giancarlo giorgetti giorgia meloni banco bpm

SU MPS SI ROMPE L’ASSE MELONI-GIORGETTI – MARCELLO SORGI: “PER LA LEGA NORDISTA SAREBBE INACCETTABILE PERDERE O VEDERE RIDIMENSIONATO BPM, DA SEMPRE CONSIDERATO LA BANCA DEI TERRITORI, VICINA AI PICCOLI IMPRENDITORI CHE FANNO L'OSSATURA ECONOMICA DEL CARROCCIO. ECCO PERCHÉ SI DELINEA UN CONFLITTO TRA PREMIER E MINISTRO DELL'ECONOMIA, CHE INVECE IN QUESTI ANNI HANNO MARCIATO D'ACCORDO” – IL MINISTRO FA LO GNORRI SULL’OFFERTA DI INTESA PER IL “MONTE”: VINCE “CHI PAGA DI PIÙ…”. MA NEL SUO PARTITO FIOCCANO I VELENI SULLA MANINA DI PALAZZO CHIGI DIETRO LA MOSSA DI INTESA SANPAOLO...

1 – SI È INCRINATO L’ASSE DI MELONI CON IL TESORO

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

La disputa annunciata tra Meloni e Salvini, più propriamente tra Meloni e Giorgetti, sul grande risiko bancario che riguarda, ancora una volta, Mediobanca e il controllo delle Generali, ha come scenario il Nord.

 

Cioè il territorio in cui una Lega in crisi dopo la scissione di Futuro Nazionale si è asserragliata, sostanzialmente commissariando il proprio leader e fautore del fallito sviluppo del partito in tutto il territorio nazionale e dell'altrettanto abortito, nell'ultima fase prima della rottura, coinvolgimento del generale Vannacci.

 

Per la Lega nordista […] sarebbe inaccettabile perdere o vedere ridimensionato Bpm, da sempre considerato la banca dei territori, vicina ai piccoli imprenditori che fanno l'ossatura economica del Carroccio […].

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Ecco perché si delinea un conflitto, più che tra premier e vicepremier, più spesso con interessi contrastanti, tra premier e ministro dell'Economia, che invece in questi anni hanno marciato d'accordo e gestito, per quanto possibile, la politica di rigore economico necessaria per l'Italia […].

 

Per un tacito accordo tra i due, Meloni aveva sorvegliato benevolmente l'alleanza (poi rotta) tra l'imprenditore romano Caltagirone e l'amministratore delegato di Essilor-Luxottica Milleri per la conquista di Mediobanca e Generali attraverso il Monte dei Paschi di Siena e il suo ad Lovaglio. E Giorgetti aveva potuto finora seguire le mosse dell'amministratore delegato di Bpm Castagna e lasciare a lui il compito di governare la delicata convivenza con i soci francesi.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

Ma ora che l'equilibrio è saltato e la premier ha deciso di incoraggiare Banca Intesa nella campagna per la conquista delle Generali, in nome dell'"italianità" […], e contro il mantenimento […] della presenza francese nell'azionariato, s'è incrinato anche un altro asse all'interno del centrodestra, che s'avvia alle elezioni del 2027 tra i suoi inguaribili tormenti.

 

2 - GOVERNO, STOP AL TERZO POLO IL TESORO PREPARA L'USCITA GIORGETTI: “CHI PAGA DI PIÙ...”

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

matteo salvini palio siena 6

«Chi paga di più...». È benvenuto, lascia intendere Giancarlo Giorgetti quando conversando con Repubblica rompe il silenzio sull'offerta di Intesa su Mps. Fallito il progetto del terzo polo tra Banco Bpm e Siena, il ministro dell'Economia veste i panni del "cassiere".

 

Numeri alla mano, con l'impennata del titolo a piazza Affari, lo Stato può festeggiare: la partecipazione detenuta dal Mef nel Monte dei Paschi ora vale 1,5 miliardi. E adesso diventa più facile, perché più conveniente, dismettere la quota del 4,8%. Che la via sia la cessione a Intesa o la vendita in Borsa – ipotesi che al momento sembra prevalere – conta il giusto: l'incasso per lo Stato sarebbe generoso.

 

giancarlo giorgetti

«Io l'avevo detto tre mesi fa», aggiunge il ministro quando lascia il teatro dell'Opera, dove poco prima, lodando il lavoro della Ragioneria, aveva lanciato un monito sul controllo della spesa che «non va visto come un esercizio contabile, ma come condizione indispensabile per preservare la stabilità finanziaria del Paese».

 

Il riferimento del titolare del Tesoro alle scorse settimane rimanda alla volontà di monetizzare il percorso di risanamento di Mps. In poche parole: l'obiettivo è sempre stato quello di alzare il prezzo.

 

Di più. Dopo averla raccolta sull'orlo del fallimento, risanata e infine "privatizzata", ora – recita il ragionamento – è il momento di incassare l'interesse su Siena.

 

[…] Per Giorgetti è anche un modo per tenersi lontano dalle spine politiche. Quelle della Lega, il suo partito, che sottovoce sbuffa perché non gradisce la mossa dell'istituto guidato da Carlo Messina, preferendogli invece le nozze tra Banco Bpm e Mps. E quelle dei meloniani, che nelle ultime ore hanno messo nel mirino proprio il ministro. «Non ha lavorato abbastanza per agevolare la fusione di Mps con un partner solido e affidabile», spifferano fonti di Fratelli d'Italia.

 

BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE

Tradotto: voleva la fusione tra Piazza Meda e Siena. E invece – prosegue l'accusa – andava stimolato l'interesse di un player di maggior peso. Ecco perché le stesse fonti plaudono alla «balena bianca», come ieri veniva chiamata Intesa. […]

 

 

3 - FDI CON INTESA, LEGA CON BANCO BPM GOVERNO DIVISO SULLE SCALATE BANCARIE

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “la Stampa”

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

A Palazzo Chigi continuano a definirla una partita di mercato. Neutralità, rispetto dell'autonomia degli istituti, nessuna interferenza. È la linea ufficiale. Ma dietro la prudenza di rito, l'irruzione di Intesa Sanpaolo nella partita per il Monte dei Paschi di Siena sta producendo effetti molto politici.

 

Perché nelle stanze della maggioranza viene letta come la certificazione del fallimento di un progetto coltivato soprattutto dalla Lega. E perché riporta alla luce una domanda che accompagna da mesi il risiko bancario: Giorgia Meloni e il Carroccio hanno remato davvero nella stessa direzione?

 

Il sospetto che circola tra esponenti di Fratelli d'Italia e Forza Italia è questo: se Intesa stava preparando da tempo la sua mossa su Mps, qualcuno potrebbe aver tentato una corsa contro il tempo per rafforzare l'alternativa Banco Bpm e impedire che il progetto prendesse forma. Nessuna prova, naturalmente. Solo la certezza che Intesa ha informato Palazzo Chigi con sufficiente anticipo da non restare sorpreso.

 

Da qui il retroscena che alimenta i veleni interni. Quando la mossa di Ca' de Sass è diventata imminente, sostiene più d'una fonte autorevole nel centrodestra, Banco Bpm ha provato ad accelerare. Oggi però, nota un ministro, si confrontano «una proposta concreta» e «una proposta d'amore ancora tutta da costruire».

 

[…] L'intervento di Intesa […] lascia emergere una differenza di prospettiva che da tempo attraversa il governo. Nessuno parla apertamente di scontro. Ma nella maggioranza c'è chi osserva che Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia non sempre abbiano guardato alle stesse soluzioni con identico entusiasmo.

 

La vicenda Unicredit-Banco Bpm prima e l'operazione Mps adesso hanno mostrato sensibilità diverse, spesso tenute sottotraccia per evitare tensioni politiche. «Di certo Giorgetti non ha stappato una bottiglia di spumante», ironizza però un esponente di Fratelli d'Italia. Un dirigente di Forza Italia è ancora più netto: «Ha perso la sua partita».

 

[…] Giorgetti […] Da ministro dell'Economia difficilmente potrebbe opporsi a un'operazione che manterrebbe Mps e il suo quasi 13 per cento in Generali sotto il controllo di un grande gruppo italiano. D'altro canto, le incognite restano molte e non sono legate solo alla riuscita dell'Opas. […]

GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI GIUSEPPE CASTAGNA GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...