UN PAESE NEL PALLONE – ‘’IL FOGLIO’’ CONTROCORRENTE: ‘QUELLA DI SABATO A ROMA È CRONACA NERA: NON È SUCCESSO NIENTE CHE SOMIGLI A UN CEDIMENTO DELLO STATO AI DELINQUENTI’ (QUELLO CHE MANCA A RENZI PER DIVENTARE IL BLAIR ITALIANO)

Da ‘Il Foglio'

Titolone di giornalone: "Un pentito di camorra: Hamsik aveva già parlato con Genny 'a carogna". A questo siamo, alla propalazione di pentito su un fatto pregresso e dunque nebbioso, che però mascaria l'idolo e insozza i fatti col sospetto del doppio registro, il calcio e l'anti calcio.

Un luminare del diritto come il professore Fiandaca ha dimostrato per tabulas che la trattativa stato-mafia è una boiata pazzesca. Ma trattandosi qui di autosuggestione dei media e di una corriva adesione della politica al castello di carta e al rombo molesto dei tweet, non sarà necessario scomodare l'accademia e basteranno meno righe per smontare la presunta "trattativa stadio-mafia". Per prima cosa, l'assurdità.
Poiché sabato sera a Roma non è successo nulla. O meglio: c'è stato un tifoso gravemente ferito, e altri episodi diffusi di violenza di strada. E bravi poliziotti che hanno limitato i danni.

Cronaca nera, si chiama. Ma niente di Grasso umiliati, ha fatto bene a stare al suo, per quanto pare abbia dovuto far violenza alla sua natura antimafista. E niente dei "politici sotto ricatto" di quell'aspirante politico trombato di Tardelli. Né tantomeno c'è stato il presunto, ancora più offensivo, scandalo di un prefetto o delle Forze dell'ordine che avrebbero "trattato": la "resa delle istituzioni ai tifosi". Il capo del Viminale costretto a twittare che "non c'è stata nessuna trattativa tra stato e ultrà. Non sta né in cielo né in terra" fa un po' ridere.

C'è un giovane sparato e in fin di vita da sabato sera. Gli agenti che hanno impedito che succedesse di peggio, che hanno mantenuto l'ordine, sono gli stessi agenti che si sono sentiti insultati dalla maglietta inneggiante all'assassino dell'agente Raciti, e che sentono come una ferita sulla propria pelle e divisa altri insulti ingiusti che spesso subiscono. Ma fanno il loro dovere, se è necessario parlano con gli ultras e la loro zona grigia.

Secondo aspetto. Non corrisponde al vero, anzi è lesiva della possibilità di comprendere, anche l'immagine di un calcio in mano alla malavita organizzata. A Napoli, per stare al caso in questione, ma in tanti altri luoghi non è diverso, la camorra esiste. E da un po'. Maradona è il dio vivente del calcio partenopeo da trent'anni, assente ma onnipresente in effigie, coi suoi gol ma pure con i soldi che giravano, le tasse non pagate, i figli illegittimi, le feste e la cocaina.

Vogliamo che la zona grigia del calcio e della società siano vasi che non comunicano? Il vero delitto è negarlo, ma è falso che sia tutto. Che lo stato debba prendersene cura è legittimo. Ma sabato a Roma non è successo niente che somigli a un cedimento all'intrallazzo tra calcio e delinquenti. Chiaro, se la cronaca nera ha una percentuale di realizzazione così alta negli stadi, è ora di rompere il rapporto tra delinquenza e (dis)ordine pubblico.

Cesare Prandelli ha detto l'unica cosa da dire: se continuiamo così il nostro calcio verrà fermato a livello europeo. Capitò al calcio inglese, negli anni 80, quando era terra di hooligans. Prima la Thatcher e poi Tony Blair introdussero regole dure, anche per le società, e il fenomeno cessò. Se ne ricordi Renzi, se vuole diventare il Blair italiano, invece di dire che "la cosa più sconvolgente è stato vedere i giocatori che andavano a parlare con i capi delle tifoserie".

 

HAMSIK GENNY A CAROGNA HAMSIK coppa italia foto di stasi gmt GENNY A CAROGNA E HAMSIK RENZI TIFOSO VIOLA ALLO STADIORENZI E MALAGO'COPPA ITALIA, INVASIONE DI CAMPOCOPPA ITALIA, SCONTRI

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