rossella schettino e il surfcruise

LA SAI L’ULTIMA? - LA FIGLIA 21ENNE DI CAPITAN SCHETTINO, ROSSELLA, INVENTA L'IMBARCAZIONE INAFFONDABILE! - SI TRATTA DI “SURFCRUISE”, UNA BARCA HI-TECH, UN TECNO-KAYAK, LA CUI CARATTERISTICA FONDAMENTALE E’ QUELLA DI NON POTER ESSERE AFFONDATA - SARA’ PRESENTATA AL SALONE DELLA NAUTICA

Azzurra N. Barbuto per “Libero quotidiano”

 

ROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISE    ROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISE

O capro espiatorio o mostro, o abile comandante o vigliacco disertore, o salvatore di 4000 persone o responsabile della morte di 32 cristiani. Anche riguardo la vicenda del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio del 2012, poco prima delle 22, davanti all' Isola del Giglio e di cui è ritenuto responsabile il comandante Francesco Schettino, condannato dalla Corte di Cassazione il 12 maggio scorso a 16 anni e un mese di carcere, il mondo del web, come sempre, è diviso tra innocentisti e colpevolisti. Ciò che accomuna gli uni e gli altri è però l' oltranzismo con il quale portano avanti le proprie convinzioni granitiche, anche ora, o a maggior ragione adesso, che è intervenuta una sentenza definitiva.

 

I primi lo sostengono da sempre, lo ammirano, lo difendono nei forum online, vedono nel comandante un vero e proprio eroe che, pur avendo commesso un fatale errore, avvicinandosi troppo alla costa, ha compiuto una manovra tale, subito dopo il disastro, da portare in salvo più di 4000 passeggeri, avvicinando il più possibile la nave danneggiata alla terraferma.

ROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISE ROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISE

 

I secondi, invece, accusano Schettino di essere un criminale, meritevole di condanna a morte e di bruciare all' inferno, per non avere inviato tempestivamente il segnale di falla all' equipaggio impedendo così ai passeggeri di mettersi in salvo. Alcuni lo descrivono come un vile, per avere abbandonato il piroscafo, fregandosene di chi si trovava ancora a bordo e pensando solo alla propria pellaccia.

 

Agli ultra-colpevolisti Schettino stesso rispondeva con queste parole: «Come comandante, al di là di come siano andate le cose, ho comunque io la responsabilità di tutti coloro che hanno perso la vita quella notte e di quelli che versano lacrime per i loro cari. Il rimorso per questo mi tormenterà per il resto della mia vita. Ma se continuate ad attaccare me, vi perderete l' occasione di conoscere la verità».

ROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISEROSSELLA SCHETTINO E IL SURFCRUISE

 

E qual è questa verità? Ma soprattutto chi la conosce davvero? Essa giace forse in fondo al mare, o in fondo al cuore di qualcuno. A noi non interessa stabilire qui se Schettino sia colpevole o innocente, ma sottolineare che in vicende come questa forse dovremmo astenerci tutti dallo sputare troppo facili commenti sui social network, vomitando cattiveria gratuita e persino odio.

 

Certo, ci fa sentire migliori degli altri il sentire di avere la verità in tasca nonché il puntare il dito contro gli altri. Ma questo non ci rende migliori di ciò che siamo o di ciò che potremmo essere se solo ammettessimo, come faceva il saggio Seneca: «So di non sapere».

 

SCHETTINO3SCHETTINO3

Invece, sui social network, sui forum, nel mondo parallelo, quello virtuale, accade un fenomeno strano: tutti sono esperti di tutto. La ricerca della giustizia non è più delegata ai tribunali. È una presunzione che diventa certezza, già consegnata, già posseduta, già svelata. Ed i disordinati processi si fanno online allo stesso modo in cui decretava l' Inquisizione, senza basarsi sui fatti, ma sulle impressioni. L' approssimazione ci ha reso inumani, persino sadici.

 

CAPITAN SCHETTINOCAPITAN SCHETTINO

Che sia santo o diavolo, Schettino è recluso nel carcere di Rebibbia da maggio scorso, non può più vedere il mare. Ma di certo lo immagina. A solcarlo ora ci pensa sua figlia Rossella, 21 anni, che, insieme all' imprenditrice torinese Maura Paruzzo, presenterà in anteprima a Genova, in occasione del 57esimo Salone della Nautica (dal 21 al 26 settembre), il "Surfcruise", un' imbarcazione ideata dalle due donne, unite dalla passione per la canoa. Si tratta di una barca hi-tech, un tecno-kayak, la cui caratteristica fondamentale è - ironia della sorte - l' inaffondabilità.

 

«Surfcruise è un nuovo concetto di imbarcazione a pagaia, adatta a tutti, per andare sulle onde, entrando in ogni piccolo anfratto, in ogni baia, dove chi naviga a motore non può accedere», ci spiega la Paruzzo. Dunque, nasce un nuovo brand del made in Italy, ideato da due donne, convinte che il modo migliore per non naufragare sia quello di fare squadra, di tenersi per mano.

 

schettino in lacrimeschettino in lacrime

Ed è stato proprio questo sentimento di solidarietà femminile, nonché il desiderio di reagire con grinta ai dispiaceri che la vita non risparmia, a spingere Rossella e Maura a realizzare insieme il loro sogno. «Non sono in grado di dire come stia Rossella, che per ora non desidera rilasciare dichiarazioni. È una giovane donna che spero possa avere un futuro radioso», continua la Paruzzo, alla quale chiediamo anche notizie su Schettino: «Il comandante è un marinaio, conosce il sacrificio e non si è mai lamentato della sua condizione di detenuto».

 

schettino in lacrime schettino in lacrime

Molti si stanno domandando con curiosità morbosa se dietro l' invenzione del Surfcruise ci sia il comandante, proprio lui, reo di avere fatto morire annegate decine di esseri umani.

Noi ci chiediamo invece: è così importante saperlo? Del resto, la risposta sarebbe semplice: sì. È stato lui a trasmettere a sua figlia l' amore folle per il mare. E da questo amore è nato il progetto.

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