corbyn blair

SINISTRATI D’OLTREMANICA - LA RESISTIBILE ASCESA DI CORBYN IL ROSSO: I BLAIRIANI TENTANO DI EVITARE LA DERIVA SYRIZA DEL LABOUR - IL SINDACO TORY DI LONDRA BORIS JOHNSON LO ESALTA: “EMERGE IN UN CAMPO DI OSCILLANTI OPPORTUNISTI”

CORBYNCORBYN

Fabio Cavalera per il “Corriere della Sera”

 

Che sul laburismo britannico spiri il vento di Syriza o di Podemos è stato Tony Blair a capirlo per primo. Il vecchio e contestato premier finge da anni di essere fuori dalle beghe del partito ma quando c’è di mezzo un passaggio delicato, come è la scelta del nuovo leader dopo il crollo del timido Ed Miliband, non è il tipo che si lascia trascinare nella contesa. Si butta a capofitto. 
 

TONY BLAIRTONY BLAIR

E allora, a metà luglio, quando i giochi sembravano volgere verso una disputa fra candidati blairiani di stretta fede centrista (la moderata Liz Kendall) e candidati un po’ meno blairiani ma non di esagerata deriva a sinistra (Andy Burnham e Yvette Cooper), Tony Blair, parlando ai militanti laburisti, ha sparato a zero contro l’outsider che è Jeremy Corbyn: «Se il vostro cuore è con Corbyn allora fatevi il trapianto». Raffinato politico, aveva già intuito che la storia del centrosinistra britannico è a un punto di svolta. 
 

CORBYN 1CORBYN 1

Il guaio per Tony Blair è che ogni volta che parla, nonostante il fascino non smarrito, i laburisti pronti a marciare in direzione opposta aumentano. E da luglio Jeremy Corbyn ha cominciato a sbancare fra i 400 mila iscritti che sceglieranno chi sarà la guida del partito nei prossimi cinque anni. Al punto che i sondaggi interni danno il sessantaseienne di Chippenham, ex sindacalista nel settore pubblico, favoritissimo nella corsa. 
 

Che sia un modo per allarmare gli incerti o che sia un modo di esorcizzare il pericolo rosso, la realtà è che nel lessico inglese sono entrati due termini di ultimo conio: «corbynmania» (copyright del Financial Times ) e «corbynisti» (copyright dell’ Observer ) che derivano da «corbynismo», la versione britannica di Syriza e Podemos. Il laburismo è a rischio di una inaspettata mutazione. 
 

costa smeralda  tony blair  6costa smeralda tony blair 6

Jeremy Corbyn non è un violento parolaio. Ha modi soft, è garbato. Non è neppure un pupazzo costruito dalle televisioni. Ha una storia immacolata, che gli riconoscono persino i tory, ed è una storia di militanza al servizio della causa. Soprattutto è uno che va controcorrente. Non ha paura a definire amici i palestinesi di Hamas. È deputato da 32 anni, sempre eletto nella circoscrizione di Islington Nord, e dal 1997, da quando il laburismo ha sterzato al centro, ha votato 500 volte ai Comuni contro le indicazioni del partito. Poi è un repubblicano a carati pieni. Guai a parlargli della regina. Un eretico. Ma rispettato. 
 

Con un tale pedigree politico sarebbe scontato appiccicargli l’etichetta di ultimo rudere del sinistrismo radicale e schematico, così schematico da portarlo a dividersi dalla moglie perché lei voleva iscrivere i tre figli alle «grammar school», le scuole più selettive del Regno. Questi «vizi» di origine non li ha di certo cancellati. Ma li ha corretti. Prima con la tranquilla coerenza che ha sempre sfoggiato. Poi, da ultimo, sposando nuove tensioni sociali: il movimentismo ecologista e l’associazionismo del volontariato. 
 

CORBYN 3CORBYN 3

E ne è nato, spontaneo, un laburismo simile ma non uguale a fenomeni come Syriza o come Podemos. Con una carica di populismo gentile, il «corbynismo», che specie i giovani sottoscrivono. Il quotidiano conservatore Daily Telegraph ha riconosciuto: «È ben sintonizzato con le nuove generazioni». 
 

Entrato senza favori nella competizione per la leadership sta mietendo successi con un programma che fa accapponare la pelle ai centristi: la rinazionalizzazione delle ferrovie e delle Poste (la Royal Mail), l’uscita dalla Nato, più tasse per i ricchi, più spesa pubblica, camera dei Lord elettiva, scetticismo europeo. Il bagaglio è pesantissimo però condiviso da molti laburisti. 
 

boris johnson  1boris johnson 1

Tony Blair e i suoi sono fuori dalla grazia di Dio. I moderati in fibrillazione. Ormai ci sono due partiti laburisti incompatibili, tenuti assieme unicamente dalle convenienze elettorali: Syriza o Podemos con bandiera britannica e gli eredi del New Labour blairiano che cercano di scongiurare la mutazione. Jeremy Corbyn non è un fantasma, è un candidato forte.

 

boris johnson  david cameronboris johnson david cameron

Lo apprezza il popolarissimo sito internet per mamme Mumsnet : «È un uomo sexy». E lo apprezza il sindaco di Londra, Boris Johnson, tory: «Corbyn emerge in un campo pieno di oscillanti opportunisti. È uomo di principi e di passioni». Vinca o non vinca, onore delle armi . 
@fcavalera

TONY BLAIR REBEKAH BROOKSTONY BLAIR REBEKAH BROOKS

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...