CHI NOMINE-RAI? - IL PDL VUOLE INCASSARE IN NOMINE L’OK A TARANTOLA-GUBITOSI - IN BALLO RAI1, DOVE POTREBBE SBARCARE OPUS LEI CON MAURO MAZZA A RAI FICTION - AL TG1 IN POLE C’È LILLIBOTOX, A SEGUIRE MASSIMO FRANCO, MARIO ORFEO E ANTONIO PREZIOSI - MA PRIMA OCCORRE EVITARE IL CRAC RECUPERANDO 500 MLN € DI CANONE EVASO: PREVISTA LA CESSIONE DI IMMOBILI E DI RAIWAY ALLA CDP PER 600 MLN € E PREPENSIONAMENTI PER 500-1000 DIPENDENTI (SU 13 MILA)…

Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

Mantenere il controllo politico della Rai. Allungare le mani sul prodotto: reti, programmi, serie tv. In modo da evitare il ritorno di Michele Santoro o di Serena Dandini. «Non voglio più vedere certi programmi con l'ossessione di Berlusconi. Anche quelli di satira», ha detto il Cavaliere giovedì notte dando il via libera al voto per l'elezione di Anna Maria Tarantola al vertice di Viale Mazzini.

Il Pdl pensa di aver ottenuto il massimo nelle trattativa sulle deleghe. Il consiglio di amministrazione continuerà a gestire la partita delle nomine per telegiornali, canali, fiction, cinema e intrattenimento. Certo, il Tg1 è destinato a cambiare bandiera e direttore. «Solo il Tg2 ha un profilo istituzionale. Il Tg1 è del Pdl», ripete da settimane Mario Monti. Il cambio appare inevitabile, anche perché il centrodestra è in minoranza nel cda. Ma ha gli strumenti per sconfitte onorevoli e per lavorare su scambi di pedine.

Tarantola non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero ai berlusconiani. Non a caso le sue prime parole da presidente non fanno cenno al risanamento, alla spending review dell'azienda, ma proprio alla «qualità del prodotto». Un modo per dire che il controllo sarà suo e del direttore generale designato Luigi Gubitosi. Anche su quello che va in onda. Però la trattativa con il premier deve aver dato l'illusione di un frutto saporito a Romani e Gasparri, che sulla Rai fanno il bello e il cattivo tempo da dieci anni.

Per esempio, viene data per fatta la nomina di Lorenza Lei, ex direttore generale, a Raiuno. Vicinissima a Romani, il Pdl è sicuro di portarla alla guida della prima rete, magari traslocando Mauro Mazza a Raifiction o alla disastrata Raidue. Già questa è una partita di giro tutta interna al partito del Cavaliere. Ma siamo sicuri che Tarantola e Gubitosi siano alla Rai solo per far tornare i conti?

Le nomine non sono in cima ai pensieri dei nuovi gestori dell'azienda. Nelle riunioni preliminari si sono occupati di bilanci e tabelle. Eppure non hanno alcuna voglia di farsi scavalcare dalla politica, anche se molti poteri di nomina sono rimasti al consiglio di amministrazione. Il Tg1 è considerato il problema più urgente, da affrontare al massimo dopo l'estate. Lilli Gruber è sempre la favorita per la sostituzione di Alberto Maccari e rendere la testata ammiraglia meno legata ai partiti, Pdl in testa, e più all'agenda Monti.

Dietro la conduttrice di La7, corrono anche l'editorialista del Corriere Massimo Franco, il direttore del Messaggero Mario Orfeo, il numero uno dei Gr Antonio Preziosi. Quella è una poltrona sulla quale sicuramente diranno l'ultima parola il premier con il sostegno del Quirinale. Sul resto Tarantola aspetta se non altro di varcare il portone di Viale Mazzini passando accanto al Cavallo di Francesco Messina.

La neopresidente voleva esordire oggi. Poi, ha guardato il calendario: il venerdì 13 non la rassicura affatto, anche se è una "tecnica" per di più lodigiana. Entrerà dunque lunedì. Martedì verrà votato il dg e insieme, Gubitosi e Tarantola, daranno battaglia sulle deleghe fin da mercoledì. Per trasformare i proclami del Pdl in una vittoria di Pirro. «Non ho contrattato nulla, Bersani sbaglia ad attaccare. Presto capirà che non abbiamo fatto dietrofront», è la risposta infastidita di Monti alle critiche del segretario Pd.

La mission principale di Tarantola è comunque il risanamento aziendale. Il "piano-salva Rai" prevede la cessione dei beni immobili e di Raiway (terreni e antenne) alla Cdp per un valore vicino ai 600 milioni. La Sipra ha comunicato ieri che l'incasso degli spot è sotto quota 900 milioni. È allarmare rosso, bisogna ripianare. Una volta incassati liquidi, Viale Mazzini potrebbe avviare un pacchetto di prepensionamenti per 500-1000 dipendenti. Ma il problema-chiave è il recupero dell'evasione del canone che pesa per 500 milioni. Garimberti, nel suo saluto alla Tarantola, ha ricordato che le risorse vanno trovate lì. Il governo però prende tempo.

 

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