LIBIA CONTRO LE GRANDI BANCHE - DOPO GOLDMAN SACHS, IL FONDO SOVRANO DI TRIPOLI LIA MUOVE CONTRO LA FRANCESE SOCGEN, ACCUSATA DI TANGENTI PER 58 MILIONI $ A FAVORE DEL FIGLIO DI GHEDDAFI...

Carlotta Scozzari per Dagospia

Il fondo di investimenti nazionale libico, Lybian Investment Authority (Lia), dopo Goldman Sachs, muove all'attacco di un'altra grande banca internazionale: la francese Société Générale.

Secondo quanto riportato dal 'Financial Times', Lia accusa Socgen di avere aiutato alcune società vicine a Saif al-Islam, figlio del colonnello Gheddafi, a fare transitare tangenti da decine di milioni di dollari. L'accusa, pesante, è contenuta in un esposto presentato alla Corte suprema del Regno Unito in cui si chiedono danni alla banca francese per 1,5 miliardi di dollari.

Nel dettaglio, a detta di Lia, Socgen avrebbe pagato almeno 58 milioni di dollari a Leinada, una società con base a Panama, per servizi di consulenza connessi ai 2,1 miliardi di contratti derivati che lo stesso fondo sovrano libico aveva stipulato con la banca d'affari francese tra la fine del 2007 e il 2009.

Lia ritiene che Leinada non avesse gli strumenti per siglare simili contratti e sostiene di avere sopportato ingenti perdite a causa dei derivati. Come riporta l''Ft', negli anni prima della rivoluzione libica, Socgen, insieme con altri grandi gruppi finanziari internazionali, aveva realizzato numerosi affari con il colonnello Gheddafi. Operazioni da cui non sempre il fondo sovrano del paese nordafricano ha guadagnato ma che hanno generato sostanziose commissioni per le banche.

Già alla fine di gennaio, il fondo Lia, forte di un patrimonio da 60 miliardi di dollari e noto alle cronache finanziarie italiane di qualche anno fa per essere entrato in forze nel capitale di Unicredit, aveva citato in giudizio Goldman Sachs. In questo caso, l'accusa è di "avere volutamente sfruttato la sua grande esperienza nel settore" per ottenere un profitto di 350 milioni di dollari a fronte di contratti e, in generale, di affari del valore iniziale di 1 miliardo di dollari ma che poi, complice anche la crisi, si sono rivelati carta straccia per Tripoli.

Sia Socgen sia Goldman Sachs si difendono spiegando che le accuse del fondo sovrano Lia sono prive di fondamento.

 

SAIF AL ISLAM - SECONDOGENITO DI GHEDDAFI - CATTURATO DAI RIBELLISaif ul-islam GheddafiSEDE SOCIETE GENERALE A PARIGI gheddafi giovane colonnello

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