1. IL GOVERNO DI LETTA SI È DATO UN ORIZZONTE PRECISO: 18 MESI. SE RESISTE FINO A QUELLA DATA, GLI SI APRIRANNO LE PORTE DEL PAESE E DIVENTERÀ UNO “STATISTA” (ADDIO RENZI) 2. SE INVECE VINCERANNO FURBIZIE E FALCHI, IL FALLIMENTO PORTERÀ ALLE DIMISSIONI DI ENRICHETTO E DEL SUO DANTE CAUSA RE GIORGIO II, CON LA PROFONDA CRISI CHE NE SEGUIREBBE 3. IL DISCORSO DI INSEDIAMENTO ALLE CAMERE È UN CAPOLAVORO DEMOCRISTIANO TRA DE GASPERI, L’ANSIA RIFORMISTA MOROTEA, IL RIGORE E LA COCCIUTAGGINE DI COSSIGA. IL GATTOSARDO LO STIMAVA, PERCHÉ E' MEZZO SARDO E UN “VECCHIO-GIOVANE DEMOCRISTIANO” 4. IMPAZZA UNA DOMANDINA PERÒ: MA DOVE LI PRENDE I SOLDI PER TUTTE ‘STE CONCESSIONI?

DAGOREPORT
Il discorso di insediamento del Governo alle Camere del nuovo presidente del Consiglio, "Davide" Letta in Napolitano, è un piccolo grande capolavoro che lui solo poteva elaborare. C'è tutta la formazione e la cultura della migliore democrazia cristiana nel suo dire, nel bene e nel male, c'è la profonda ispirazione europea di degasperiana memoria c'è l'ansia riformista morotea, c'è il pragmatismo andreottiano in politica estera e in politica interna, c'è il rigore la rettitudine e la cocciutaggine di Francesco Cossiga legato al giovane Letta da un affetto e una stima profondi.

Un Governo con un orizzonte preciso: 18 mesi. Se entro quella data avrà trovato il passo giusto per fare uscire il Paese dai marosi e avviato a soluzione almeno una parte dei problemi che oggi affliggono l'Italia e portata a conclusione una profonda revisione costituzionale, il giovane Letta avrà reso un grande servizio al Paese e per lui si apriranno le porte di un futuro da vero statista. Oggi, e sottolineiamo oggi, le premesse ci sono tutte.

Se viceversa gli egoismi di parte, le furbizie, i malpancisti, i falchi prenderanno via via il sopravvento esaltando, anziché lo spirito costruttivo di una missione impossibile, differenze e indisponibilità a ricercare ciò che unisce ed allontanando ciò che divide, tutto risulterà vano ed insieme alle dimissioni del Presidente del Consiglio Letta (già annunciate "trarrei immediatamente le conclusioni senza indugi"), ci sarebbero quelle di re Giorgio II con tutte le conseguenze che due gesti così clamorosi si porterebbero dietro.

Letta è la faccia pulita del democristiano coraggioso e riformatore che crede fermamente nelle istituzioni repubblicane e si propone in autentico spirito di servizio di fare qualcosa di utile e di positivo per tutti gli italiani. Ci crede "Davide" Letta. Ci crede davvero e c'è da giurare che ce la metterà tutta. Certo nella situazione data dovrà rinunciare a tante cose rispetto alle sue abitudini quotidiane ed una più delle altre conoscendolo crediamo gli peserà oltre misura: non potrà più andare in giro con il suo Vespino anni ‘90 che ama tanto... restrizioni e precauzioni si impongono anche per lui, anzi soprattutto per lui.

Ma sono tanti gli amici di antica data che in modo palese o occulto sono pronti a sostenerne lo sforzo e a fargli sentire il proprio affetto ed il proprio incitamento. Basta andare a spulciare negli annali del movimento giovanile della Democrazia Cristiana a cavallo tra gli anni 80 e 90 per individuare facilmente una rete di amici ormai radicati e presenti non solo nel Governo ed in Parlamento ma in tutte le articolazioni dello Stato pronti a fare come Muzio Scevola, pur di difenderlo. Insieme ai trasversali, magari un po' fai ghetti, amici di Vedrò. Anche loro sono piazzati bene, in giro per aziende, società e giornali.

P.S.: C'e' uno spicchio di Sardegna nella storia del nuovo premier incaricato. Enrico Letta, infatti, ha radici a Sassari, dove e' nata la madre, Anna Banchi. La nonna Elsa, invece, era vicina di casa della sorella di Francesco Cossiga. Dal '66 quando e' nato, fino all'80 -come lo stesso Letta raccontò in un'intervista- trascorreva l'estate tra Porto Torres e lo Stazzu Capruleddu di San Francesco D'Aglientu, non lontano dal mare.

Su quelle origini sarde era solito scherzare anche il Presidente emerito, Francesco Cossiga, che, da sassarese scherzava con il giovane Letta di cui apprezzava le doti politiche: "Un bravo ragazzo, anche se e' un sussincu d'ischogliu". La simpatia del senatore a vita per Enrico Letta si manifestò anche alle primarie del Pd, nell'agosto 2007. ''Voterò' per Enrico Letta'', confessò Cossiga, dando la sua preferenza all'allora sottosegretario a Palazzo Chigi.

Cossiga motivò quella scelta anche per le sue origini sarde, ''perche' la mamma e la nonna sono di Porto Torres''. E il 14 ottobre 2007, votando nel gazebo allestito a piazza Cola di Rienzo, a Roma, Cossiga spiegò che lo faceva ''solo perché Enrico Letta e' riuscito a fare affermare che il voto per le primarie non determina l'automatica adesione al Pd''. ''Ho votato Enrico Letta -concluse il Presidente emerito- perché lo stimo e perché e' un vecchio-giovane democristiano''.

 

PARENTI DI LETTA ALLA CAMERA ASCOLTANO E DORMONO LETTA ALFANO BONINO BERSANI SPERANZA DE MICHELI ALLA CAMERA DURANTE IL DISCORSO DI LETTA DEMOCRATICI ALLA CAMERA DURANTE IL DISCORSO

Ultimi Dagoreport

donald trump volodymyr zelensky

DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN ALTO MARE - LA CASA BIANCA CONTINUA A FORZARE LA MANO: “SE ZELENSKY DICE CHE L'ACCORDO NON È CHIUSO, ALLORA LA SUA VISITA DI VENERDI'  A WASHINGTON È "INUTILE" - IL LEADER UCRAINO INSISTE SULLE “GARANZIE DI SICUREZZA”, VALE A DIRE: LA PRESENZA DI TRUPPE  USA AI CONFINI CON LA RUSSIA (NON BASTANO LE FORZE EUROPEE O NATO) – E SULLE ''TERRE RARE", IL TRUMPONE DOVREBBE ACCONTENTARSI DI UN FONDO GESTITO AL 50% TRA USA E UCRAINA – LA MOTOSEGA DI MUSK TAGLIA I CONSENSI: IL 70% DEGLI AMERICANI NON APPROVA L’OPERATO DI MR. TESLA, CHE NESSUNO HA VOTATO MA FA CIO' CHE VUOLE - CHE ACCORDO (D'AFFARI) HA FATTO CON TRUMP? PERCHÉ NESSUNO DENUNCIA L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI DI MUSK? A CAPO DEL ''DOGE'', FIRMA CONTRATTI MILIARDARI CON IL PENTAGONO...

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”