LIBOR-TACCI DELLE BANCHE! - L’UE INFLIGGE UNA MEGA-MULTA DA 1,7 MLD A CHI HA MANIPOLATO I TASSI

Banche: maxi multa Ue da 1,7 mld per Euribor e Libor
(ANSA) - L'Antitrust Ue ha inflitto multe dal valore complessivo di 1,7 miliardi di euro alle maggiori banche mondiali accusate di aver manipolato l'Euroribor, il Libor e il Tibor, costituendo diversi cartelli. Gli istituti sanzionati sono Deutsche Bank, Societe Generale, Rbs, JP Morgan, Citigroup e Rp Martin. 'Graziate' Barclays e Ubs.

Delle otto banche che hanno partecipato ai diversi cartelli con cui sono stati manipolati i tassi d'interesse dei derivati denominati sia in euro che in yen, due, ovvero Ubs e Barclays, avendo rivelato l'esistenza dei cartelli, hanno beneficiato dell'immunità ed evitato di pagare una multa.

''Quel che è scioccante degli scandali Euribor e Libor non è solo la manipolazione degli indici, ma anche la collusione tra banche che si suppone siano concorrenti tra di loro'', ha dichiarato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia nell'annunciare la decisione che ''manda un chiaro segnale sul fatto che la Commissione è determinata a combattere e sanzionare questi cartelli nel settore finanziario''.


2. IN ARRIVO MAXI MULTE ALLE MAGGIORI BANCHE MONDIALI
Andrea Greco per "La Repubblica"

Lo scandalo della manipolazioni dei tassi Euribor e Yen Libor sta per generare nuove sanzioni, che supereranno di slancio il record dell'Antitrust europeo (pari a 1,5 miliardi di euro) ai danni di una dozzina di banche globali. Forse già oggi, dopo la riunione del collegio dei commissari a Bruxelles, il garante per la concorrenza spagnolo Joaquin Almunia annuncerà che la Commissione ha usato la mano pesante contro quegli istituti che tra il 2005 e il 2009 hanno determinato a piacimento il valore dei tassi di riferimento che regolavano i prestiti interbancari e i mutui, lucrando tramite i derivati sugli stessi tassi.

Secondo le anticipazioni, rilanciate dal Financial Times online, ci sarebbe una mezza dozzina di banche su ognuno dei due dossier, e la maggior parte di queste - tra cui Citigroup, Société Generale, Deutsche Bank e Royal Bank of Scotland - sarà multata sia per l'azione concertativa sui tassi benchmark sia per i profitti fraudolenti ottenuti controllandone i valori. L'esatto ammontare delle sanzioni non è chiaro: le regole antitrust comunitarie dicono che si può arrivare al 10% del fatturato in casi simili.

Sembra che gli istituti coinvolti in entrambi i dossier vadano incontro a multe per circa 800 milioni: potranno anche non pagarle e fare appello, ma in quel caso rischierebbero, in caso di condanna, sanzioni più alte e un quadro accusatorio più dettagliato,
che darebbe la stura a possibili azioni di risarcimento miliardarie da parte dei clienti danneggiati (e sono milioni). Le multe, comunque, dovrebbero variare molto tra loro, in base al grado di responsabilità degli istituti.

La vicenda riecheggia quella che era già esplosa sul Libor, il tasso di riferimento britannico, e aveva suscitato danni miliardari per banche e clienti, l'irritazione dell'opinione pubblica e un imbarazzato palleggio di responsabilità tra le vigilanze di Londra e
statunitensi. Alla fine Barclays, Rbs, Ubs, Rabobank e il broker Icap avevano accettato di pagare 3,5 miliardi di dollari ai regolatori sparsi per il mondo, per chiudere il dossier Libor.

Le autorità comunitarie, però, non erano parte di quella transazione, e hanno portato avanti un'inchiesta che dura ormai tra tre anni. Barclays, uno dei protagonisti delle manipolazioni sul Libor, potrebbe evitare le multe sull'Euribor, per avere avvisato i funzionari comunitari delle pratiche illegali. Anche Ubs potrebbe scansare la multa sullo Yen Libor per gli stessi motivi: ma entrambe hanno ammesso gli illeciti, e si espongono quindi alle azioni risarcitorie in tribunale. Altre banche, come Jp Morgan, Hsbc, Credit Agricole, sembravano sul punto di siglare una transazione congiunta e uscire dal dossier di Bruxelles, un mese fa.

Dall'avvio della crisi del 2008, gli scandali sono costati carissimi alle banche nel mondo: tra Europa e Usa gli istituti hanno sborsato quasi 150 miliardi di dollari tra multe e costi legali per provare a uscire dalle disavventure su subprime, derivati, tassi alterati o altro.

 

BARCLAYS BARCLAYS josef ackermann deutsche bank DEUTSCHE BANK rbsJPMorgan ChaseSEDE SOCIETE GENERALE A PARIGI

Ultimi Dagoreport

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...