NON DITE A BIANCA BERLINGUER CHE NON CI VOLEVA POI TANTO A FARE IL CONTROCANTO A ORSINI, BASTAVA CHIAMARE I RAGAZZI DEL GIFFONI FESTIVAL – IL PROF PER MANCANZA DI REGISTRI E’ STATO MESSO SOTTO DAI PISCHELLI: “SONO FELICE DI VIVERE IN ITALIA, DOVE SE PARLO MALE DEL GOVERNO DRAGHI, NON VENGO ARRESTATO O AMMAZZATO COME IN RUSSIA”, "NON POSSIAMO SACRIFICARE IL DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE DEGLI UCRAINI PER ANDARE INCONTRO A PUTIN"

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Marco Consoli per “la Stampa”

 

ORSINI 12 ORSINI 12

L'incontro è iniziato come una pacata lezione universitaria e si è concluso con i toni accesi di una vecchia puntata di Uno contro tutti al Maurizio Costanzo Show: da una parte Alessandro Orsini, che ha affermato di essere l'unico in Italia a «disinquinare l'informazione propagandistica italiana sulla guerra tra Russia e Ucraina», dall'altra i giovani della sezione Impact (18-30 anni) del Giffoni Film Festival che lo hanno incalzato con le domande.

 

La polemica esplosa all'annuncio della sua partecipazione è stata messa a tacere subito dal direttore Claudio Gubitosi in nome della libertà di espressione e di un invito ai giovani a «non farsi sostituire dagli adulti nel fare domande e comprendere da soli la realtà». E i ragazzi non si sono tirati indietro: Benedetta gli ha chiesto, in modo retorico, se per andare incontro alle richieste di Putin si può sacrificare il diritto all'autodeterminazione degli ucraini, mentre Giusi lo ha inchiodato alla stonatura secondo cui i bambini sarebbero più felici di vivere in un regime dittatoriale piuttosto che stare sotto le bombe in una democrazia.

ALESSANDRO ORSINI AL GIFFONI ALESSANDRO ORSINI AL GIFFONI

 

Gli applausi a chi affrontava frontalmente Orsini hanno alzato la temperatura dello scontro, mettendolo sulla difensiva. Incalzato sulla questione dei titoli necessari a parlare di geopolitica Orsini ha detto: «Quando ero direttore dell'Osservatorio internazionale della Luiss (da cui è stato allontanato ad aprile), se il ministro dell'Arabia Saudita faceva uno starnuto lo sapevo mezz' ora prima», e ancora «voi non potete vedere il mio curriculum per questioni di sicurezza».

 

Non il massimo per ingraziarsi la platea. Il risultato? «Un muro contro muro poco utile al confronto», ha detto Rosaria, «un monologo senza un vero spazio per i ragazzi», secondo Elisa, e «un evento in cui il professore ha sempre aggirato le domande dirette», parola di Elvira. Un incontro in cui il giovane Riccardo è sbottato contro la retorica del provocatore: «Sono felice di vivere in Italia, dove se parlo male del governo Draghi, non vengo arrestato o ammazzato come in Russia». L'applauso più fragoroso è stato per lui.

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