L’INSOSTENIBILE POTENZA SEDUTTIVA DELL’OMBELICO - IL NUOVO ROMANZO DI MILAN KUNDERA: IL SENSO DELLA ESISTENZA UMANA, ALLA FINE, È TUTTO NELLA SUA STESSA INSIGNIFICANZA…

1-LA LEGGEREZZA DELL'ESSERE DIVENTA UNA VERTIGINE SENZA FINE
Antonio Gnoli per "la Repubblica"


Dopo anni di silenzio Milan Kundera torna al romanzo e lo fa regalandoci una piccola e incantevole commedia umana che, come un cerchio, inizia e si conclude nei parigini giardini del Lussemburgo: un luogo gaio, carico di storia patria, e di natura addomesticata, dove la gente, rilassata e tranquilla, ride e passeggia con evidente buonumore.

Cosa c'è di meglio di un parco per farci sentire, nella grazia livellatrice dell'esistenza, al riparo dalla storia e dalle sue incombenti tragedie? Qui, proprio all'inizio, Alain - uno dei protagonisti de La festa dell'insignificanza - è affascinato e turbato da certe ragazze che esibiscono l'ombelico. In cosa consiste il suo potere di seduzione, si chiede lo scrittore. Ogni volta che si impone una moda, l'erotismo riscrive la sua vitalità prorompente e tende ad adeguarsi ai nuovi dettami.

Ma quel perturbante dettaglio anatomico rinvia, come vedremo, a una riflessione più epocale sul mondo: la sua stessa insignificanza è l'emblema di qualcosa che è accaduto e che coinvolge anche gli altri protagonisti, i cui trascurabili destini personali si intrecciano nel vasto paesaggio della vita.

Di loro non si conosce alcun gesto eroico, alcun pensiero alato, alcuna riflessione profonda. Non a caso Alain medita sull'ombelico. E gli altri: Ramon, D'Ardelo, Charles e Caliban come trascorrono le loro esistenze? Nessuno sembra proiettarsi verso le vette del successo. La mediocrità che li avvolge attenua ogni possibile dramma. O ne fa il pretesto di un evento inattendibile. Sicché, quando D'Ardelo scopre di non avere un cancro ma confessa a Ramon, senza una vera ragione, di averlo, è come se quella morte imminente e solo immaginata possa dare spessore e senso alla sua vita.

Anche Alain non è estraneo al dramma: c'è nella sua memoria una madre che non ha conosciuto e di cui conserva una sola foto. A suo tempo si è rivelata una donna terribile: per uccidere la creatura che porta in grembo è disposta a lasciarsi affogare nelle acque della Senna.

Un ragazzo che osserva la scena, mentre lei sta annegando, si tuffa e con poche bracciate la raggiunge. Prova a salvarla, ma la donna, ostinata nel suo rifiuto, farà morire il giovane al suo posto: una potenziale suicida si trasforma in assassina. E il commento di Kundera riflette, in questo caso, la cristallina e assurda ferocia della vita: «Colui che ha voluto imporle la vita è morto annegato. E colui che lei voleva uccidere nel suo ventre resta vivo. L'idea del suicidio è cancellata per sempre. Nessuna replica. Il ragazzo è morto, il feto è vivo, e lei farà di tutto perché nessuno scopra quel che è accaduto».

Che singolare scrutatore di anime è Kundera. Guarda al fondo di una persona che ha fermamente deciso di farla finita e ci fa scoprire come la sua storia vada beffardamente in tutt'altro modo. Lo scrittore non partecipa al dramma. Non prova né pietà né dolore. A che servirebbe, dal momento che è la vita a prendere o a dare ciò che magari neppure ci aspettiamo? Egli descrive i tempi perfetti di un evento come fosse regolato dal battito di un orologio segreto che gli è stato trapiantato al posto del cuore.

Eppure, è difficile resistere alla tentazione di pedinare ogni mossa dei nostri personaggi e scoprire non tanto a quale destino sono chiamati, ma a quale comunità appartengono. Sono davvero l'ultima, epigonale, manifestazione di una specie condannata all'insignificanza? Può stupire che il romanzo riveli al suo interno una deliziosa e feroce parodia dello stalinismo. Improvvisamente, le innocue derive contemporanee, le inconsistenti biografie dei nostri fragili protagonisti sembrano risucchiate nel cupo orrore del dispotismo novecentesco.

In quell'intollerabile, meschina, ridicola esperienza che lo stesso Kundera, come sappiamo, fu costretto a subire. E della quale egli si vendica raccontando, in rapida e alternata sequenza, le sublimi idiozie di Stalin e dei suoi sottoposti.

Sono pagine di sibilante ferocia quelle che lo scrittore praghese ci consegna. Il
sovietismo - nella ridicola successione di atti dai quali Charles vuole ricavare uno spettacolo di marionette - si erge qui a categoria dello spirito comico e svela le esilaranti e smarrite figure di Berija, Zdanov, Kaganovic, Krusciov, Breznev, Kalinin. Proprio quest'ultimo è scelto da Stalin per ribattezzare Königsberg, patria di Kant, in Kaliningrad.

Un nome così palesemente idiota, ci avverte Kundera, doveva nascondere qualche ragione segreta: «Stalin provava per Kalinin un'eccezionale tenerezza », ma la parola "tenerezza" non si addiceva alla fama del despota crudele. Senonché egli era il solo che potesse permettersi di prendere una decisione assolutamente personale, capricciosa, irragionevole, meravigliosamente bizzarra, superbamente assurda. Non è in fondo anche il più tenue e stravagante degli arbitrii a darci la misura del potere assoluto?

Strano romanzo: tocca tutte le corde di una civiltà al tramonto senza prenderle mai troppo seriamente. Crisi, angoscia, disorientamento - stati d'animo che conosciamo bene - lasciano il passo a un buonumore che si fa strada tra le rovine della storia e la polvere che essa ha depositato. Quale enigma si nasconde? «Solo dall'alto dell'infinito buonumore », scrive Kundera, citando Hegel, «puoi osservare sotto di te l'eterna stupidità degli uomini e riderne».

Se il comico è la sola risorsa spirituale che ci resta, allora può anche accadere che Stalin tenga una lezione su Schopenhauer, che Breznev veda un angelo con le ali dispiegate e che l'ombelico diventi davvero il luogo dell'erotismo del nuovo millennio: «come se qualcuno, in quella data simbolica, avesse sollevato una tenda che per secoli ci aveva impedito di vedere l'essenziale: che l'individualità è un'illusione!».

Mai Kundera si era spinto così a fondo nelle spire del conformismo, mai si era vista la verità immolata, così ironicamente, sull'altare dell'opinione. In questo romanzo, di flaubertiana seduzione, senza rimproveri né colpe, l'insignificanza è l'essenza stessa della vita. Essa si riproduce nei gesti, nelle scelte, nelle parole, nei drammi delle persone, tocca perfino l'anima delle cose. Cancella il valore degli individui, esalta l'opaca uniformità del loro sentire.

E, infine, accoglie tutto questo come fosse il mistero più gioioso. Nel Sipario Kundera aveva scritto: «Solo il romanzo ha saputo scoprire l'immenso e misterioso potere della futilità». E la futilità, con i suoi toni sventati e ilari, è davvero l'altra faccia dell'insignificanza. Stretti nella loro morsa, siamo assaliti dalla vertigine di un bizzarro disorientamento, e assistiamo al repentino venir meno dell'ingrediente principale di ogni tragedia: la serietà. Su questa assenza scivola, senza esitazioni, il romanzo fino a concludersi con la festa nei giardini del Lussemburgo.

Qui, dove la Francia coltiva ancora pomposamente il suo passato, si rivedono i protagonisti di questa irrilevante avventura. E noi scopriamo, con incanto, che tutto quello che è accaduto somiglia a una recita. Qualcuno - certamente un maestro - ha tirato i fili della storia. E gli altri hanno obbedito come farebbero delle marionette. Al demiurgo sta a cuore non la vita, ma solo quello che, con la sua sfida artistica, lui della vita è riuscito a creare.


2-L'ANTICIPAZIONE DEL ROMANZO
Il senso della nostra epoca? Sta nell'ombelico delle ragazze"
di Milan Kundera

Era il mese di giugno, il sole del mattino spuntava dalle nuvole e Alain percorreva lentamente una via di Parigi. Osservava le ragazze, che mettevano tutte in mostra l'ombelico tra i pantaloni a vita molto bassa e la maglietta molto corta. Era affascinato; affascinato e persino turbato: come se il loro potere di seduzione non fosse più concentrato nelle cosce, nelle natiche o nel seno, ma in quel buchetto tondo situato al centro del corpo.

La cosa lo fece riflettere: Se un uomo (o un'epoca) vede il centro della seduzione femminile nelle cosce, come descrivere e definire la peculiarità di tale orientamento erotico? Improvvisò una risposta: la lunghezza delle cosce è l'immagine metaforica del cammino, lungo e affascinante (per questo le cosce devono essere lunghe), che conduce alla realizzazione erotica; infatti, si disse Alain, anche in pieno coito la lunghezza delle cosce conferisce alla donna la magia romantica dell'inaccessibilità.

Se un uomo (o un'epoca) vede il centro della seduzione femminile nelle natiche, come descrivere e definire la peculiarità di tale orientamento erotico? Improvvisò una risposta: brutalità; allegria; il cammino più breve verso il traguardo; traguardo tanto più eccitante perché duplice.

Se un uomo (o un'epoca) vede il centro della seduzione femminile nel seno, come descrivere e definire la peculiarità di tale orientamento erotico? Improvvisò una risposta: santificazione della donna; la Vergine Maria che allatta Gesù; il sesso maschile inginocchiato davanti alla nobile missione del sesso femminile.
Ma come definire l'erotismo di un uomo (o di un'epoca) che vede la seduzione femminile concentrata al centro del corpo, nell'ombelico?

 

 

Milan Kundera Milan Kundera kundera KUNDERA LA FESTA DELLINSIGNIFICANZA Kundera Foto Corriere kundera

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”