HABEMUS DATAM! - RENZI IN TV SUL REFERENDUM: “CREDO CHE LA CONSULTAZIONE SI TERRÀ TRA IL 15 NOVEMBRE E IL 5 DICEMBRE" - COME RINCULA IL DUCETTO: "LE DIMISSIONI IN CASO DI VITTORIA DEI NO? NON CI HO RIPENSATO'' (SIC!) - ALLA FACCIA DI MISTRESS BOSCHI: "SE CI SONO I NUMERI, PRONTI A MODIFICARE L’ITALICUM”

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Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera

matteo renzi a porta a porta da bruno vespa 3 matteo renzi a porta a porta da bruno vespa 3

 

È un Renzi dialogante quello che, ospite di Bruno Vespa, a «Porta a Porta», annuncia che entro il 25 settembre finirà il tormentone della data del referendum. «Prima di decidere ascolterò tutti i partiti, anche quelli di opposizione, e, a naso, credo che la consultazione si terrà tra il 15 novembre e il 5 dicembre». Un premier dialogante, dunque. Almeno all' apparenza. È il frutto della sua decisione di non personalizzare l' appuntamento referendario: nella sostanza, però, la linea non cambia. Anche perché, come confida a qualche amico dopo la trasmissione: «Il referendum lo vinciamo 60 a 40».

 

Il presidente del Consiglio conferma quindi che si dimetterà nel caso in cui vinca il No.

matteo renzi a porta a porta da bruno vespa 1 matteo renzi a porta a porta da bruno vespa 1

Lo dice esplicitamente: «Non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare il referendum, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. C' è tanta gente che si preoccupa del futuro dell' Italia. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle Regioni».

 

E proprio perché si tratta di ridurre poltrone, Renzi è sicuro che molti del Movimento 5 Stelle, della Lega e di Forza Italia voteranno Sì: «A loro sto antipatico - sottolinea - alle Politiche non voteranno per me, ma tra ridurre parlamentari e regole del gioco e tenere tutto così voteranno sì». Il premier si mostra dialogante anche sull' Italicum, che è l' oggetto del contendere con la minoranza del suo partito. Renzi infatti conferma che non farà le barricate, sebbene secondo lui «la legge funzioni».

D ALEMA RENZI TOTTI D ALEMA RENZI TOTTI

 

Perciò nessuna obiezione a modifiche, se ci sono i numeri, ribadisce il presidente del Consiglio, convinto che l' Italicum non piaccia perché «toglie potere ai partiti piccoli»: «Il centrosinistra - ricorda Renzi - è andato a casa perché c' era qualcuno che trafficava, non diciamo i nomi, e perché lo hanno mandato a casa i partiti piccoli».

 

Ciò nonostante, il premier è disponibile al confronto: «Noi siamo pronti a cambiare l' Italicum se ci sono i numeri in Parlamento. Sia che la Corte costituzionale dica sì, sia che dica no», afferma rispondendo a una domanda su cosa accadrà se il 4 ottobre la Consulta boccerà una parte della legge elettorale.

Matteo Renzi e Massimo D Alema Matteo Renzi e Massimo D Alema

 

E il premier entra anche nei dettagli delle possibili modifiche, aprendo alle richieste della sinistra interna ed esterna: «Io sono affezionato alle preferenze, ma va bene pure il collegio uninominale». Tanta disponibilità non deve però trarre in inganno. Il presidente del Consiglio, infatti, a ogni apertura fa seguire un «se ci sono i numeri in Parlamento».

 

E il suo non è solo un omaggio all' autonomia delle Camere: Renzi è consapevole del fatto che difficilmente le diverse forze politiche saranno in grado di mettersi d' accordo su una riforma elettorale, soprattutto perché i grillini per primi non hanno intenzione alcuna di modificare una legge che li avvantaggia.

 

Matteo Renzi e Massimo D Alema Matteo Renzi e Massimo D Alema

Per il resto, il premier sembra augurarsi che il No di D' Alema, «innamorato di Berlusconi», porti bene al Sì e conferma di puntare tutte le sue carte sulla sfida referendaria. Niente personalizzazioni, certo, ma la Leopolda quest' anno si terrà «qualche settimana prima del referendum ».

 

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