BORSE OTTIMISTE IN ATTESA DELLA BCE, MILANO +2,8% - SPREAD A 465 - GEITHNER E SCHAEUBLE PUNTELLANO DRAGHI: FIDUCIA PER LE MISURE DELL’EUROZONA - S&P: ITALIA IN RECESSIONE PER -2,1% - BENE ASTA BTP, RENDIMENTI ALTI MA IN CALO - AIR FRANCE, 900 MILIONI DI PERDITA NEL SEMESTRE - ILVA, SPIRAGLI PER RIAVVIARE LA PRODUZIONE - AUTO IMMATRICOLATE -32% - IL NUOVO SFOGO DI JUNCKER CONTRO MERKEL - SQUINZI, “L’EURO ORA È ASTRAZIONE”…

1 - BORSA: ANCORA VENTI DI OTTIMISMO IN ATTESA BCE, MILANO CHIUDE A +2,8%
Radiocor - I nuovi attestati di fiducia nell'Eurozona da parte di Berlino e l'attesa per la riunione del board di Francoforte, previsto per giovedi' prossimo, danno fiato alle Borse. Le migliori sono Milano e Madrid, con rialzi superiori al 2,5% mentre Parigi e Francoforte mostrano guadagni di poco superiori all'1%. Il calo degli spread mettono il turbo ai titoli bancari (+3,2% lo stoxx di settore): a Piazza Affari, dove l'Ftse Mib chiude a +2,8%, volano cosi' Intesa Sanpaolo (+6,6%), Bpm (+6,5%) e Mps (+6,5%), ma soprattutto Mediolanum (+7,8%).

Molto bene anche Mediaset (+7,7%) e A2A (+7%), che festeggia la cessione di Coriance grazie alla quale lima l'indebitamento e realizzato una plusvalenza superiore a 30 milioni. In coda Saipem (-1,3%) dopo i conti del primo semestre. Fuori dal listino principale, in picchiata Unipol (-13%) e Fonsai (-28%) che ormai si sono allineate ai valori dell'aumento di capitale. Sul mercato valutario l'euro si attesta a 1,224 dollari mentre il petrolio perde le ggermente terreno a 89,83 dollari.

2 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 465 PUNTI BASE
(ANSA) - Lo spread Btp-Bund chiude a 465 punti base dopo una seduta in altalena. Il rendimento del 10 anni italiano è al 6,03%. La Spagna paga uno spread di 524 centesimi.

3 - BORSA, EUROPA: LONDRA +1,18%, FRANCOFORTE +1,27%, MADRID +2,78%
(LaPresse) - Chiusura positiva per le pincipali Borse europee. L'indice Ftse 100 di Londra sale dell'1,18% a 5.693,63 punti, il Dax di Francoforte avanza dell'1,27% a 6.774,06 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un incremento dell'1,24% a 3.320,71 punti. Brillante l'Ibex di Madrid, che balza del 2,78% a 6.801,8 punti. E ad Atene l'indice Ftse Athex 20 cresce del 3,25% a 217,12 punti.

4 - ITALIA: S&P PREVEDE PIL -2,1% NEL 2012 E -0,4% NEL 2013
Finanza.com -Il Pil italiano resterà negativo anche durante il prossimo anno. E' questa la stima di Standard & Poor's che, in un report pubblicato oggi, prevede per il 2012 una flessione del Pil italiano pari al 2,1%, mentre per il 2013 il calo dovrebbe attestarsi allo 0,4%.

5 - CRISI: GEITHNER E SCHAUBLE, FIDUCIA IN MISURE VARATE DA EUROZONA
Radiocor - Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Timothy Geithner, e il ministro delle finanze della Germania, Wolfgang Schauble, hanno espresso 'fiducia' nelle misure varate dall'eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri. E' quanto si legge nel comunicato congiunto emesso al termine del loro incontro nell'isola tedesca di Sylt, nel mare del Nord.

Geithner e Schauble in particolare 'hanno espresso la loro fiducia per gli sforzi varati dai dagli stati membri per riformarsi e avanzare verso una maggiore integrazione'. Nel corso del loro incontro, inoltre, i due ministri hanno parlato degli 'sforzi considerevoli' varati in questi mesi dall'Italia e dalla Spagna. Per mezzo dei due ministri, inoltre, Germania e Stati Uniti hanno annunciato la loro intenzione di cooperare a stretto contatto per stabilizzare l'economia globale.

6 - BTP: COLLOCATI 2,48 MLD DECENNALI, RENDIMENTO SCENDE AL 5,96%
Radiocor - Tornano a scendere i rendimenti dei titoli di Stato italiani con il Tesoro che colloca 5,47 miliardi (5,5 mld l'importo massimo previsto) pur in presenza di una domanda non eccezionale. Nell'asta di oggi il BTp quinquennale scadenza 01/06/2017, collocato per 2,24 miliardi a fronte di una domanda pari a 3 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo pari al 5,29%, in flessione di 0,55 punti rispetto all'asta precedente.

In calo anche il rendimento del BTp decennale: l'undicesima tranche del Buono scadenza 01/09/2022 ha visto scendere il tasso lordo sotto la soglia del 6%, al 5,96%, 0,23 punti in meno rispetto all'asta del mese precedente. Il BTp decennale e' stato collocato per 2,48 miliardi a fronte di una domanda complessiva pari a 3,19 miliardi di euro. Il Tesoro ha poi piazzato anche 750 milioni di BTp off-the-run scadenza 1/11/2015 con un rendimento lordo del 4,49%, a fronte di una domanda per 1,41 miliardi.

7 - GRECIA, TROIKA NON LASCERA' ATENE FINCHE' NECESSARIO
(ANSA) - Gli componenti della troika (Fmi, Bce e Ue) che avrebbero dovuto lasciare Atene alla fine di luglio per poi tornare alla fine di agosto resteranno invece in Grecia per seguire passo dopo passo il lavoro del governo ellenico. Secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, che cita fonti del ministero delle Finanze greco, la visita sarà estesa fino al momento in cui il governo avrà completato il piano biennale da 11,5 miliardi di euro. France Press indica che la commissione resterà tutto il tempo necessario, fino a quando sarà definito un programma di riforme credibile.

8 - AIR FRANCE: PERDITA NETTA BALZA A 895 MILIONI II TRIMESTRE
(AGI) - Air France-Klm ha registrato una perdita netta di 895 milioni di euro nel secondo trimestre, in forte aumento rispetto al rosso di 197 milioni registrato nell'analogo periodo del 2011. Si sono in compenso dimezzate le perdite operative, che passando da 145 a 66 milioni di euro. Il fatturato e' cresciuto del 4,5% a 6,5 miliardi. .

9 - ILVA, UILM: CON RIESAME POSSONO ANCORA APRIRSI SPIRAGLI
(LaPresse) - "E' vero: i giudici hanno il dovere di applicare le norme. La loro sentenza, però, fa male, perché giunge in un momento in cui il Paese, che ha tanto bisogno di fare politica industriale, presentava nel settore della siderurgia un gruppo italiano deciso ad alzare la testa, competere e fare bene nel rispetto delle leggi e delle regole del mercato. Abbiamo ragione di sperare, però, che degli spiragli possano ancora aprirsi". Lo scrive Antonello Di Mario direttore responsabile di 'Fabbrica società' nell'editoriale del giornale dei metalmeccanici che sarà on line su uilm.it da domani mattina.

"Venerdì prossimo - si legge in prima pagina della rivista - il Tribunale del riesame discuterà i ricorsi presentati contro il sequestro e gli arresti. Il nuovo pronunciamento potrebbe ripristinare le condizioni per continuare la produzione dell'acciaio. Dopodomani, giorno dello sciopero appositamente proclamato, non solo le famiglie dei quindicimila addetti, tra diretti e dell'indotto, scenderanno in piazza per difendere i diritti alla salute e al lavoro, ma con loro sfilerà l'intera città, perché Taranto è l'Ilva e viceversa".

"Questa storia - ha scritto ancora Di Mario - insegna che, mai come ora, all'attività economica nazionale occorre assicurare prospettiva. Ciò vale anche per il fare industriale. Antoine de Saint-Exupery, l'autore del 'Piccolo principe' aveva le idee chiare sul futuro. 'Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno, distribuire i compiti e dare ordini, ma insegna loro il desiderio del mare ampio ed infinito'". "Comunque vada - conclude l'editoriale - la vicenda di Taranto ha segnato un punto di non ritorno per l'industria nazionale che deve tornare a guardare verso spazi ampi ed infiniti".

10 - AUTO: FEDERAUTO, A LUGLIO -32%. ITALIA FANALINO DI CODA
(ASCA) - Luglio 2012, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, segna un parziale del -32% circa. Queste le stime di Federauto, al netto delle chilometri zero, che verranno immatricolate domani che, con tutta probabilita', mitigheranno parzialmente il risultato finale. ''Non e' solo un -32%, perche' viene paragonato con un 2011 che per il nostro settore e' stato orribile. Quindi stiamo perdendo un 32% su un dato che gia' non consentiva la sopravvivenza della filiera - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari di autoveicoli di tutti i brand commercializzati in Italia, che aggiunge ironico -.

Non so spiegarmi questo dato cosi' negativo perche' il Governo Monti si e' impegnato molto per sostenere la filiera dell'automotive italiana. Ha rincarato le accise - ora tra le piu' alte del mondo -, ha introdotto il superbollo per le auto prestazionali, spettacolarizzato la lotta all'evasione fiscale, ha aumentato l'Iva, i pedaggi autostradali, l'RC, l'Imposta Provinciale di Trascrizione, il bollo. E nonostante tutti questi 'supporti' il mercato italiano flette costantemente di numeri a doppia cifra''.

11 - HSBC, UTILE I SEMESTRE A 8,4 MLD DOLLARI (-8%), ACCANTONATI 700 MLN
(LaPresse/AP) - Hsbc ha deciso di accantonare 700 milioni di dollari per coprire gli eventuali costi delle sanzioni Usa per il mancato rispetto delle normative anti-riciclaggio sui flussi di denaro. L'annuncio è arrivato nel giorno in cui il colosso bancario britannico ha comunicato un utile pretasse in aumento dell'11% a 12,7 miliardi di dollari, a seguito della vendita di asset per 4,3 miliardi.

Il risultato netto è invece sceso dell'8,6% a 8,4 miliardi di dollari, rispetto ai 9,8 miliardi dollari di un anno prima. Hsbc Messico ha ammesso di non aver segnalato 39 transazioni sospette e di essere in ritardo sull'accertamento di altre 1.789 operazioni. Una commissione di inchiesta Usa ha riferito recentemente che per la banca sarebbero transistati 7 miliardi di dollari in contanti dal Messico, tra il 2007 e il 2008. Secondo l'indagine potrebbero essere proventi del traffico di droga dei cartelli messicani.

12 - "BERLINO TRATTA L'EUROPA COME UNA SUA FILIALE". I RETROSCENA DELL'ACCUSA DI JEAN-CLAUDE JUNCKER
Angela Iannone per Yahoo! Finanza - Lo aveva già detto mesi fa, dichiarando la sua stanchezza nei confronti delle ingerenze franco-tedesche - "si comportano come se fossero i soli membri del gruppo" - sulle scelte da intraprendere per contrastare la crisi economica. Parole che lo avevano inoltre portato a decidere di lasciare il suo ruolo come leader dell'Eurogruppo entro quest'anno, prima della fine del suo mandato che scade tra due anni. E oggi, Jean-Claude Juncker torna a sfogarsi con i media tedeschi, lamentandosi ancora una volta della supremazia tedesca.

Juncker accusa Berlino, in un'intervista allo Sueddeutsche Zeitung, di "trattare l´Europa come una propria filiale" e di piegare gli interessi della Ue a questioni di mera politica interna, come ad esempio l'esclusione della Grecia dall'Eurozona. "Perché - continua Juncker - la Germania si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa?".

Un attacco durissimo, interamente rivolto al cancelliere tedesco Angela Merkel e alle sue decisioni per salvare l'euro a cui il lussemburghese crede molto poco. Per questo conferma nella sua intervista che l'Eurozona, insieme al fondo Efsf e alla Bce, stanno attuando un piano per salvare la moneta unica. Un piano che verrà attuato, anche se - continua - "è ancora da definire cosa faremo esattamente e quando", ma che prevede anche la possibilità di un acquisto di bond spagnoli da parte della Bce.

Dichiarazioni forti, che vanno ad aprire una settimana infuocata per l'Eurozona e per il salvataggio dell'euro. Dichiarazioni che già in passato avevano dimostrato l'attrito tra il leader dell'Eurogruppo e l'allora asse Merkozy, con il quale si era più volte scontrato e che lo ha portato infine lo scorso maggio, dopo l'approvazione del Fiscal compact, a dare le sue dimissioni, a causa proprio di una "mancanza di coordinamento nelle politiche economiche".
Come ultima decisione da presidente in carica dei Ministri dell'economia e delle finanze degli Stati che hanno aderito all'euro, Juncker propone però il suo successore: "deve essere una personalità eminente, in grado di bloccare i piani di bilancio" dei Paesi membri se necessario. Una qualità che Junker rivede nel ministro delle finanze tedesco Schaeuble, anche se la scelta non piace a Grecia e Portogallo, che la vedono un po'troppo pericolosa nei loro confronti.

13 - SQUINZI: «L'EURO ORA È ASTRAZIONE»...
Dal "Corriere della Sera" - «L'euro ora è un'astrazione, non è mai esistita una moneta senza una Banca centrale, senza una politica economica unica dietro». Lo ha detto ieri all'Ansa Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. «A proposito della moneta unica - ha aggiunto Squinzi - condivido il pensiero di Draghi: bisogna salvarla. E per riuscirci si devono adottare quelle quattro o cinque misure necessarie alla sopravvivenza».

A un convegno sull'Europa federale svoltosi lo scorso giugno, il presidente di Confindustria era già intervenuto sul tema: «O ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno» aveva dichiarato, precisando che un default dell'area euro rischierebbe di causare, solo nel primo anno, un crollo del Pil di entità compresa tra il 25 e il 50 per cento. La disgregazione dell'eurozona, secondo Squinzi, potrebbe condurre rapidamente al fallimento di decine di migliaia di imprese e di centinaia di banche, alla perdita di milioni di posti di lavoro e «all'esplosione di deficit e debiti pubblici nazionali: la vera scelta è stare tutti insieme
in un'Europa che sia veramente unita. E l'Europa può sostenere il confronto solo se compete come sistema».

14 - UNICREDIT, MONTE PASCHI: ESUBERI E PREMI (MANCATI)...
F.D.R. per il "Corriere della Sera" - Se voleva essere un anticipo dell'«autunno caldo» delle banche il segnale è stato chiaro. Ieri l'80-90% degli sportelli di Unicredit e Montepaschi è rimasto chiuso per sciopero. Il 2 luglio Intesa Sanpaolo aveva già dato un assaggio, con una serrata che ha coinvolto il 90% dei lavoratori, dicono i sindacati, uno su due secondo Ca' de Sass. Al di là dei numeri, è chiaro che il processo di ristrutturazione delle banche non sarà semplice. Le stime parlano di quasi 30 mila bancari in esubero.

Al Montepaschi sono oltre 4.600, su 31.000, i dipendenti di troppo, secondo il nuovo amministratore delegato Fabrizio Viola. La risposta è arrivata ieri con la manifestazione davanti a Rocca Salimbeni. Che ha ottenuto un primo risultato: il capo del personale, Ilaria Dalla Riva, è uscita dalla banca per incontrare i sindacati promettendo la convocazione di un tavolo.

Per Unicredit il problema è invece un'altro, che non ha a che fare con gli esuberi. E' una questione di soldi: il premio di produzione è stato sospeso. La reazione è stata però la stessa: sciopero. «La massiccia adesione dimostra lo scollamento esistente tra il personale e i vertici aziendali» ha commentato il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni, spalleggiato dal collega della Fisac, Agostino Megale, per il quale i banchieri «non possono pensare che nella crisi ci sia spazio per i loro compensi mentre, allo stesso tempo, si mettono in discussione livelli occupazionali e salario contrattuale».

 

MARIO DRAGHI mario monti e angela merkelstandard big SPINETTAJUNCKERSCHAEUBLE E GEITHNERTARANTO PROTESTE DEGLI OPERAI DELLILVA jpegILVA TARANTOSQUINZI E PRODI IN BICI SULLO STELVIO jpegALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA SELLA GHIZZONI

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