BRRRRRRRRR - TORNANO LE BRIGATE ROSSE PER ASSALTARE PORTAVALORI?

Stefano Zurlo per “Il Giornale”

 

I soliti sospetti. C'è lo zampino del terrorismo nella rapina dell'autostrada Milano-Como dell'8 aprile scorso.

 

A risvegliare i fantasmi del passato è una telefonata che arriva alla redazione romana dell'Ansa domenica sera intorno alle 20. Una voce maschile rivendica il colpo da film messo a segno due settimane prima tra Saronno e Turate e ripropone la più famosa formazione eversiva della storia italiana: le Brigate rosse.

 

Dunque, sarebbe stato un commando delle Br ad entrare in azione utilizzando camion e auto per accerchiare i furgoni portavalori della Battistolli. Pochi minuti in cui almeno dieci malviventi perfettamente sincronizzati hanno seminato il panico mettendo di traverso i mezzi pesanti, poi dati alle fiamme, sparando con kalashnikov e fucili, lanciando fumogeni e spargendo chiodi prima di darsi alla fuga con un bottino di almeno dieci milioni di euro in lingotti d'oro.

 

Per la Squadra mobile di Como che conduce le indagini non ci sono dubbi: si tratta di criminalità organizzata. Del resto gli agguati ai furgoni non sono una novità e anche di recente è stata sgominata una gang specializzata nel depredare i furgoni che aveva una matrice pugliese. E la telefonata all'agenzia di stampa della capitale?

 

A quanto pare gli investigatori sono scettici. Difficile, anzi quasi fantascienza immaginare che i resti delle Br e delle altre formazioni, decimate da arresti e pentimenti, possano organizzare un'impresa così complessa. Sarebbe un salto di qualità inimmaginabile e davvero inquietante, perché vorrebbe dire che qualcosa, e più di qualcosa, è sfuggito all'analisi delle forze dell'ordine.

 

«Sarei anch'io stupito se l'attendibilità della chiamata all'Ansa dovesse essere confermata - spiega al Giornale Guido Salvini, magistrato, autore di delicatissime inchieste sull'eversione di destra e sinistra nel nostro Paese, dall'omicidio Ramelli a Piazza Fontana - oggi solo la criminalità organizzata dispone delle risorse e degli uomini per gestire un'azione del genere.

 

Però - aggiunge Salvini - non mi sorprenderei se nell'organigramma della banda ci dovesse essere qualche ex, proveniente dalle Brigate rosse o da Prima linea». Come accadde per il colpo di via Imbonati, a Milano, il 14 maggio 1999, quando una banda feroce e ben addestrata assaltò un portavalori e uccise un agente. Fu proprio Salvini ad arrestare quei criminali e fra di loro spuntò pure Francesco Gorla, un passato in Prima linea.

 

Quel che è successo in via Imbonati potrebbe ripetersi sull'autostrada. Molti ex si sono riciclati come delinquenti comuni e sono stati riarrestati, a distanza di vent'anni, come responsabili di assalti e rapine. A Roma di recente un ex Br, Giorgio Frau, è morto in un conflitto a fuoco con alcune guardie giurate.

 

Si vedrà. A Como le indagini vanno avanti e in questa fase si sta lavorando sui mozziconi di sigaretta trovati sull'asfalto dell'A9. I genetisti sono all'opera per estrarre il Dna di chi ha fumato. Insomma, la telefonata non cambia il ritmo e il perimetro dell'inchiesta.

 

«Mi pare che la rivendicazione - conclude Salvini - sia arrivata molto tardi. Di solito le Br si facevano vive dopo pochi minuti, qui sono passate due settimane. Più facile che si tratti di un depistaggio oppure di un mitomane».

 

Qualcuno che gioca con la memoria e prova a riaccendere il fuoco brigatista, per fortuna spento ormai da molti anni.

 

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