ANCHE IL “CHE” AVEVA LE SUE DEBOLEZZE (MA SOLO DALLA VITA IN GIU') – L’EROE DELLA RIVOLUZIONE CUBANA ANDAVA PAZZO PER LA FEMMINILITA' DELLA BALLERINA CUBANA CHELO ALONSO. AL PUNTO CHE SI PRESENTÒ SUL SET DI “MACISTE E LA VALLE DEI RE”, IN JUGOSLAVIA, PER CHEDERLE DI RIENTRARE A CUBA, APPOGGIARE IL NUOVO REGIME E DIVENTARE… – VIDEO

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Stefano Della Casa per “la Stampa”

 

chelo alonso maciste nella valle dei re chelo alonso maciste nella valle dei re

«Maciste nella valle dei re» (domani alle 15.50 su Rai Movie): un titolo famoso, un grande successo di pubblico: quarto incasso nel 1961 in Italia e venduto in tutto il mondo.

chelo alonso 7 chelo alonso 7

Maciste è il mister Muscolo Mark Forest, uno dei tanti palestrati venuti nell' Italia dell' epoca per stupire con le loro muscolature perfette.

 

chelo alonso 5 chelo alonso 5

Ma gli occhi di tutti gli spettatori sono per Chelo Alonso, la ballerina cubana che era diventata famosa alle Folies Bergeres come «la nuova Josephine Baker» e che in tutti i film da lei interpretati in quegli anni si esibiva in balli mozzafiato.

 

chelo alonso 6 chelo alonso 6

Ci sono un po' di esterni nel film che sono stati girati davvero in Egitto, ma la maggior parte della lavorazione avvenne in Jugoslavia perché il regime di Tito garantiva allora condizioni molto favorevoli per chi girava i film. E sul set, un bel giorno, si presentò un bel giovane barbuto, con una scorta che lo sorvegliava con grande attenzione. Era proprio lui, Ernesto Che Guevara, l' eroe della rivoluzione che aveva da poco preso il potere in quel di Cuba.

 

CHE GUEVARA CON IL ROLEX CHE GUEVARA CON IL ROLEX mark forest maciste mark forest maciste

Il Che aveva fama di grande donnaiolo, ma la visita era in realtà «por la revolucion»: voleva chiedere a Chelo di rientrare a Cuba, di appoggiare il nuovo regime e di diventare l' immagine pubblica del cinema di Fidel Castro. Chelo Alonso fu molto lusingata dalla proposta, ma decise di rifiutare: «Lo faccio per voi, io ho un caratteraccio..». Non era una scusa: l' anno prima, sul set di «Nel segno di Roma», aveva graffiato al volto il regista che le faceva ripetere troppe volte una scena. E non era un regista qualunque: gran parte di quel film, senza che ci fosse la sua firma, fu girata nientemeno che da Michelangelo Antonioni per motivi squisitamente alimentari

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