bp-bpm draghi bigfoto

FUSIONE BANCO-BPM, I DIKTAT DI DRAGHI - LA BCE ORDINA DI SMALTIRE IN SOLI 24 MESI (INVECE CHE 5 ANNI) I CREDITI DETERIORATI, CHIUDERE LE SEDI LOCALI E RIDURRE I COMPONENTI DEL CDA - SARA’ UNA CURA DRASTICA, SOLO BANCO POPOLARE HA 14 MILIARDI DI SOFFERENZE SU 6,5 DI PATRIMONIO

Massimo Restelli per “il Giornale”

saviottisaviotti

 

L' aumento di capitale non è un obbligo e, se lo diventasse, con ogni probabilità Banco Popolare e Popolare Milano rinuncerebbero all' annunciato matrimonio, ma non per questo il diktat della Bce è meno severo. I due capi azienda Pier Francesco Saviotti e Giuseppe Castagna, dopo aver cercato mercoledì scorso una sponda istituzionale in Bankitalia (il vicedirettore generale Fabio Panetta siede nel supervisory board della Bce), torneranno a Francoforte per l' ultima trattativa.

giuseppe castagnagiuseppe castagna

 

Gli ordini impartiti dall' Eurotower sarebbero però precisi: per celebrare le nozze è indispensabile uno smaltimento molto rapido dei crediti deteriorati. Il tempo massimo concesso sarebbe 24-30 mesi, meno della metà dei 5-6 anni ipotizzati nel piano originario preparato dagli advisor.

 

Una richiesta severa ma comprensibile visto che i tecnici della Bce, molto occhiuti sulle sofferenze degli istituti italiani, gestiscono la prima grande fusione sotto Vigilanza unica e già avevano fatto recapitare alle principali banche del vecchio continente un questionario dove specificare tempi e modi dello smaltimento. Ecco allora che il nuovo gruppo, terzo in Italia per asset, dovrà eliminare le macerie più in fretta di quanto era stato chiesto alle due banche indipendenti.

EUROTOWER BCEEUROTOWER BCE

 

Forse anche per dare un segnale all' intero sistema europeo, a maggior ragione se proveniente dall' Italia, ormai nel centro del mirino.

Il Banco ha crediti deteriorati (npl) per 14 miliardi su 6,5 di patrimonio, Bpm 3,6 miliardi su 4,5; gli analisti stimano che il tasso di copertura della nuova realtà sarà pari al 34 per cento.

 

Poi, la penitenza chiesta dall' Europa ai due prevede poi una governance snella.

Molto dipende da quanto sapranno essere persuasivi Saviotti e Castagna, ma l' ipotesi di un cda a 19 posti (di cui 9 al Banco, 8 a Bpm e 2 indipendenti) andrà rivista, per ridurlo a 17 o forse a 15 e in questo caso diventerebbe difficile dare voce ai territori.

banco popolarebanco popolare

 

Allo stesso modo, in nome del nitore organizzativo, la Bce vuole siano accentrate tutte le funzioni nei poli di Verona (sede amministrativa) e Milano (legale) senza quindi più implementare altre sedi, come Novara, sopravvissute alle vecchie fusioni. Uffici che rappresentano una bandiera di campanile ma che sono lontani dall' ottica dell' Eurotower.

 

BPM BPM

La sopravvivenza della stessa Bpm in seno alla nuova holding potrebbe avere vita molto breve ed essere ridimensionata. Bocciata da subito un' autonomia di 6 anni, Francoforte concederà il minimo sia come tempo (anche 3 anni sarà difficile), sia come forma giuridica, sia come posti in consiglio.

 

In difesa dall' autonomia di Bpm, è già pronta alle armi la base di Piazza Meda, decisa a vendere cara la pelle prima di accettare il salto verso la spa e di perdere il voto capitario. Il primo a uscire allo scoperto con un volantino è stato giovedì il Patto per la Bpm, che raccoglie buona parte dei soci pensionati.

 

Ma le mosse dei dipendenti si moltiplicheranno, perché la storia dimostra che il Parlamentino di Piazza Meda non si espugna con la forza ma con la politica, governata dai sindacati.

 

 

mario draghi 5mario draghi 5LA SEDE DELLA BPM - BANCA POPOLARE DI MILANO - A PIAZZA MEDA A MILANOLA SEDE DELLA BPM - BANCA POPOLARE DI MILANO - A PIAZZA MEDA A MILANOmario draghi e janet yellen mario draghi e janet yellen

Ultimi Dagoreport

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...