Estratto dell’articolo di Laura Bogliolo per “il Messaggero – Cronaca di Roma”
PROTESTA A PALAZZO MASSIMO CONTRO IL TRASFERIMENTO DELLE STATUE
«Quando torna l'uomo col disco?», «Non spostateci la cultura», «Il Discobolo è Esquilino». E ancora, ironicamente, «Allora portatemi ai Musei Vaticani», «Stop al "sacco" dell'Esquilino».
Cartelli e slogan ieri mattina davanti a Palazzo Massimo, in largo di Villa Peretti, dove un centinaio di residenti dei rioni Castro Pretorio ed Esquilino hanno inscenato un sit-in di protesta. La "guerra delle statue", come è stata ribattezzata, si arricchisce di un nuovo capitolo.
Ancora una volta gli abitanti hanno detto «no» al trasferimento delle celebri sculture in bronzo del Pugilatore e del Principe, ma soprattutto del Discobolo: le opere secondo i piani del Museo Nazionale Romano devono essere trasferite a Palazzo Altemps, in piazza Sant'Apollinare, come prevede il progetto "Urbs, dalla città alla campagna romana", finanziato dal Programma Nazionale per gli investimenti Complementari al Pnrr.
Dopotutto il tempo stringe. Ora il Discobolo si trova presso le Scuderie del Quirinale per la mostra "Arte Liberata 1937-1947" che termina il 10 aprile. Finita l'esposizione, negli iniziali piani del Museo Nazionale Romano, l'opera non sarebbe più tornata a Palazzo Massimo, ma sarebbe stata trasferita direttamente a Palazzo Altemps, «uno dei più begli edifici nobiliari rinascimentali di Roma, situato a due passi dalla piazza Navona, sul percorso turistico più importante del centro storico» di leggeva nel comunicato istituzionale. […]
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