I PREDATORI DELLA PASSERELLA – I CASI DI STUPRI E MOLESTIE NELL’INDUSTRIA DELLA MODA NEGLI ANNI ’80 E ’90 DIVENTANO UNA DOCUSERIE – GLI EPISODI SI CONCENTRANO SU JOHN CASABLANCAS, GÉRALD MARIE, JEAN-LUC BRUNEL E CLAUDE HADDAD, FIGURE CENTRALI DI ALCUNE DELLE PIÙ IMPORTANTI AGENZIE DI MODELLE AL MONDO – L’UNICO RIMASTO IN VITA É GÉRALD MARIE, ACCUSATO DI AVER STUPRATO TRE EX MODELLE E MOLESTATO IN UNA DISCOTECA LA GIORNALISTA DELLA BBC LISA BRINKWORTH - LE VITTIME DEGLI AGENTE SONO STATE NUMEROSISSIME, TUTTE ALLE PRIME ARMI E QUASI ESCLUSIVAMENTE MINORENNI

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Serena Tibaldi per “la Repubblica”

 

john casablancas e donald trump john casablancas e donald trump

Il 28 settembre 2020 la magistratura parigina apre un'inchiesta su Gérald Marie, allora presidente di Elite Europa, una delle più importanti agenzie di modelle al mondo. Le accuse: tra il 1980 e il 1998 Marie avrebbe stuprato tre ex modelle e molestato la giornalista della Bbc Lisa Brinkworth, aggredita in discoteca mentre girava un documentario sui predatori nella moda. Nemmeno un mese dopo il quotidiano inglese The Guardian pubblica i racconti delle modelle; tra loro c'è anche l'attrice Carré Otis, oggi Sutton, ex moglie di Mickey Rourke. 

 

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Inoltre emerge rapidamente che le vittime dell'agente in realtà sono state numerosissime, tutte alle prime armi e quasi esclusivamente minorenni. Sebbene i reati descritti siano caduti in prescrizione, la reazione del pubblico è stata così forte che Sky ha dedicato alla vicenda una docuserie, Scouting for girls: fashion's darkest secret , trasmessa da ieri su Sky nel Regno Unito, e in arrivo in Italia su Sky Documentarie s e in streaming su Now il prossimo inverno. Al di là delle drammatiche testimonianze delle intervistate - oltre a Otis ci sono Shawna Lee, Jill Dodd e Marianne Shine - quello che colpisce della serie è come Marie e alcuni suoi colleghi avessero sistematizzato i loro abusi, trasformandoli in una consuetudine. 

 

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Il peggio è che non è mai stato un mistero: già nel 1988, nel programma tv americano 60Minutes, una modella a viso coperto aveva raccontato d'essere stata violentata da Jean-Luc Brunel, agente molto vicino a Jeffrey Epstein, e come lui morto suicida lo scorso febbraio mentre era in carcere accusato di aver procurato al miliardario le minorenni come prede sessuali. Nemmeno l'inchiesta della Bbc del 1999 (quella di Brinkworth) aveva smosso le acque, Marie se l'era cavata con una sospensione.

 

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Negli ultimi anni diverse modelle si sono fatte avanti per spiegare i pericoli che si corrono nell'ambiente e dal 2012 Model Alliance, la prima associazione di categoria, si batte per il riconoscimento dei diritti delle modelle, denunciando le situazioni più equivoche. All'indomani delle accuse a Gérald Marie, la supermodella Linda Evangelista, sua moglie fino al 1993, aveva dato il suo supporto alle accusatrici, dichiarando: "Per esperienza, penso che dicano la verità". Eppure, solo ora se ne parla davvero: è come se prima certi comportamenti fossero normali. E, in effetti, è stato proprio così.

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«Negli anni Ottanta il concetto di molestia era molto diverso da quello che intendiamo oggi: certi atteggiamenti erano frequenti nei confronti delle giovani modelle ed erano considerati "normali" da tutti», riflette Dana Thomas. In quegli anni la giornalista e scrittrice americana lavorava come modella nell'agenzia di Claude Haddad, anche lui ritratto nella serie, e ora sta preparando un libro sul tema. «Haddad era prepotente e aggressivo: dovevi farti rispettare. Io ci riuscivo, molte altre no». 

 

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Le vittime prescelte erano adolescenti lontane da casa, sole, senza soldi, che non capivano la lingua: «Non avevano sostegno o vie d'uscita, erano inermi». Milano e Parigi erano piene di ragazze così. Che la chiave della questione sia come venissero considerate le donne nell'ambiente, lo pensa anche Piero Piazzi, tra gli agenti più importanti e con un passato da modello. «Le cose sono iniziate a cambiare con l'avvento delle top model negli anni Novanta, erano investimenti milionari da non toccare». 

 

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In più è cambiato il senso etico della società, che ha iniziato a rigettare certi comportamenti e a considerare finalmente le donne in modo diverso. «Non erano tutti così, all'epoca», precisa però Piazzi. «Eileen Ford e Beatrice Traissac - non a caso donne - proteggevano le loro ragazze, le curavano. Io stesso, ai miei esordi come modello, vivevo in casa di Beatrice: da lei ho imparato come ci si comporta». 

 

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Piazzi è oggi il presidente della Women Management Milano, che fa capo all'Elite World Group: il marchio dal 2011 è di Silvio Scaglia, che non ha ovviamente nulla a che fare con la precedente gestione. «Nessuna delle mie modelle ha mai trascorso le notti passando da una discoteca all'altra alla mercé dei promoter, una pratica in passato molto comune a Milano: mi hanno anche incendiato l'auto per "punirmi" di questa mia presa di posizione». Oggi le cose vanno meglio, dice Piazzi, e lo dimostra anche l'attenzione sulla vicenda. 

 

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C'è molta più consapevolezza da parte degli addetti ai lavori: si cerca di evitare ogni situazione equivoca, e lo stesso Piazzi si sta battendo per far passare il divieto di ingaggio per le minorenni. A fare paura è il sottobosco, invisibile e ingestibile: «Sedicenti scuole per modelle, fotografi che si fanno pagare per un book fotografico, gente che millanta contatti che non ha: non mi stanco di ripeterlo alle famiglie delle ragazze, state attenti. Certi problemi iniziano da lì».

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