1. CLAMOROSA SVOLTA NEI RAPPORTI TRA STATO ITALIANO E VATICANO: UN MONSIGNORE, UN FUNZIONARIO DEI SERVIZI SEGRETI ED UN BROKER FINANZIARIO SONO STATI ARRESTATI PER CORRUZIONE E TRUFFA NELL' AMBITO DI UN FILONE DI INDAGINE SULLO IOR 2. A 48 ORE DALLA SVOLTA DI PAPA FRANCESCO CHE MERCOLEDÌ 26 HA NOMINATO UNA COMMISSIONE DI CARDINALI PER RACCOGLIERE INFORMAZIONI SULLE REALI ATTIVITÀ DELL'ISTITUTO PER LE OPERE RELIGIOSE (IOR), L’ARRESTO DI MONSIGNOR NUNZIO SCARANO 3. PRELATO SALERNITANO, È ADDETTO TECNICO DI PRIMA CATEGORIA DELL'APSA IN VATICANO, L'AMMINISTRAZIONE CHE GESTISCE I BENI DELLA SANTA SEDE IN ITALIA 4. L'INCHIESTA RIGUARDA UN GIRO DI ASSEGNI CHE PASSANDO SOTTO FORMA DI DONAZIONI SAREBBERO RIENTRATI IN UN'OPERAZIONE DI RICICLAGGIO DI DENARO

Fiorenza Sarzanini per Corriere.it

A neppure 48 ore dalla svolta di Papa Francesco che mercoledì 26 ha nominato una commissione di cardinali per raccogliere informazioni sulle reali attività dell'Istituto per le Opere Religiose, arriva una clamorosa svolta nei rapporti tra Stato italiano e Vaticano: un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario sono stati arrestati nell' ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla Procura della Repubblica di Roma.

Il religioso è monsignor Nunzio Scarano, vescovo di Salerno. Le accuse: corruzione e truffa. I provvedimenti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della guardia di finanza, sono stati chiesti dalla procura di Roma. Le richieste sono state accolte dal gip della capitale, Barbara Callari

SVOLTA DIPLOMATICA - Gli arresti sembrano confermare il mutamento radicale degli equilibri diplomatici sulla delicata questione della cosiddetta «Banca di Dio», che nel corso degli ultimi trent'anni è stata più volte al centro di inchieste e polemiche, fatti di cronaca e contestate operazioni finanziarie. E che da una parte della Curia romana era stata sempre difesa strenuamente: tanto che la collaborazione con le autorità giudiziarie italiane era considerata un attentato alla sovranità e all'indipendenza vaticane, come ha spiegato Massimo Franco sulle pagine del Corriere della Sera giovedì 27.

La Pontificia commissione referente sull'Istituto per le Opere Religiose nominata il 26 giugno è un organismo, presieduto dal cardinale salesiano Renato Farina, che dovrà favorire «una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica, nel contesto più generale delle riforme che sia opportuno realizzare da parte delle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica».

INFORMAZIONI RISERVATE - La Commissione raccoglierà informazioni anche riservate sull'andamento dell'Istituto (nessuno, secondo il documento autografo di Francesco, potrà sottrarsi e non rispondere ai cardinali) e presenterà i risultati al Papa, il quale già a fine aprile aveva dichiarato: «Lo Ior è necessario fino a un certo punto». L'intenzione di Jorge Mario Bergoglio di metter mano alla riorganizzazione della banca era nota da tempo, come aveva anticipato il Corriere della Sera, tra le ipotesi c'era anche quella del commissariamento. Nel suo discorso ai dipendenti dello Ior a fine aprile, il santo padre aveva sottolineato che «la Chiesa non è un'organizzazione burocratica» e che «quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici, diventa un po' burocratica... la Chiesa perde la sua principale sostanza».


2. SALERNO, MONSIGNOR NUNZIO SCARANO INDAGATO PER RICICLAGGIO
Il Mattino.it

Monsignor Nunzio Scarano, prelato salernitano, è indagato dalla Procura della Repubblica di Salerno, insieme ad altre 56 persone, per il reato di riciclaggio. Monsignor Scarano è addetto tecnico di prima categoria dell'Apsa in Vaticano, l'Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica che gestisce i beni della Santa Sede in Italia. L'iscrizione di mons. Scarano nel registro degli indagati - anticipata dal quotidiano salernitano La Città - è stata confermata da fonti della Procura di Salerno.

L'inchiesta, coordinata dal pm Elena Guarino, riguarda un giro di assegni che passando sotto forma di donazioni sarebbero rientrati in un'operazione di riciclaggio di denaro. Secondo l'ipotesi accusatoria, il prelato riceveva assegni di un importo di 10 mila ciascuno, ufficialmente per ripianare i debiti di un'immobiliare che possiede alcune case a Salerno. Il denaro poi - sempre secondo l'ipotesi ora al vaglio degli investigatori - veniva restituito in contante agli imprenditori che avevano effettuato le donazioni. Secondo gli inquirenti la società immobiliare sarebbe in qualche modo collegata alla struttura vaticana. Al momento - si è saputo sempre da fonti della Procura - l'inchiesta è in una fase iniziale ed è concentrata nella raccolta delle deposizioni di alcuni degli indagati.

 

 

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