renzi padoan mps

TUTTE LE VERITÀ NON DETTE SUL MONTE DEI PASCHI DI STATO - LE CASSE PUBBLICHE HANNO PERSO 3 MILIARDI DI VALORE DA QUANDO MPS È TORNATA IN BORSA - L’ECONOMISTA SEMINERIO: ‘SOFFERENZE, PAURA DI INTERVENTO BCE, SCOMMESSE DEGLI INVESTITORI, INSTABILITA' POLITICA, CAUSE PER 836 MILIONI...ECCO COSA ANDAVA FATTO, SUBITO, CON LA BANCA''

 

MONTE DEI PASCHI

1. IERI - MPS: CONTINUA LA DISCESA IN BORSA (-3%), STATO PERDE 3,4 MLD

 (ANSA) - Banca Mps ha chiuso la prima seduta di Borsa della settimana in perdita del 3% a 2,6 euro, dopo essere stata anche sospesa al ribasso. Venerdì il titolo aveva guadagnato l'1,1%, interrompendo una serie negativa di 12 giornate consecutive in rosso. La quota del ministero dell'Economia, che controlla Mps con il 68% del capitale, vale ora 3 miliardi in meno dei 5,4 miliardi investiti dallo Stato per salvare la banca.

 

Dal suo ritorno in Piazza Affari, il 25 ottobre, quando chiuse a 4,55 euro, in Borsa Mps ha perso oltre il 40%. Molti osservatori ritengono che sia auspicabile un consolidamento del sistema bancario italiano, che potrebbe concretizzarsi con una serie di aggregazioni. Uno scenario che vedrebbe il Monte fra i protagonisti. Nei giorni scorsi Ubi ha comunque smentito che il consiglio di gestione abbia discusso una operazione straordinaria riguardante Mps.

 

 

2. OGGI: BORSA MILANO CORRE (+1,5%) MA MPS CALA ANCORA

MARCO MORELLI

 (ANSA) - Borse europee in deciso rialzo a metà giornata in scia all'allentamento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina, che già ha fatto correre Wall Street e i listini asiatici. Francoforte avanza del 2%, Londra dell'1,9%, Parigi dell'1,5%, al pari di Milano. Il dollaro si rafforza sull'euro (che cede lo 0,2% a 1,2415 sul mercato di Londra). Poco mossi i titoli di Stato dopo l'asta dei bot, andata a segno con tassi in calo e domanda in crescita. Il rendimento del btp cede un paio di punti base all'1,88%.

 

A Piazza Affari corrono Unieuro (+6,5%) e Amplifon (4,5%) dopo i conti, Tiscali (+6,2%) in scia al mandato conferito a Mediobanca per analizzare opzioni strategiche. Sul Ftse Mib maglia rosa è Exor (+3,72%) in scia ai conti 2017, davanti a Buzzi (+3,28%), Stm (+3,2%), Ferrari (2,9%), Leonardo (+2,8%) e Fca (+2,5%). Deboli solo le utility Snam (-0,1%) e Terna (-0,9%) mentre gira in negativo Mps (-0,96%). Nel pomeriggio attesi dagli Usa dati su fiducia consumatori, scorte di petrolio e prezzi delle case.

 

 

3. MPS, TUTTE LE VERITÀ NON DETTE SUL MONTE DEI PASCHI DI STATO

Da www.startmag.it

 

GENTILONI PADOAN

Il commento di Mario Seminerio, curatore del blog Phastidio.net, sulle ragioni dei capitomboli del titolo Mps in Borsa e sul reale stato di salute della banca ora controllata dal Tesoro, estratto di un articolo più ampio pubblicato su Phastidio.net la settimana scorsa

 

Le quotazioni dell’azione di Banca Monte dei Paschi sono in continua discesa, che ha di recente preso velocità. Mentre ci si interroga sulle cause del ribasso, cresce lo strepito scandalizzato degli urlatori professionali. Che tuttavia spesso coincidono con le figure che hanno sostenuto l’attuale assetto proprietario della banca.

 

La capitalizzazione di borsa è di circa [2,5] miliardi di euro. Quali le cause di questa ennesima operazione-altoforno? Non c’è scarsità di motivazioni: dai timori sull’implementazione del piano industriale, a quelli che vedono la Bce pronta a chiedere temibili “tagli lineari” in caso di ritardo sulla tabella di marcia del rilancio (che finirebbero ad avvitare la situazione, probabilmente), a scommesse di grandi fondi internazionali contro la banca-bersaglio di un paese privo di governo e che rischia di restare tale ancora a lungo oppure di vedere l’ascesa di forze sfasciste dei conti pubblici, sino alla sottovalutazione delle reali condizioni dei crediti deteriorati, ed alla loro migrazione a sofferenze anziché al rientro tra i crediti in bonis, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

renzi padoan

 

Il fatto che contro la banca siano state sinora promosse azioni legali per un petitum di 836 milioni a fronte di accantonamenti a rischi per 260 milioni è solo un dettaglio del quadro d’insieme.

 

Quello che resta oggettivo, è che la banca è oggi del Tesoro, cioè dei contribuenti italiani, al 68%, e questo è l’esito che ci è stato consegnato dalla cocciutaggine del precedente esecutivo a voler evitare la risoluzione della banca e degli strumenti finanziari passibili di essere azzerati per conseguire il riequilibrio. Si è battuta la strada della rilevanza sistemica e della ricapitalizzazione precauzionale, mettendo in rampa di lancio una cartolarizzazione-monstre da 28 miliardi di euro, assistita dalla garanzia pubblica delle Gacs, per “ripulire” la banca dalle sofferenze conclamate, ed ora potremmo scoprire che “c’è dell’altro”.

 

Sulle Gacs, peraltro, per come è stato strutturato lo strumento (col pieno avallo di Bruxelles e di Margrethe Vestager) c’è il rischio che tra qualche anno vedremo riaffiorare delle perdite che finiranno sul groppone dei contribuenti italiani, ma chi vuol esser lieto sia, eccetera.

MARIO SEMINERIO

 

Quale è il punto, della vicenda MPS, ormai sempre più “alitalizzata”? Che i soggetti che oggi strepitano contro Padoan ed i governi Renzi-Gentiloni per la loro decisione di perseguire ad ogni costo la nazionalizzazione “temporanea” del Monte, sono gli stessi che ieri l’altro sbraitavano chiedendo a pieni polmoni la nazionalizzazione della banca, cioè lo stesso esito che abbiamo oggi sotto gli occhi, e che ieri si pavoneggiavano ritenendo che la storia avesse loro dato ragione, con l’immancabile giaculatoria del “chiedeteci scusa”.

 

Ma poiché gli italiani sono ormai pavlovianamente abituati a urlare “ladri, ladri!” ad ogni colpo di fischietto social, l’incoerenza non sarà notata, e proseguirà la maramalda colpevolizzazione degli uomini morti che sono usciti a pezzi dalle ultime elezioni. Stendiamo un velo pietoso su quella stessa ignoranza discernitiva che porta i grillini a credere che azioni di responsabilità contro i manager porterebbero a colmare i buchi delle sofferenze. A quello proprio non ci arrivano, e con loro moltissimi italiani, che tuttavia almeno hanno l’attenuante della buona fede e della incompetenza specifica.

 

VIOLA MPS

Noi attendiamo di sapere qualcosa di più su questo rubinetto aperto che sta abbattendo la capitalizzazione del Monte, ma voi fate un favore: prendete nota dell’antico ed immortale proverbio che recita “attenti a quello che desiderate: potrebbe avverarsi”. Volevate la nazionalizzazione di MPS? Ora l’avete davanti.

 

Serviranno altri miliardi per ricapitalizzare nuovi eventuali buchi? Ehi, ma si chiama nazionalizzazione, che credevate? A proposito, voi credete che quelli che ieri l’altro vergavano scandalizzate articolesse contro la Commissione Ue e la vigilanza Bce in caso non ci consentissero di salvare il Monte con soldi pubblici, riconosceranno che forse le cose erano un filo più complesse e forse compromesse?

 

Anche in questo caso, abbiamo di fronte l’ulteriore, ennesimo argomento per chiedere un governo monocolore grillino. Perché non solo questi signori strepitavano di voler la nazionalizzazione ma anche di voler fare del Monte la famosa “banca pubblica” che presta a condizioni agevolate a imprese e famigliole italiane, secondo il mantra ripetuto anche dai fantaministri economici pentastellati. Nel frattempo, il tempo resta galantuomo anche in un paese di treccartari come l’Italia, e si incaricherà di dimostrare che la riduzione del danno stava nel bail-in della banca senese, e non in altro.

 

 

Ultimi Dagoreport

giancarlo giorgetti francesco miller gaetano caltagirone andrea orcel nagel

DAGOREPORT – CON L'OPERAZIONE GENERALI-NATIXIS, DONNET  SFRUTTA UN'OCCASIONE D'ORO PER AVVANTAGGIARE IL LEONE DI TRIESTE NEL RICCO MERCATO DEL RISPARMIO GESTITO. MA LA JOINT-VENTURE CON I FRANCESI IRRITA NON SOLO GIORGETTI-MILLERI-CALTAGIRONE AL PUNTO DI MINACCIARE IL GOLDEN POWER, MA ANCHE ORCEL E NAGEL - PER L'AD UNICREDIT LA MOSSA DI DONNET È BENZINA SUL FUOCO SULL’OPERAZIONE BPM, INVISA A PALAZZO CHIGI, E ANCHE QUESTA A RISCHIO GOLDEN POWER – MENTRE NAGEL TEME CHE CALTA E MILLERI SI INCATTIVISCANO ANCOR DI PIU' SU MEDIOBANCA…

papa francesco spera che tempo che fa fabio fazio

DAGOREPORT - VOCI VATICANE RACCONTANO CHE DAL SECONDO PIANO DI CASA SANTA MARTA, LE URLA DEL PAPA SI SENTIVANO FINO ALLA RECEPTION - L'IRA PER IL COMUNICATO STAMPA DI MONDADORI PER LA NUOVA AUTOBIOGRAFIA DEL PAPA, "SPERA", LANCIATA COME IL PRIMO MEMOIR DI UN PONTEFICE IN CARICA RACCONTATO ''IN PRIMA PERSONA''. PECCATO CHE NON SIA VERO... - LA MANINA CHE HA CUCINATO L'ENNESIMA BIOGRAFIA RISCALDATA ALLE SPALLE DI BERGOGLIO E' LA STESSA CHE SI E' OCCUPATA DI FAR CONCEDERE DAL PONTEFICE L'INTERVISTA (REGISTRATA) A FABIO FAZIO. QUANDO IL PAPA HA PRESO VISIONE DELLE DOMANDE CONCORDATE TRA FABIOLO E I “CERVELLI” DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE È PARTITA UN’ALTRA SUA SFURIATA NON APPENA HA LETTO LA DOMANDINA CHE DOVREBBE RIGUARDARE “SPERA”…

giuseppe conte beppe grillo ernesto maria ruffini matteo renzi elly schlein

DAGOREPORT – ABBATTUTO PER DUE VOLTE BEPPE GRILLO ALLA COSTITUENTE, UNA VOLTA CASSATO IL LIMITE DEI DUE MANDATI,  LIBERO DA LACCI E STRACCI, GIUSEPPE CONTE POTRA' FINALMENTE ANNUNCIARE, IN VISTA DELLE REGIONALI, L’ACCORDO CON IL PARTITO DI ELLY SCHLEIN – AD AIUTARE I DEM, CONCENTRATI SULLA CREAZIONE DI UN PARTITO DI CENTRO DI STAMPO CATTOLICO ORIENTATO A SINISTRA (MA FUORI DAL PD), C'E' ANCHE RENZI: MAGARI HA FINALMENTE CAPITO DI ESSERE PIÙ UTILE E MENO DIVISIVO COME MANOVRATORE DIETRO LE QUINTE CHE COME LEADER…

alessandro sallusti beppe sala mario calabresi duomo milano

DAGOREPORT – CERCASI UN SINDACO A MISURA DUOMO - A DESTRA NON SANNO CHE PESCI PRENDERE: SALLUSTI PIACE A FRATELLI D’ITALIA MA NON AI FRATELLI BERLUSCONI, CHE LO CONSIDERANO UN “TRADITORE” (IERI AI PIEDI DEL CAVALIERE, OGGI BIOGRAFO DI MELONI) – A SINISTRA, C'E' BEPPE SALA CHE VUOLE IL TERZO MANDATO, CERCANDO DI RECUPERARE IL CONSENSO PERDUTO SUL TEMA DELLA SICUREZZA CITTADINA CON L'ORGANIZZAZIONE DELLE OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA 2026 - SI RAFFORZA L’IPOTESI DI CANDIDARE MARIO CALABRESI (IN BARBA ALLE SUE SMENTITE)...

nancy pelosi - donald trump - joe biden - michelle e barack obama

DAGOREPORT – FINALMENTE UNA DONNA CON LE PALLE: MICHELLE OBAMA NON CEDE AI VENTI DI TRUMPISMO E SI RIFIUTA DI PARTECIPARE ALL’INAUGURATION DAY. L’EX FIRST LADY SI ERA GIÀ RIFIUTATA DI ANDARE AL FUNERALE DI JIMMY CARTER: UNA VOLTA SAPUTO CHE AVREBBE DOVUTO POSARE LE CHIAPPONE ACCANTO A QUELLE DI TRUMP, SI È CHIAMATA FUORI – UNA SCELTA DI INDIPENDENZA E FERMEZZA CHE HA UN ENORME VALORE POLITICO, DI FRONTE A UNA SCHIERA DI BANDERUOLE AL VENTO CHE SALGONO SUL CARRO DEL TRUMPONE. E CHE IN FUTURO POTREBBE PAGARE…

giorgia meloni daniela santanche matteo salvini renzi

CHE SUCCEDE ORA CHE DANIELA SANTANCHÈ È STATA RINVIATA A GIUDIZIO PER FALSO IN BILANCIO? NIENTE! PER GIORGIA MELONI UN RIMPASTO È INDIGERIBILE, E PER QUESTO, ALMENO PER ORA, LASCERÀ LA "PITONESSA" AL SUO POSTO - LA DUCETTA TEME, A RAGIONE, UN EFFETTO A CASCATA DAGLI ESITI INCONTROLLABILI: SE ZOMPA UN MINISTRO, LEGA E FORZA ITALIA CHIEDERANNO POLTRONE – IL DAGOREPORT DI DICEMBRE CHE RIVELAVA IL PIANO STUDIATO INSIEME A FAZZOLARI: IL PROCESSO DI SALVINI ERA DI NATURA POLITICA, QUELLO DELLA “PITONESSA” È “ECONOMICO”, COME QUELLO SULLA FONDAZIONE OPEN CHE VEDEVA IMPUTATO RENZI. E VISTO CHE MATTEONZO È STATO POI ASSOLTO IN PRIMO GRADO, COME DEL RESTO IL "CAPITONE" PER IL CASO "OPEN ARMS", PERCHÉ LA “SANTADECHÈ” DOVREBBE LASCIARE? – IL SUSSULTO DI ELLY SCHLEIN: “MELONI PRETENDA LE DIMISSIONI DI SANTANCHÈ”