giorgia meloni giulia bongiorno matteo salvini castrazione chimica

LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI ALLA MELONI È A TUTTO CAMPO – LA LEGA SFIDA LA PREMIER ANCHE SUL TEMA DEGLI STUPRI. NEL GIORNO IN CUI SORA GIORGIA SI PRENDE LA SCENA ANDANDO IN VISITA A CAIVANO, GIULIA BONGIORNO RILANCIA LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA CASTRAZIONE CHIMICA – MA IL MINISTRO NORDIO È FEROCEMENTE CONTRARIO: “SAREBBE UN RITORNO AL MEDIOEVO” – IL PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI SESSUOLOGIA, MARCO ROSSI: “È UNA MISURA INUTILE, L'UNICA VIA È IL LAVORO PSICOTERAPEUTICO-EDUCATIVO”

1 – E SUGLI S TUPRI LA LEGA SFIDA LA PREMIER "LEGGE PER LA CASTRAZIONE CHIMICA" GIULIA BONGIORNO”

Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “La Stampa”

 

giorgia meloni a caivano 1

La Lega insiste sulla castrazione chimica per gli stupratori, e non casualmente lo fa in coincidenza con la visita della premier a Caivano. Pensano che sia il modo migliore per segnare una differenza di approccio al fenomeno delle violenze alle donne. Un approccio duro e puro. Ed è come se questa bandierina della castrazione tramite farmaci se la strappassero di mano in continuazione, a destra, perché hanno iniziato i leghisti a proporla, poi nel 2019 spingevano i Fratelli d'Italia, e ora riparte Matteo Salvini.

 

Il ddl in verità è stato presentato da mesi, a prima firma di Mara Bizzotto, ma per i leghisti è giunto il momento di spingere sull'acceleratore. «I tempi sono maturi per passare dalle parole ai fatti», annunciano, ricordando che il trattamento farmacologico è previsto in 13 Paesi dell'Unione europea, oltre che Stati Uniti, Russia e nell'America Latina.

 

giulia bongiorno 4

In Italia sarebbe su base volontaria, in forma di prevenzione di nuovi reati e cura dei soggetti dichiarati pericolosi dai giudici, e sempre sotto controllo medico. Una precisazione indispensabile perché la Costituzione vieta ogni intervento sanitario coattivo.

 

[…] Nel primo caso, dovrebbe essere richiesto dai condannati per stupro o per violenza sessuale nei confronti di minori. Prevede la valutazione da parte del giudice della pericolosità sociale e della personalità del condannato e dei suoi rapporti con la vittima. La castrazione chimica coattiva sarebbe invece disposta dal giudice se il condannato per gli stessi reati viene dichiarato incapace di intendere e di volere, al termine di una perizia psichiatrica […]

 

Giulia Bongiorno, la presidente leghista della commissione Giustizia al Senato, sempre attenta sul versante dei diritti delle donne, ha un approccio laico: «Penso che la castrazione chimica possa essere utile per determinati reati, penso alla pedofilia e alla violenza sessuale, e per determinati soggetti, recidivi. Ed è indispensabile che sia reversibile perché non deve lasciare lesioni permanenti».

 

giulia bongiorno matteo salvini

Il punto è che il percorso parlamentare di questo ddl si annuncia particolarmente accidentato. Ed è ben strano, se solo si pensa che Giorgia Meloni nel 2019 andò nel salotto tv di Bruno Vespa e scandì: «Della castrazione chimica volontaria, penso che sia una norma che può aiutare».

 

Non è un mistero, però, che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ci crede. Ha scritto più editoriali contro la castrazione farmacologica: «Sarebbe un ritorno al Medioevo. Comprensibile che, come dopo ogni strage terroristica c'è chi invoca il patibolo, così ad ogni violenza sessuale si prospetti la possibilità di rendere inoffensivi questi criminali neutralizzandoli con gli strumenti chimici. Tuttavia non sarebbe una scelta razionale».

GIORGIA MELONI A CAIVANO

 

Si rischia insomma un corto circuito dentro la maggioranza. E infatti, a parte l'assordante silenzio del partito della premier, l'idea leghista di infilare la castrazione chimica nel ddl che porta il nome del Guardasigilli è rientrata velocemente.

 

Ad opporsi sono anche quelli di Forza Italia. Stopparono la castrazione chimica in passato, sono pronti a farlo di nuovo. «Se si introduce la castrazione chimica - dice Rita dalla Chiesa, vicepresidente dei deputati azzurri - lo Stato fallisce. Uno Stato non può intervenire sul corpo di un individuo, nel modo più assoluto. Ci sono altre cose che dovrebbero aiutare a far sì che tutto quello che sta succedendo, che è veramente una cosa terribile, non succeda più». […]

 

“MISURA INUTILE L’UNICA CURA POSSIBILE È LA PSICOTERAPIA”

Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “La Stampa”

 

la castrazione chimica nel mondo - la stampa

Sulla castrazione chimica il mondo scientifico è diviso tra favorevoli e contrari […]. «Eppure io non ci credo. Le prime sperimentazioni risalgono al 1944. Se fosse così risolutivo avremmo dovuto ampiamente superare il problema. E purtroppo così non è», dice il dottor Marco Rossi, psichiatra e psicoterapeuta, presidente della Società italiana di sessuologia.

 

Quindi lei è contrario?

«Siccome è una cura reversibile, questo significa che va portata avanti a vita. Immaginiamo se il soggetto ha 18 anni. Lo attendono decenni di un pesante trattamento farmacologico che ha anche effetti collaterali quali l'osteoporosi o il diabete».

marco rossi - presidente della Societa? italiana di sessuologia

 

Quale soluzione, allora?

«L'unica via è il lavoro psicoterapeutico-educativo. Con questi soggetti è un lavoro difficile e complesso, non sempre realizzabile perché la psicoterapia obbligata dal punto di vista del setting psicoterapeutico non è il meglio, però ci sono più possibilità di avere risultati che durino nel tempo. Sapendo che, ovviamente, i sociopatici non si possono curare, ma solo tenere dentro».

 

Si potrebbe associare la psicoterapia a un trattamento farmacologico?

«Non i farmaci anti-androgeni, ma si possono utilizzare degli antidepressivi che hanno un più blando effetto sul desiderio sessuale. All'interno di un rapporto psicoterapeutico potrebbero essere di ausilio. Hanno un effetto minore, ma producono anche meno danni collaterali. Una mezza castrazione chimica». […]

marco rossi - presidente della Societa? italiana di sessuologia castrazione chimica 6GIORGIA MELONI A CAIVANO

Ultimi Dagoreport

elisabetta belloni giorgia meloni giovanni caravelli alfredo mantovano

DAGOREPORT – CHI È STATO A FAR TRAPELARE LA NOTIZIA DELLE DIMISSIONI DI ELISABETTA BELLONI? LE IMPRONTE PORTANO A “FONTI DI INTELLIGENCE A LEI OSTILI” - L'ADDIO DELLA CAPA DEGLI SPIONI NON HA NULLA A CHE FARE COL CASO SALA. LEI AVREBBE PREFERITO ATTENDERE LA SOLUZIONE DELLE TRATTATIVE CON TRUMP E L'IRAN PER RENDERLO PUBBLICO, EVITANDO DI APPARIRE COME UNA FUNZIONARIA IN FUGA - IL CONFLITTO CON MANTOVANO E IL DIRETTORE DELL'AISE, GIANNI CARAVELLI, VIENE DA LONTANO. ALLA FINE, SENTENDOSI MESSA AI MARGINI, HA GIRATO I TACCHI   L'ULTIMO SCHIAFFO L'HA RICEVUTO QUANDO IL FEDELISSIMO NICOLA BOERI, CHE LEI AVEVA PIAZZATO COME VICE ALLE SPALLE DELL'"INGOVERNABILE" CARAVELLI, È STATO FATTO FUORI - I BUONI RAPPORTI CON L’AISI DI PARENTE FINO A QUANDO IL SUO VICE GIUSEPPE DEL DEO, GRAZIE A GIANMARCO CHIOCCI, E' ENTRATO NELL'INNER CIRCLE DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA

terzo mandato vincenzo de luca luca zaia giorgia meloni matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – REGIONALI DELLE MIE BRAME! BOCCIATO IL TERZO MANDATO, MATTEO SALVINI SI GIOCA IL TUTTO PER TUTTO CON LA DUCETTA CHE INSISTE PER UN CANDIDATO IN VENETO DI FRATELLI D'ITALIA - PER SALVARE IL CULO, A SALVINI NON RESTA CHE BATTERSI FINO ALL'ULTIMO PER IMPORRE UN CANDIDATO LEGHISTA DESIGNATO DA LUCA ZAIA, VISTO IL CONSENSO SU CUI IL DOGE PUÒ ANCORA CONTARE (4 ANNI FA LA SUA LISTA TOCCO' IL 44,57%, POTEVA VINCERE ANCHE DA SOLO) - ANCHE PER ELLY SCHLEIN SONO DOLORI: SE IL PD VUOLE MANTENERE IL GOVERNO DELLA REGIONE CAMPANA DEVE CONCEDERE A DE LUCA LA SCELTA DEL SUO SUCCESSORE (LA SOLUZIONE POTREBBE ESSERE CANDIDARE IL FIGLIO DI DON VINCENZO, PIERO, DEPUTATO PD)

cecilia sala abedini donald trump

DAGOREPORT – LO “SCAMBIO” SALA-ABEDINI VA INCASTONATO NEL CAMBIAMENTO DELLE FORZE IN CAMPO NEL MEDIO ORIENTE - CON IL POPOLO IRANIANO INCAZZATO NERO PER LA CRISI ECONOMICA A CAUSA DELLE SANZIONI USA E L’''ASSE DELLA RESISTENZA" (HAMAS, HEZBOLLAH, ASSAD) DISTRUTTO DA NETANYAHU, MENTRE L'ALLEATO PUTIN E' INFOGNATO IN UCRAINA, IL PRESIDENTE “MODERATO” PEZESHKIAN TEME LA CADUTA DEL REGIME DI TEHERAN. E IL CASO CECILIA SALA SI È TRASFORMATO IN UN'OCCASIONE PER FAR ALLENTARE LA MORSA DELL'OCCIDENTE SUGLI AYATOLLAH - CON TRUMP E ISRAELE CHE MINACCIANO DI “OCCUPARSI” DEI SITI NUCLEARI IRANIANI, L’UNICA SPERANZA È L’EUROPA. E MELONI PUÒ DIVENTARE UNA SPONDA NELLA MORAL SUASION PRO-TEHERAN...

elon musk donald trump alice weidel

DAGOREPORT - GRAZIE ANCHE ALL’ENDORSEMENT DI ELON MUSK, I NEONAZISTI TEDESCHI DI AFD SONO ARRIVATI AL 21%, SECONDO PARTITO DEL PAESE DIETRO I POPOLARI DELLA CDU-CSU (29%) - SECONDO GLI ANALISTI LA “SPINTA” DI MR. TESLA VALE ALMENO L’1,5% - TRUMP STA ALLA FINESTRA: PRIMA DI FAR FUORI IL "PRESIDENTE VIRTUALE" DEGLI STATI UNITI VUOLE VEDERE L'EFFETTO ''X'' DI MUSK ALLE ELEZIONI POLITICHE IN GERMANIA (OGGI SU "X" L'INTERVISTA ALLA CAPA DI AFD, ALICE WEIDEL) - IL TYCOON NON VEDE L’ORA DI VEDERE L’UNIONE EUROPEA PRIVATA DEL SUO PRINCIPALE PILASTRO ECONOMICO…

cecilia sala giorgia meloni alfredo mantovano giovanni caravelli elisabetta belloni antonio tajani

LA LIBERAZIONE DI CECILIA SALA È INDUBBIAMENTE UN GRANDE SUCCESSO DELLA TRIADE MELONI- MANTOVANO- CARAVELLI. IL DIRETTORE DELL’AISE È IL STATO VERO ARTEFICE DELL’OPERAZIONE, TANTO DA VOLARE IN PERSONA A TEHERAN PER PRELEVARE LA GIORNALISTA - COSA ABBIAMO PROMESSO ALL’IRAN? È PROBABILE CHE SUL PIATTO SIA STATA MESSA LA GARANZIA CHE MOHAMMAD ABEDINI NON SARÀ ESTRADATO NEGLI STATI UNITI – ESCE SCONFITTO ANTONIO TAJANI: L’IMPALPABILE MINISTRO DEGLI ESTERI AL SEMOLINO È STATO ACCANTONATO NELLA GESTIONE DEL DOSSIER (ESCLUSO PURE DAL VIAGGIO A MAR-A-LAGO) - RIDIMENSIONATA ANCHE ELISABETTA BELLONI: NEL GIORNO IN CUI IL “CORRIERE DELLA SERA” PUBBLICA IL SUO COLLOQUIO PIENO DI FRECCIATONE, IL SUO “NEMICO” CARAVELLI SI APPUNTA AL PETTO LA MEDAGLIA DI “SALVATORE”…