1- E ADESSO POSSIAMO CHIUDERE I CANCELLI, È ARRIVATA LA MITOLOGICA CANCELLIERI! 2- LA MINISTRONA, CHE HA IN CURA GLI AFFARI INTERNI DI QUESTO DISGRAZIATO PAESE, L’UNICA AD AVERE UN PO’ DI DNA UMANO NEL GOVERNO DELLE BANCHE, ELETTA A FUROR DI POPOLO “REGINA DELL’OLIMPICO” E NON SOLO PERCHÉ TIFOSA ‘DE PAURA’ DELLA ROMA DI TOTTI 3- LA SORA LELLA DI MONTI SI È INTRONATA IN UNA TRIBUNA ZEPPA DI CAPOCCIONI: D’ALEMA E DAVID THORNE, RONCHI E MATTEOLI, PANIZ E LA CARLUCCI, PRESTA & PEREGO, BONANNI E IL GENERALE MOSCA MOSCHINI, GUARGUAGLINI, FABIO GALLIA, ANDREA AGNELLI 4- UNA SERATA DI ALTRI TEMPI, CON STRISCIONI ANCHE DIVERTENTI, COME QUELLO DELLA CURVA AFFOLLATA DI “GOBBI”: “MODELLO BARÇA. LORO MESSI-VILLA. VOI MESSI-MALE” 5- SE NE VA. NO, RESTA. IL FUTURO DI DIBENEDETTO CONTINUA A REGALARE RUMORS. QUELLO CHE È CERTO È CHE IL SOCIO JAMES PALLOTTA E’ PRONTO AD ASSUMERE IL RUOLO DI SOCIO FORTE DEL GRUPPO AMERICANO. DI QUESTO SI È DISCUSSO IERI IN UNA RIUNIONE TENUTASI A BOSTON (PER QUESTO CICCIO DIBENEDETTO NON ERA ALLO STADIO)

Foto di GMT-Mezzelani

1- DAGOREPORT
E adesso possiamo chiudere i cancelli, è arrivata la mitologica Cancellieri! La ministrona, che ha in cura gli affari Interni di questo disgraziato paesotto a forma di stivale, è l'unica ad avere un po' di Dna umano nel governo delle banche debitrici. E non solo perché tifosa ‘de paura' della Roma di Totti ma soprattutto per il suo curriculum che l'ha vista primeggiare come commissario del comune di Bologna; al punto che i cittadini della città più rossa d'Italia hanno ammesso: ma come è bello vivere senza un sindaco quando c'è la Cancellieri.

Si è intronata la Sora Lella di Monti in una Tribuna Autorità strazeppa di capoccioni della prima e seconda Repubblica. Tipini con il sangue giallorosso come D'Alema (che era appiccicato alle labbra dell'ambasciatore americano David Thorne), Ronchi e Matteoli, Gabriella Carlucci e Massimo Giletti, Presta & Perego, Bonanni e il consigliere militare di Napolitano, il generale Mosca Moschini.

Ma in campo giochicchia la Juve ed ecco la colonia romana delle zebre: Paniz, Guarguaglini, l'ad della Bnl-Paribas Fabio Gallia, capitanati da Andrea Agnelli. Una serata di altri tempi, con striscioni anche divertenti, come quello della curva affollata di "gobbi": Modello Barça. Loro Messi-Villa. Voi Messi-Male...

2- PALLOTTA «SCALA» LA ROMA E FA FUORI DIBENEDETTO
Adolfo Valla per "Libero"

Se ne va. No, resta. Il futuro di Thomas DiBenedetto fresco presidente della Roma continua a regalare rumors, retroscena e smentite. La voce delle imminenti dimissioni dello "Zio Tom" si erano diffuse nella giornata di ieri. Alla base di questa decisione ci sarebbe una resa dei conti all'interno della cordata statunitense che l'estate scorsa prese il testimone della Roma dalla famiglia Sensi. Smentiti, invece, i dissidi di DiBenedetto con Unicredit.

La battaglia americana si combatte tra lo stadio nuovo, tourneè in giro per il mondo e il ricorso ai new media. Ma soprattutto sulla volontà di James Pallotta di prendere sempre più potere all'interno della cordata, a discapito naturalmente dello "Zio Tom". A spiegare queste nuove strategie è stato lo stesso Pallotta in un'intervista rilasciata al "New York Times" ad appena 48 ore dal prossimo cda della Roma, quello che dovrebbe sancire il salto in avanti di Pallotta.

Come? Nel cda di domani dovrebbero lasciare le rispettive poltrone due soci Usa Michael Ruane e Richard D'Amore. Proprio sulla loro sostituzione, si sarebbero create divergenze di vedute tra il presidente romanista e Pallotta. Il cda, infatti, dovrà rimpiazzarli per cooptazione con altri due consiglieri indicati dalla cordata statunitense. I soliti rumors hanno scovato i nomi di Mark Pannes «co-managing director» del fondo "Raptor Accelerator" di Pallotta, insieme a un altro manager sempre vicino al proprietario dei Celtic.

Un cambiamento che permetterebbe a Pallotta di assumere il ruolo di socio forte del gruppo americano. Di questo si è discusso ieri in una riunione tenutasi a Boston (per questo DiBenedetto non era allo stadio) tra il neo presidente e il suo socio.

Il cda di domani però riveste un'importanza strategica anche per il futuro: oltre ai cambiamenti tra i consiglieri, infatti, si dovranno ratificare le deleghe operative di DiBenedetto come presidente e indicare i compensi per lui e gli altri consiglieri (tetto massimo un milione e 280 mila euro). La riunione infine dovrà anche convocare l'assemblea chiamata a deliberare il prossimo aumento di capitale.

 

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