UN 2013 MENO DOLCE - NELL’ITALIA A PEZZI CALANO LE VENDITE ANCHE DELLA NUTELLA E LA FERRERO PUNTA SULL'ESTERO (NON PER LA HOLDING, QUELLA È GIÀ IN LUSSEMBURGO)

Roberto Fiori per "la Stampa"

Gli italiani mangiano un po' meno Nutella. Per la prima volta nella storia della Ferrero, la crisi ha impattato negativamente sulle vendite nel perimetro nazionale, che sono calate del 5,3% a valore rispetto allo scorso anno.

E' il dato che emerge dal bilancio annuale approvato da Ferrero, relativo all'esercizio chiuso al 31 agosto 2013. Il fatturato dalla società è di 2,697 miliardi di euro. Un risultato caratterizzato, da un lato, dalla contrazione delle vendite di prodotti sul mercato italiano, dall'altro, dal positivo andamento delle esportazioni, realizzate in oltre settanta Paesi e attestatesi nell'esercizio a 780 milioni di euro, con un aumento del 4,1%.

Grazie anche ad alcune vendite non di prodotto, il fatturato 2013 di Ferrero Italia non è comunque calato, anzi è leggermente cresciuto rispetto ai 2,550 miliardi del 2012. Anche l'utile netto dell'esercizio è aumentato, raggiungendo i 156,1 milioni, con un'incidenza sui ricavi del 5,3%, mentre il flusso di liquidità generato dalla gestione reddituale ammonta a 215,7 milioni. «Malgrado la crisi - dicono dai vertici dell'azienda albese - la società ha investito 78,1 milioni (2,9% del fatturato), superando così negli ultimi sei esercizi i 700 milioni di investimenti».

Sul fronte del lavoro, l'organico in Italia resta di 6.561 persone, senza alcuna flessione. «La garanzia dell'occupazione è stata tutelata, grazie alla priorità data ai valori umani e sociali che da sempre caratterizzano la cultura aziendale, alla buona performance delle esportazioni all'estero e soprattutto alla fiducia nella ripresa economica del nostro Paese» spiegano dalla Ferrero. Che intanto prosegue con successo il suo piano di internazionalizzazione, come dimostrano le recenti aperture di fabbriche in Turchia e Messico.

Il gruppo controllato da Ferrero International e guidato dal chief executive officer Giovanni Ferrero, con 69 società consolidate e venti stabilimenti produttivi nel mondo, prevede di chiudere il bilancio 2013 con una crescita del 5% che porterà il fatturato complessivo a superare gli 8 miliardi di euro.

Ferrero intende raddoppiare le sue dimensioni nei prossimi 10 anni, consolidando le posizioni in Europa, che oggi assorbe l'80% delle vendite, ed espandendosi in Asia e Stati Uniti. «Ogni giorno siamo sempre più fiduciosi di tagliare quel traguardo - ha recentemente dichiarato Giovanni Ferrero al Wall Street Journal - e una volta raggiunto l'obiettivo non ci saranno più problemi relativi alla nostra dimensione rispetto ai nostri concorrenti».

 

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