IL CINEMA DEI GIUSTI - PREPARATE I FAZZOLETTI (ROSSI) PER IL NUOVO LACRIMOSISSIMO FILM DI ZHANG YIMOU CON L'EROINA DI SEMPRE GONG LI - UN PO' OVVIO, CON GRANDE RICOSTRUZIONE STORICA E GRANDE SPRECO DI SGUARDI SOFFERENTI

Marco Giusti per Dagospia

 

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Lettere di uno sconosciuto di Zhang Yimou.

 

Noi abbiamo avuto Berlusconi e le escort. In Cina hanno avuto la Rivoluzione Culturale e i balletti in onore e gloria del presidente Mao. Preparate i fazzoletti (rossi) per il nuovo lacrimosissimo film di Zhang Yimou interpretato dalla sua eroina di sempre Gong Li, Lettere di uno sconosciuto, presentato fuori concorso al Festival di Cannes un anno fa col titolo internazionale di Coming Home.

 

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Siamo in pieno melò politico. Spreco di lacrime e di sentimenti. La storia, ispirata dal romanzo "Il criminale Lu Yanshi" di Yan Geling, vede il dramma del professore Lu Yanshi, interpretato da Dao Ming Chen, finito in galera durante la Rivoluzione Culturale, poi scappato e tradito dalla perfida figlioletta Dan Dan, cioè Huiwen Zhang, per ottenere un ruolo nel balletto "Il distaccamento rosso femminile" (è il momento migliore del film), e infine liberato dopo venti lunghi anni di prigionia. Ma venti anni sono davvero tanti.

 

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Il poro vecchio si presenta come Totò in Letto a due piazze dalla moglie Wanyu, cioè la grande Gong Li. Ma questa, un bel po’ rincoglionita e profondamente umiliata dalla lunga attesa, non solo non lo riconosce, lo prende proprio per un altro, un certo Fang. E seguita a aspettare il marito, non credendo minimamente che sia il vecchio male in arnese che ha davanti. Giù lacrime per tutti, pure per Dan Dan che alla fine ha capito il misfatto che ha combinato, anche se ha avuto il ruolo nel balletto.

 

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A questo punto Yanshi, il vecchio professore, cercherà ogni trucco per farsi riconoscere dalla sua Penelope. Gli basterà starle vicino, farle leggere le sue lettere, vedere con lei qualche vecchia fotografia di quando erano giovani. Non bellissimo, diciamo, un po' ovvio, ma con una grande ricostruzione storica e un grande spreco di sguardi sofferenti. In sala dal 26 marzo.

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