1- MARPIONNE, L’OLANDESINO VOLANTE! IL MANAGER ITALO-SVIZZERO INDICHERÀ L’OLANDA COME SEDE LEGALE DEL GRUPPO FIAT-CHRYSLER. LA SCELTA È DETTATA DAI VANTAGGI FISCALI GIÀ COLLAUDATI E PREFERITI DALLE MULTINAZIONALI, PRIMA FRA TUTTE LA SHELL 2- REDUCI E COMBATTENTI: PRODI E AMATO, DAVANTI A NAPOLITANO, BRUCIANO MONTI-FORNERO 3- UN FANTASMA SI AGGIRA NEI PALAZZI DELL’ECONOMIA. È LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI DI AMATO-BASSANINI, LA SOLUZIONE DI TUTTI I PROBLEMI: ACEA, MPS, RAI, ENI-SNAM? 4- DALLA CANNA DEL GAS ALLA CANNATA: “SI POSSONO TOGLIERE 100 PUNTI DI SPREAD” 5- “BEAUTY CONTEST”: INCONTRO IERI TRA IL CAVALIERE DI ARCORE E IL SUB-LETTA PASSERA? 6- TODI CABALLEROS! DON PAGLIA: “CERCANDO GESÙ” CON PASSERA, DE BORTOLI E VIOLANTE

1- PRODI E AMATO, DAVANTI A NAPOLITANO, INFILZANO MONTI-FORNERO
Quando ieri mattina è entrato nel palazzo Mattei di Paganica dove ha sede l'Enciclopedia Italiana, anche il Presidente Napolitano non ha potuto fare a meno di buttare lo sguardo alla volta e alle pareti affrescate del salone dove si è svolto un convegno così interessante da essere completamente ignorato dai giornali.

Nella sala al piano terra del palazzo costruito dal Maderno verso la fine del ‘500 si è parlato di "benessere e competitività", un tema approfondito nel Rapporto predisposto dal CER (Centro Europa Ricerche) e dai ricercatori di Nomisma, la società bolognese che sta a cuore a Romano Prodi. Non a caso il Professore è stato uno dei relatori di questo incontro organizzato dal CER, il Centro studi dell'economista Giorgio Ruffolo, stato salvato poche settimane fa dalla Sator di Matteuccio Arpe insieme alle cooperative e alla Fondazione Etica del genero di Bazoli, Gregorio Gitti.

Anche gli ospiti in prima fila sono rimasti colpiti dal dipinto di Mosè che ringrazia Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma poi l'attenzione di Gianni Letta, Epifani, Patroni Griffi e degli economisti si è risvegliata quando nell'aulica sede dell'Enciclopedia (fondata negli anni '20) sono risuonate parole che qualcuno ha definito "decisamente eversive" e in netta contraddizione con la politica del governo.

Il primo "bolscevico" a prendere la parola è stato Giuliano Amato che ha esordito con una paccata di critiche alla ministra della lacrima Fornero quando ha detto che per migliorare la produttività del lavoro la formazione è infinitamente più importante della manutenzione all'articolo 18. Poi il dottor Sottile è andato avanti senza risparmiare nemmeno il Professore di Palazzo Chigi al quale ha contestato la politica delle liberalizzazioni che non producono ricchezza - così ha detto - ma al massimo la ridistribuiscono e probabilmente distruggono occupazione.

Il benservito a Monti è stato accompagnato dall'auspicio che per arrivare al fatidico +11% del Pil promesso dal governo, servono forti investimenti pubblici in grado di generare occupazione. E infine, per rendere ancora più esplicito il suo passaggio sulle sponde estreme del keynesismo, Amato ha citato un sondaggio effettuato poco tempo fa nei Balcani occidentali nel quale la maggioranza degli intervistati ha detto che stava meglio ai tempi della vecchia Jugoslavia perché a quell'epoca non c'era disoccupazione.

Di fronte a questo atto d'accusa nei confronti di Monti e dei suoi tecnici, Napolitano è rimasto impassibile, e così sono apparsi anche Patroni Griffi e Giorgio Benvenuto, mentre Stefano Fassina, responsabile per l'economia nel Pd, gongolava visibilmente.

Il secondo "bolscevico" a prendere la parola è stato Romano Prodi che come al solito l'ha presa alla larga parlando della Germania che sta trasferendo nell'Europa dell'Est le subforniture che prima si facevano in Italia, e dopo aver denunciato la governance "penosa" delle piccole imprese a conduzione familiare, ha sferrato un attacco violentissimo contro il federalismo.

Per il Professore di Bologna "è una boiata pazzesca" e a questo punto tutti gli occhi si sono rivolti verso Franco Bassanini, uno dei fautori più convinti del modello federale, che si è attorcigliato sulla sua poltrona. Anche gli altri economisti che sono intervenuti successivamente hanno spezzato lance di stampo keynesiano contro il rigore e il pareggio di bilancio che si vorrebbe inserire come principio costituzionale.

Tra questi vale la pena di citare Paolo Guerrieri con il suo appello a sviluppare i consumi interni, e l'ultimo "bolscevico" Sergio De Nardis di Nomisma, che dopo aver parlato senza mezzi termini della svalutazione competitiva effettuata con l'introduzione dell'euro, ha massacrato nell'ordine Spagna, Portogallo e Italia. Ma nella foga del discorso De Nardis è andato fuori linea e ha tentato una disperata difesa del "piccolo è bello". A questo punto il "bolscevico" Prodi lo ha severamente rimbrottato, ma quello che c'era da dire era stato detto.

E Napolitano con il suo codazzo ha lasciato la sala.


2- UN FANTASMA SI AGGIRA NEI PALAZZI DELL'ECONOMIA. È LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI DI AMATO-BASSANINI LA SOLUZIONE DI TUTTI I PROBLEMI: ACEA, MPS, ENI-SNAM?
Un fantasma si aggira nei palazzi dell'economia.
È la Cassa Depositi e Prestiti, l'organismo controllato al 70% dallo Stato che gestisce una parte importante del risparmio postale.

Non passa giorno che si invochi l'intervento di questo organismo fondato a Torino nel 1850 e trasformato nel 1983 in società per azioni. Il fantasma è sicuramente in buona salute perché manovra un'infinità di miliardi. Nel 2011 ha mobilitato risorse per 16,5 miliardi grazie alla raccolta postale che pur in calo rispetto al 2010 è risultata positiva per 7 miliardi.

Ad invocare l'intervento della Cassa è arrivato ieri anche il sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno che vuole mettere sul mercato il 21% di Acea, l'utility capitolina dell'energia e dell'acqua. La sua idea di privatizzazione non è ancora definita nei contorni, ma le perplessità nascono quando ha cominciato a ipotizzare l'intervento di investitori istituzionali "con preferenza per quelli pubblici". A questo punto è chiaro il riferimento alla Cassa e che la privatizzazione non vedrà protagonisti Caltariccone e i francesi di Edf, detentori in Acea delle quote di minoranza più consistenti.

Prima di Alemanno il fantasma della Cassa Depositi e Prestiti è stato invocato per salvare l'italianità di Finmeccanica rispetto ai conti disastrosi che il Gruppo guidato da Giuseppe Orsi presenterà il 27 marzo. E qualcuno ha sperato che la Ducati delle motociclette (un tempo di proprietà Finmeccanica) non finisse come sta avvenendo nelle mani dei tedeschi di Audi, ma fosse salvata da un intervento pubblico.

E ancora: perché non rimettere a posto i conti della Rai con la Cassa Depositi e Prestiti?, e come si può immaginare la separazione tra Eni e Snam senza il suo intervento? Su quest'ultima ipotesi interviene oggi sul "Sole 24 Ore" Stefano Saglia, il 41enne politico veneziano che guida il Pdl alla Camera.

La preoccupazione sempre più diffusa è che la Cassa diventi la soluzione per tutte le stagioni, una sorta di piccola Iri dall'attività confusa e con interventi sparpagliati nelle infrastrutture vitali per il Paese.

E in questo quadro caotico non bisogna dimenticare che il fantasma è apparso anche sullo scenario delle banche in crisi. Se ne parlò un paio di mesi fa quando l'Eba, l'Autorità europea di controllo del credito, denunciò la fragilità del sistema. In quel momento il fantasma spuntò anche dalle parti di Siena e del MontePaschi, la banca dove adesso si intravede l'intervento di azionisti privati e il probabile arrivo di Alessandro Profumo.

Quello di MontePaschi e della Cassa Depositi e Prestiti era un problema che stava particolarmente a cuore a Franco Bassanini, il politico milanese che insieme a Giuliano Amato non ha mai perso d'occhio le vicende dell'Istituto toscano. Ed è lui l'uomo che dovrebbe guidare come presidente della Cassa Depositi e Prestiti i movimenti del fantasma che affiora dentro la crisi, ma il buon Bassanini sa che deve fare i conti con SuperMario e con il pallido Vittorio Grilli del Tesoro.

Ciò non toglie che di fronte al fiume di ipotesi "salvifiche" ogni tanto potrebbe aprire bocca per dire la sua opinione.


3- L'OTTIMISMO DELLA CANNATA: "SI POSSONO TOGLIERE ANCORA CENTO PUNTI DI SPREAD CON GRANDISSIMA TRANQUILLITÀ".
Ieri lo spread è sceso a quota 290 e Enrichetto Mentana che ogni sera lo ammannisce sulle tavole degli italiani, godeva come un pazzo.

A godere però sono stati soprattutto i dirigenti del ministero dell'Economia e una donna: Maria Cannata, il direttore del debito pubblico che segue gli alti e bassi dello spread con l'ansia di una madre. E madre lo è di una figlia questa torinese classe 1954 che dopo la laurea alla Sapienza con il celebre matematico De Finetti è entrata al Tesoro nel 1980 con compiti sempre più importanti.

Basti pensare che ha seguito tutti gli aspetti della transizione all'euro e che nel 2000 le è stata affidata la direzione del debito pubblico, una carica che gestisce ogni giorno tenendo d'occhio i mercati stranieri. Anche nei momenti più critici quando lo spread si era impennato vertiginosamente, la signora torinese ha tenuto i nervi saldi sostenendo che l'Italia era lontanissima dalla Grecia e che il panico non era giustificato.

Ieri durante un incontro che si è svolto alla Borsa di Milano alla presenza del pallido Vittorio Grilli, si è spinta a dire che "si possono togliere ancora cento punti di spread con grandissima tranquillità". Il suo ottimismo non è campato per aria, ma è legato ai movimenti degli investitori stranieri che si sono riaffacciati sul mercato italiano da quando l'Italia ha smesso di diventare un motivo di preoccupazione per l'asse franco-tedesco.

Per dimostrare il suo equilibrio, la Cannata ha precisato che finora l'America degli investitori è rimasta alla finestra, una tesi diversa da quella di alcuni giornali come il "Sole 24 Ore" che danno per scontato l'entusiasmo dei capitali targati Usa dopo il viaggio di SuperMario negli States.


4- ZAMPINI A BAGNASCO MARIA

Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che il cardinale di Genova e Presidente della Cei, Angelo Bagnasco, continua a dare le sue benedizioni sulle aziende di Finmeccanica che lavorano nel capoluogo ligure.

Nello spazio di due giorni il prelato ha visitato la Selex Elsag e ieri Ansaldo Energia, la società dove il 45% è in mano agli americani. Nel quartier generale di Finmeccanica le benedizioni pasquali sono particolarmente gradite perché come ha detto il cardinale "servono luce e forza per camminare sulla via giusta".

L'incoraggiamento di Bagnasco ha suscitato una certa emozione nell'amministratore delegato Giuseppe Zampini, l'ingegnere bellunese che ad aprile scorso sembrava dovesse occupare la poltrona di Guarguaglini (bruciato da Tremonti nella sua guerra con Gianni Letta). Superando la timidezza che lo ha sempre distinto, Zampini ha difeso il valore strategico di Ansaldo Energia e ha difeso l'italianità dell'azienda che a Roma pensano di vendere in blocco agli stranieri".


5- "BEAUTY CONTEST": SI MORMORA DI UN INCONTRO CHE SAREBBE AVVENUTO IERI TRA IL CAVALIERE DI ARCORE E CORRADINO PASSERA
Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che in vista dell'incontro di questa sera di Monti con i tre leader della maggioranza corrono le voci più disparate.

Mentre prevale la tesi che si tratterà di una "cena delle beffe" si mormora di un incontro che sarebbe avvenuto ieri tra il Cavaliere di Arcore e Corradino Passera. Qualcuno aggiunge che l'ex-presidente peccaminoso avrebbe ricordato al ministro goloso che la sua nomina fu sponsorizzata con estremo calore da Gianni Letta in cambio della promessa che le frequenze televisive sarebbero state concesse senza prezzo.

L'ultima intervista concessa dall'ex-banchiere al "Sole 24 Ore" fa pensare che questa sera farà di tutto per mantenere la promessa".


6- TODI CABALLEROS: CERCANDO GESU' O CERCANDO PASSERA?
Avviso ai naviganti N.3: "Si avvisano i signori naviganti che è arrivato il momento di cercare Gesù.

Ed è questo che faranno lunedì prossimo alle ore 18 al teatro Argentina Corradino Passera, Flebuccio De Bortoli, Luciano Violante e il monsignore Rino Fisichella durante la presentazione del libro "Cercando Gesù" scritto dal frenetico vescovo di Terni Vincenzo Paglia e dal giornalista Franco Scaglia. A moderare il dibattito è stata chiamata la giornalista Monica Maggioni che chiederà ai quattro personaggi se "in un mondo sempre più confuso siamo ancora capaci di amore" e se il famoso convegno di Todi dove sono state messe le premesse per il governo dei professori tecnici e cattolici è ancora attuale".


7- MARPIONNE, L'OLANDESINO VOLANTE!
Avviso ai naviganti N.4: "Si avvisano i signori naviganti che Sergio Marpionne ha in serbo una notizia bomba da annunciare nei prossimi giorni.

Sembra infatti che il manager dal pullover sgualcito indicherà l'Olanda come sede legale del Gruppo Fiat-Chrysler. La scelta è dettata dai vantaggi fiscali già collaudati e preferiti dalle multinazionali, prima fra tutte la Shell".

 

occ43 prodi amatoELSA FORNERO E MARIO MONTI Giorgio Napolitano e Mario Monti Amato e dietro BassaniniGIANNI ALEMANNO FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PAOLO SCARONI ALESSANDRO PROFUMO jpegVITTORIO GRILLI MARIA CANNATAIL CARDINALE ANGELO BAGNASCO giuseppe ZAMPINIpasseraBERLUSCONI SILVIO de bortoliLUCIANO VIOLANTE VINCENZO PAGLIA SERGIO MARCHIONNE

Ultimi Dagoreport

tulsi gabbard donald trump laura loomer timothy haugh

DAGOREPORT - È ORA D’ALLACCIARSI LE CINTURE. L’INTELLIGENCE OCCIDENTALE E' NEL PANICO TOTALE: SU CONSIGLIO DI UNA MAGA-INFLUENCER, LA PROCACE LAURA LOOMER, GIOVEDI' TRUMP HA CACCIATO SU DUE PIEDI IL GENERALE TIMOTHY HAUGH, DIRETTORE DELLA NATIONAL SECURITY AGENCY - LA NSA È LA PRINCIPALE AGENZIA DI CYBERSPIONAGGIO DEGLI STATI UNITI (CON 32 MILA DIPENDENTI, È QUASI IL 50% PIÙ GRANDE DELLA CIA) - LA CACCIATA DI HAUGH AVVIENE DOPO LA DECAPITAZIONE DEI CAPI DEI SERVIZI SEGRETI DI CIA E DI FBI, CHE TRUMP CONSIDERA IL CUORE DI QUEL DEEP STATE CHE, SECONDO LUI, LO PERSEGUITA FIN DALL’ELEZIONE PRESIDENZIALE PERDUTA CONTRO BIDEN NEL 2020 – UNA EPURAZIONE MAI VISTA NELLA TRANSIZIONE DA UN PRESIDENTE ALL’ALTRO CHE STA ALLARMANDO L’INTELLIGENCE OCCIDENTALE. CON TRUMP CHE SI FA INTORTARE DA INFLUENCER BONAZZE, E FLIRTA CON PUTIN, CONDIVIDERE INFORMAZIONI RISERVATE CON WASHINGTON, DIVENTA UN ENORME RISCHIO - (E C’È CHI, TRA GLI 007 BUTTATI FUORI A CALCI DA ''KING DONALD'', CHE PUÒ VENDICARSI METTENDO A DISPOSIZIONE CIÒ CHE SA…)

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…