tiziano renzi al telefono

QUANTO CHIACCHIERA ‘STO TIZIANO! I PM CERCANO ALTRE TELEFONATE – NON E’ STATA DISTRUTTA L’INTERCETTAZIONE FRA BABBO RENZI ED IL SUO AVVOCATO, MA NON PUO’ ESSERE UTILIZZATA: SCAMBIO DI IDEE SU MARRONI (CONSIP) CHE SAREBBE RICATTABILE

 

Patricia Tagliaferri per il Giornale

 

LUCA LOTTI E TIZIANO RENZILUCA LOTTI E TIZIANO RENZI

Dopo la pubblicazione dell'intercettazione tra Matteo Renzi e suo padre, è caccia aperta alle altre conversazioni registrate dai carabinieri del Noe, su disposizione della Procura di Napoli, sul telefono di Tiziano Renzi. Non solo quella in cui l'ex premier chiama il babbo per strizzarlo sul caso Consip, il giorno prima che venisse interrogato dai magistrati sull'inchiesta che rischiava di stroncargli la carriera, ma tante altre in cui parla Renzi senior e che potrebbero essere importanti per capire se si è davvero dato da fare per aiutare chi voleva mettere le mani sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione.

 

Alfredo Romeo Alfredo Romeo

Quelle gare facevano gola a molti, non solo all'imprenditore Alfredo Romeo, in carcere da marzo per corruzione. Di lui è tornato a parlare recentemente l'ex funzionario Consip, Marco Gasparri, che per i suoi «consigli» sugli appalti ha ricevuto 100mila euro in tre anni dall'imprenditore campano ed ora è la gola profonda dell'inchiesta. Nel corso di un incidente probatorio, lo scorso 8 maggio, ha parlato dei suoi rapporti con Romeo: «Una volta mi disse che aveva fatto interventi a livello altissimo, io gli chiesi che vuol dire, più alto del Papa?. Lui non mi rispose, allora io gli dissi ma allora è Renzi?, che era presidente del Consiglio all'epoca, e lui non disse né sì né no, quindi non disse sì, ma neanche negò».

Marco Gasparri consipMarco Gasparri consip

 

Per quanto riguarda invece la telefonata di Tiziano Renzi pubblicata da il Fatto, è stata considerata irrilevante dai magistrati romani ai fini dell'indagine: non conteneva nulla che provasse l'incontro tra il papà dell'ex premier e Romeo. Anche se c'era, tra gli investigatori, chi la pensava diversamente e avrebbe fatto un uso diverso del contenuto di quella conversazione padre-figlio.

 

Ora l'attenzione è puntata sui brogliacci delle altre telefonate, in cui Tiziano Renzi potrebbe aver fatto qualche passo falso. Anche se dopo l'ennesima fuga di notizie sulla quale il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti e dopo l'ispezione disposta dal ministro della Giustizia Andrea Orlando sulle Procure di Napoli e Roma, il riserbo è totale. Soprattutto ora che i pm della capitale hanno tolto la delega al Noe, di carte ne girano poche e quelle che girano sembrano seguire una precisa strategia.

avv Bagattiniavv Bagattini

 

Adesso poi c'è anche un piccolo giallo su una nuova intercettazione di papà Renzi, che fa riflettere su come in questa inchiesta si parli più dei retroscena, delle fughe di notizie e dei veleni tra Procure, che del vero motivo per cui si indaga, cioè di appalti e tangenti. In questa conversazione, pubblicata ieri da La Verità, Tiziano Renzi parlando con il suo avvocato, Federico Bagattini, dice che l'ad di Consip Luigi Marroni, le cui dichiarazioni gli sono costate l'iscrizione nel registro degli indagati, «è ricattabile».

CARLO RUSSOCARLO RUSSO

 

Un'affermazione rilevante, soprattutto perché in quel periodo il legale di Renzi avrebbe voluto interrogare Marroni nell'ambito delle indagini difensive, sperando che l'ad avrebbe ritrattato le sue accuse su un incontro a Firenze in cui babbo Renzi avrebbe sponsorizzato con Marroni l'amico imprenditore di Scandicci, Carlo Russo, interessato anche lui alle gare Consip. Marroni, però, si è rifiutato di sottoporsi all'interrogatorio difensivo.

 

luigi marroniluigi marroni

Secondo La Verità, però, la Procura di Roma, alla quale l'intercettazione incriminata è stata inviata da quella di Napoli, ne avrebbe ordinato l'immediata distruzione come previsto dal codice a tutela delle conversazioni tra imputati e avvocati. Peccato però che ieri la Procura di Roma abbia negato di aver mai disposto la distruzione di qualsivoglia intercettazione nel procedimento a carico di Tiziano Renzi.

 

«L'eventuale distruzione - ha fatto sapere il procuratore capo Giuseppe Pignatone - poteva essere disposta solo dall'Ufficio che aveva disposto l'intercettazione». Napoli, dunque. A stretto giro, però, è arrivata una smentita anche dalla Procura campana.

 

Ultimi Dagoreport

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...