volodymyr zelensky - trattative di pace - vignetta by osho ucraina russia donald trump

ZELENSKY, T’HANNO RIMASTO SOLO – TAGLIATO FUORI DALLA TRATTATIVA DI TRUMP PER LA PACE, IL PRESIDENTE UCRAINO SI DICE “PRONTO A SEDERSI AL TAVOLO CON UN UNICO RUSSO SOLTANTO, CON PUTIN”. A MONACO INCONTRA JD VANCE E SI LAMENTA: “DOBBIAMO PARLARCI DI PIÙ, LAVORARE DI PIÙ E PREPARARE IL PIANO SU COME FERMARE MOSCA” – ALLA NBC LANCIA UNA SUPPLICA AL TRUMPONE: “AVREMO SCARSE, SCARSE POSSIBILITÀ DI SOPRAVVIVERE SENZA IL SUPPORTO DEGLI STATI UNITI...”

ZELENSKY,UCRAINA HA POCHE CHANCE DI SOPRAVVIVERE SENZA USA

volodymyr zelensky donald trump

(ANSA-AFP) - L'Ucraina ha "poche possibilità" di sopravvivere all'invasione della Russia senza il supporto militare degli Stati Uniti: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista alla Nbc News a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Conoscete le situazioni difficili, avete una possibilità. Ma avremo scarse, scarse possibilità di sopravvivere senza il supporto degli Stati Uniti", ha affermato Zelensky in una clip dell'intervista, che andrà in onda domenica sera.

 

ZELENSKY NON VEDE IL PIANO DI PACE DI TRUMP

Estratto dell’articolo di Antonella Scott per “Il Sole 24 Ore”

 

INCONTRO VOLODYMYR ZELENSKY JD VANCE A MONACO

Donald Trump ha lanciato segnali «forti» ma non ha ancora un piano di pace pronto per l’Ucraina. Volodymyr Zelensky «non lo vede». Alla Conferenza per la Sicurezza iniziata ieri a Monaco di Baviera, il presidente ucraino ha fatto di tutto per mettere ordine e riprendere l’iniziativa nel confronto con gli alleati e soprattutto con questa nuova Casa Bianca, rivendicando il diritto di inserirsi nel legame allacciato mercoledì scorso fra Trump e Vladimir Putin.

 

«Questo è il nostro primo incontro, non l’ultimo», ha detto Zelensky commentando in serata il colloquio con il vicepresidente americano, JD Vance. «Dobbiamo parlarci di più, lavorare di più e preparare il piano su come fermare Putin e mettere fine alla guerra – ha detto Zelensky, rivelando che Trump gli ha dato il suo numero di telefono personale dicendogli di chiamare in ogni momento - Noi vogliamo la pace, ma abbiamo bisogno di reali garanzie sulla sicurezza».

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

Garanzie che compensino la copertura della Nato, nel caso l’ingresso nell’Alleanza Atlantica non venga concesso a Kiev: l’Ucraina ha bisogno di certezze e di un piano di pace concordato con Washington e con i leader europei, prima ancora di avviare qualunque trattativa con Mosca. «Devono darci risposte specifiche a specifiche domande – ha detto Zelensky - e una posizione comune su quanto Putin sia pericoloso e su come fermare la guerra». [...]

 

Il vicepresidente americano non è sceso in dettagli, limitandosi a ribadire – come aveva fatto poco prima nell’intervento alla Conferenza – che gli Stati Uniti vogliono «una pace ragionevole e duratura» tra Russia e Ucraina. L’incertezza sulla posizione esatta di Trump è aumentata a causa di un’intervista al Wall Street Journal in cui Vance ha ridimensionato le dichiarazioni rilasciate il giorno prima dal segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, che aveva escluso ogni possibilità di adesione dell’Ucraina alla Nato e di partecipazione americana a un contingente di peacekeepers.

 

INCONTRO VOLODYMYR ZELENSKY JD VANCE A MONACO

Opzione che in realtà «è sul tavolo», ha detto Vance, aggiungendo che gli Stati Uniti «hanno strumenti per far leva sul piano economico e militare» nel caso Putin rifiutasse di mettere fine alla guerra. Dopo che da Mosca sono arrivate richieste di chiarimenti, Vance ha fatto sapere che le sue dichiarazioni erano state distorte dal quotidiano.

 

[...] Ma intanto Putin ha dato forma alla squadra di collaboratori incaricata di avviare la trattativa con gli Stati Uniti sul tema dell’Ucraina: i nomi rivelati dall’agenzia Bloomberg sono quelli di personaggi di alto grado, a partire da Jurij Ushakov – primo consigliere del Cremlino per la politica estera, da decenni in diplomazia – e Serghej Naryshkin, capo dei servizi segreti esterni.

MEME TIME - VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMPvolodymyr zelensky emmanuel macron donald trump

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”