IL MAGICO PRINCIPIO: BANCHE CATTIVE, BANCHIERI BUONI - DRAGHI: ''FINITO IL TEMPO DEI SALVATAGGI PUBBLICI''. E SFERZA L'ITALIA DI RENZI: ''SE NON SI FANNO RIFORME È PER RAGIONI POLITICHE, NON ECONOMICHE'' - SE LA PRENDE COL CREDITO AGLI AMICI DEGLI AMICI. CHE NE PENSA DI QUELLO FATTO QUANDO LUI ERA CAPO DI BANKITALIA (QUANDO BANKITALIA CONTAVA QUALCOSA)?

Alessandro Barbera per “la Stampa

Mario Draghi Mario Draghi

 

A chi pensava Mario Draghi nelle ultime cinque righe del discorso per il quarantennale di Prometeia? «Quando si tratta di dare concretezza all' azione riformatrice, sembra che in molti Paesi dell' eurozona prevalga più l' esitazione della determinazione». I «cambiamenti necessari sono tali da non poter essere attuati senza un vasto consenso».

mario draghi mario draghi

 

Ma «il ritardo nell' attuazione delle riforme strutturali», quelle che «rendono un Paese più ricco e più capace di affrontare le sfide, può avere talvolta spiegazioni politiche, mai economiche». Scherza il padrone di casa, il professor Paolo Onofri: «Difficile pensasse alla Slovenia. Più facile fosse l' identikit dell' Italia. O della Francia».

 

Mario Draghi con il presidente della BCE Jean-Claude TrichetMario Draghi con il presidente della BCE Jean-Claude Trichet

Se in generale il numero uno della Bce è un uomo prudente, quando ci sono di mezzo le beghe italiane diventa prudentissimo. Al pranzo in piedi offerto nella sede del museo Mast, periferia operaia di Bologna, Draghi si trattiene dieci minuti, sorseggia un caffè e se ne va.

MARIO DRAGHI GIUSEPPE MUSSARI MARIO DRAGHI GIUSEPPE MUSSARI

Restano le parole pronunciate in pubblico, qui e là riferite all' attualità italiana.

 

«Qualcuno vorrebbe che la Banca d' Italia tornasse a finanziare in deficit anche i fallimenti bancari…», dice ricordando l' economista e politico Nino Andreatta, «uno dei miei maestri». Ovvero, se c' è una ragione per rendere impuniti certi banchieri, è nello scaricare sulla collettività i costi dei loro fallimenti. E se c' è qualcosa che fa davvero male all' economia, è il cattivo credito, quello agli amici e agli amici degli amici.

MARIO DRAGHI MARIO DRAGHI

 

«In alcuni Paesi lo stock di crediti deteriorati comprime l' offerta di credito», «assorbe risorse e capacità operativa», «immobilizza il capitale bancario in impieghi improduttivi».

Il governo invece deve «creare le condizioni per un loro rapido smaltimento», ovvero ciò che ha mandato al tappeto (anche se lui non le cita mai) Etruria, CassaMarche, CariFerrara e CariChieti. In Italia poi «la lentezza» del sistema giudiziario nel recuperare quel cattivo credito «impedisce la ristrutturazione nel settore delle imprese, in cui alcune riducono il loro debito e riprendono a investire mentre le altre escono dal mercato».

giorgio-napolitano-mario draghigiorgio-napolitano-mario draghi

 

Ovvero: quella lentezza mina anche una sana concorrenza. E però la «riforma italiana dei fallimenti è positiva», perché «dimezzerà la durata media delle procedure». Prima si fa chiarezza su un cliente in difficoltà, più è facile per la banca vendere ad un soggetto terzo i suoi debiti, il quale si occuperà di riscuoterli.

 

Mario Draghi Ignazio Visco a NapoliMario Draghi Ignazio Visco a Napoli

Draghi se ne guarda bene dal dispensare consigli non richiesti. Ma guarda il caso il tema dei crediti deteriorati è quello che oggi affligge più di ogni altro l' economia italiana.

Secondo le stime del Fondo monetario nel Belpaese ce ne sono per almeno 200 miliardi, più di un quinto di tutta l' area euro. Per mesi il governo ha tentato di convincere l' Ue a dare il via libera ad una grande "bad bank" che facesse quel che altri partner hanno fatto tempo fa: portare quei crediti fuori dai bilanci delle banche.

SACCOMANNI E DRAGHI SACCOMANNI E DRAGHI

 

Quel meccanismo oggi non è più consentito dalle nuove regole europee sull' Unione bancaria: la finestra si è chiusa l' anno scorso, e per tutti. Il ministro del Tesoro Padoan insiste nel dire che una soluzione si troverà, ma non è ancora chiaro come. Gran parte di questi "non performing loan" (così si chiamano nel linguaggio tecnico) stanno nelle banche più piccole come quelle entrate in crisi o quelle di credito cooperativo: in Italia le sole Bcc sono ancora 371.

 

Spiegano fonti europee: «La vera soluzione sta nel chiudere alcune banche e nel fonderne altre. Si è già fatto altrove, e di lì passa un bel pezzo della questione sofferenze. Le banche italiane più grandi stanno risolvendo il problema in autonomia». La sfida di Renzi per il 2016 è tutta qui: una nuova riforma del credito, molto più incisiva di quella che all' inizio di quest' anno ha trasformato dieci banche popolari in società per azioni.

FABRIZIO SACCOMANNI MARIO DRAGHI VITTORIO GRILLIFABRIZIO SACCOMANNI MARIO DRAGHI VITTORIO GRILLI

 

Twitter @alexbarbera.

 

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...