LA LEGA NON APPREZZA MPS AL PROFUMO DI INTESA – QUANTO GODONO FORZA ITALIA E FRATELLI DI MELONI PER L’OPERAZIONE CONGEGNATA DA CARLO MESSINA, CHE MANDA ALL’ARIA IL PROGETTO DEL TERZO POLO BANCARIO MPS-BPM-MEDIOBANCA, CARO A GIORGETTI E SALVINI - SE IL MINISTRO DEL MEF SOTTOVOCE SBUFFA: “CHI PAGA DI PIÙ...”, IL LEADER DEL CARROCCIO (AL CARTOCCIO) NON RILANCIA SUL RISIKO. LO FA SUGLI EXTRAPROFITTI, CHIEDENDO DI NUOVO UN CONTRIBUTO ALLE BANCHE. MA QUESTA VOLTA LO FA CON TONI INTIMIDATORI PERCHÉ “I NUMERI SONO EVIDENTI E COMMENTEREMO CON I FATTI…’’
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
«Chi paga di più...». È benvenuto, lascia intendere Giancarlo Giorgetti quando conversando con Repubblica rompe il silenzio sull’offerta di Intesa su Mps. Fallito il progetto del terzo polo tra Banco Bpm e Siena, il ministro dell’Economia veste i panni del “cassiere”.
Numeri alla mano, con l’impennata del titolo a piazza Affari, lo Stato può festeggiare: la partecipazione detenuta dal Mef nel Monte dei Paschi ora vale 1,5 miliardi.
E adesso diventa più facile, perché più conveniente, dismettere la quota del 4,8%. Che la via sia la cessione a Intesa o la vendita in Borsa – ipotesi che al momento sembra prevalere – conta il giusto: l’incasso per lo Stato sarebbe generoso. […]
Per Giorgetti è anche un modo per tenersi lontano dalle spine politiche. Quelle della Lega, il suo partito, che sottovoce sbuffa perché non gradisce – eufemismo – la mossa dell’istituto guidato da Carlo Messina, preferendogli invece le nozze tra Banco Bpm e Mps.
E quelle dei meloniani, che nelle ultime ore hanno messo nel mirino proprio il ministro. «Non ha lavorato abbastanza per agevolare la fusione di Mps con un partner solido e affidabile», spifferano fonti di Fratelli d’Italia. Tradotto: voleva la fusione tra Piazza Meda e Siena. E invece – prosegue l’accusa – andava stimolato l’interesse di un player di maggior peso.
carlo messina conferenza stampa di presentazione dell opas di intesa sanpaolo su mps foto lapresse 2
Ecco perché le stesse fonti plaudono alla mossa della «balena bianca», come ieri veniva chiamata Intesa. «È un’operazione congegnata molto bene, di sistema vero», dice il responsabile economico di FdI Marco Osnato. Per le stesse ragioni, tra i Fratelli tira aria di soddisfazione per l’affanno di Matteo Salvini.
Sull’offerta di Ca’ de Sass – ha detto il leader del Carroccio – «non c’è una posizione né della Lega né del governo, sono scelte che competono al libero mercato».
Con Forza Italia più defilata, ma comunque non ostile a Intesa – «non tocca allo Stato regolare ma il nostro sistema si dimostra vivace», ha detto Antonio Tajani –
Salvini non rilancia sul risiko. Lo fa sugli extraprofitti, chiedendo un contributo alle banche perché – chiosa – «i numeri sono evidenti e commenteremo con i fatti».
Ma con la maggioranza in sintonia con la proposta di Messina, quella dei leghisti è sempre più una voce fuori dal coro.
francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni
CARLO MESSINA RE DI SIENA
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

