sangiuliano castellitto cacciamani

LA DESTRA VUOLE PRENDERSI IL CINEMA ITALIANO – A VENEZIA PER COMPENSARE LA PRESENZA DELLA SERIE "M - IL FIGLIO DEL SECOLO", LA CHIUSURA E' AFFIDATA A PUPI AVATI, VICINO AL POTERE MELONIANO - STEFANO CAPPELLINI: "PER LA NOMENCLATURA DESTRORSA, IL CINEMA RESTA UN BULBO PILIFERO CHE NON ATTECCHISCE IN UNA CALOTTA CRANICA MENO FERTILE DI QUELLA DEL MINISTRO LOLLOBRIGIDA" - IL SILENZIO SULL’INCENDIO AL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA DIRETTO DA SERGIO CASTELLITTO, ALTRA NOMINA DI NUOVO CONIO E LE POLEMICHE SULL'AD DI CINECITTA' MANUELA CACCIAMANI...

Stefano Cappellini per la Repubblica - Estratti

 

gennaro sangiuliano

La mostra su Tolkien, fatta. L’evento sul futurismo, lo sta organizzando Osho. Manca il convegno su Prezzolini, tempo al tempo.

 

La fantasia non è il forte della nuova destra in cerca di egemonia culturale, con il direttore del Maxxi Alessandro Giuli che fa libri su Gramsci e Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, che ieri elegantissimo ha accolto sul tappeto rosso una cariolata di divi hollywoodiani attirati dalla rinascita del Lido e cerca una terza posizione, come il vecchio Fronte della Gioventù: né Usa-né Urss-Barbera nazione.

 

In attesa di un guizzo sangiulianesco che non sia una retrospettiva Blasetti o una monografia su Buzzanca, la Mostra di Venezia dell’anno II e.M. – era Meloni – la prima davvero in piena nuova stagione, si industria dunque come può a dare segnali di rivincita degli ex vinti.

 

pietrangelo buttafuoco

Il riconfermato Barbera – ma in alcuni ambienti culturali vicini al potere meloniano si preferisce dire «prorogato» – qualcosina ha concesso all’aria dei tempi: il film di chiusura a Pupi Avati, per esempio, cantore del piccolo mondo antico che da tempo ha raccolto la bandiera che fu di Pasquale Squitieri, nel ristretto novero dei cineasti dall’altra parte della barricata. Poca cosa, però: sarà proiettato quando la gran parte del pubblico e degli accreditati è tornato alla vita borghese.

 

(...)

 

 

PUPI AVATI ALLA FESTA DI FRATELLI DITALIA

I maligni dicono che Barbera abbia voluto compensare la presenza in programma della serie M - Il figlio del secolo, tratto dal primo libro di Antonio Scurati, cioè la serie su di Lui, Benito Mussolini, dove ci si permette di sbeffeggiare il vate futurista Filippo Tommaso Marinetti.

 

Agli occhi della nomenclatura destrorsa che oggi nomina e dispone, indirizza ed esautora, il cinema resta un bernoccolo che non si spiana, un bulbo pilifero che non attecchisce in una calotta cranica evidentemente meno fertile di quella del ministro Lollobrigida.

 

sergio castellitto foto di bacco

(...)

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha cominciato a metterci mano partendo dal vil denaro, la riforma del tax credit, cioè dei contributi pubblici alle pellicole. «Abbiamo visto all’opera rampolli di famiglia con risultati davvero modesti», ha scritto Sangiuliano in una lettera al Foglio per motivare la riforma, deplorando, sempre senza citarlo, il flop al botteghino di un film che pareva proprio quello di Saverio Costanzo, Finalmente l’alba).

 

Ma costruire l’egemonia cambiando il tax credit e destinando una cinquantina di milioni a non meglio precisati «film di identità nazionale» è un po’ come sperare che nasca una Leni Riefenstahl solo perché hai dato alle fiamme il Reichstag - a proposito, in cartellone a Venezia c’è un film sulla grande documentarista tedesca, pure qui bilanciato da uno sul compagno Gian Maria Volonté.

manuela cacciamani 7

 

Se l’esempio delle fiamme vi pare maligno non sbagliate, dato che a distanza di due mesi dall’incendio che ha devastato i locali del Centro sperimentale di cinematografia diretto da Sergio Castellitto, altra nomina di nuovo conio, non si sa ancora come, perché e cosa sia andato distrutto (centinaia di copie di vecchi film, pare, rare o uniche). Castellitto tace.

 

 

Al Lido invece si ciacola già e molti addetti ai lavori si interrogano sul curriculum della neo nominata ad di Cinecittà, Manuela Cacciamani («Ha iniziato a lavorare fin da giovane nelle più grandi produzioni americane tra cui Gangs of New York di Martin Scorsese e Ocean’s Twelve di Steven Soderbergh», recitano le biografie on line), che come produttrice vanta l’esordio nel 2012 con Fairytale, un horror ambientato a Latina, guarda tu la lungimiranza della location. Ministro, una mostra su Littoria no?

PUPI AVATI ALLA FESTA DI FRATELLI DITALIA manuela cacciamani 6

gennaro sangiuliano

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…