Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it
TRUFFA OLIO EXTRAVERGINE NEI RISTORANTI DI ROMA
È una maxinchiesta con 40 persone indagate. Un sistema collaudato — un’associazione a delinquere — per portare a Roma fiumi di extravergine di oliva falso: un mix dei peggiori oli di 0,semi miscelati con beta-carotene e clorofilla. Sono decine i ristoratori che lo hanno acquistato sapendo di comprare un prodotto adulterato, pericoloso per la salute, identico solo alla vista all’originale e vagamente simile nel sapore. […]
Adesso la procura ha chiuso il cerchio ha individuato i produttori in Puglia, i pusher che lo distribuivano nella Città Eterna e gli acquirenti — gestori di locali — che lo compravano nella consapevolezza che si trattasse di un “olio fake”. Ai produttori e ai rivenditori viene contestata l’associazione e delinquere finalizzata alla frode in commercio, si tratta di dieci persone in tutto. Mentre ai gestori dei locali — ne hanno individuato per adesso trenta — la ricettazione.
Tra i ristoranti - che hanno acquistato l’olio contraffatto - ne compaiono anche sette in amministrazione giudiziaria sottratti alla camorra. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: con il sommerso si potrebbero raggiungere numeri da capogiro. […]
I carabinieri del Nas hanno passato al setaccio il centro storico, sono stati individuati ristoranti, osterie, gastronomie a pochi passi dal Senato e dalla Fontana di Trevi, altri a Testaccio, Trastevere a Fiumicino e ai Castelli Romani, anche due supermercati. Le zone a maggiore attrazione turistica hanno restituito un quadro inquietante, perfino la mensa del ministero dell’Istruzione.
L’inchiesta degli specialisti dell’Arma è partita dal produttore clandestino che aveva la sua base in Puglia. Il Nas di Roma seguendo la filiera, ha colpito prima il produttore, poi il rivenditore romano e infine molti dei ristoratori suoi clienti. Per gli investigatori uno dei nodi sta nel prezzo: 3 euro al litro contro una media di 9 euro. […]
Ma da cosa è composto questo finto extra vergine? La base è l’olio di semi corretto con beta-carotene (per mascherare il sapore) e clorofilla (per modificarne il colore). Il liquido viene imbottigliato con etichette come “extravergine made in Italy”. L’olio di semi utilizzato è della qualità più infima, non tracciato, di provenienza ignota, arrivato nei laboratori conservato in chissà quali recipienti e quindi pagato a prezzi ancora più bassi. In questa indagine, è una novità, sono finiti nel mirino anche i ristoratori. […]