
15) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA:Carmelo Malacrino - 44 anni, archeologo e architetto.
paolo baratta dario franceschini
16) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO Eva Degl'Innocenti - 39 anni, archeologa.
17) PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM:Gabriel Zuchtriegel - 34 anni, archeologo.
18) PALAZZO DUCALE DI MANTOVA:Peter Assmann - 61 anni, storico dell'arte.
19) PALAZZO REALE DI GENOVA:Serena Bertolucci - 48 anni, storica dell'arte.
luigi ficacci anna coliva
mauro felicori
20) POLO REALE DI TORINO: Enrica Pagella - 58 anni, storica dell'arte.