james webb telescopio

ULTIME DAL POLITICAMENTE CORRETTO OTTUSO – OLTRE 1.700 RICERCATORI HANNO CHIESTO DI CAMBIARE NOME AL TELESCOPIO WEBB, CHE STA RISCRIVENDO LA STORIA DELL’ASTRONOMIA. MOTIVO? JAMES WEBB, IL CAPO DELLA NASA NEGLI ANNI ’60 A CUI LO STRUMENTO È INTITOLATO, SAREBBE STATO CORRESPONSABILE DELLA DISCRIMINAZIONI DEGLI OMOSESSUALI NELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA AMERICANA – COME DIMOSTRA ANCHE LA SERIE DI APPLE TV “FOR ALL MANKIND”, LO SPAZIO È L’ULTIMA FRONTIERA DELLA CULTURA WOKE…

Alessandro Gnocchi per “il Giornale”

James Webb TELESCOPIO

 

Attenzione, il telescopio Webb, quello che sta riscrivendo la storia dell'astronomia, ha un difetto: è omofobo. Negli Stati Uniti c'è una polemica, che si trascina dal 2021, contro il più raffinato strumento mai lanciato nello spazio dalla Nasa. Oltre millesettecento ricercatori hanno chiesto di cambiare il nome al telescopio che, proprio di recente, è riuscito a fotografare le galassie più antiche e dunque i momenti successivi al Big Bang. Le immagini sono finite sulle prime pagine e nei telegiornali di tutto il mondo.

 

Secondo gli estensori dell'appello di protesta, James Webb avrebbe partecipato alla discriminazione delle minoranze LGBTQ+ nel campo della astronomia, in particolare alla NASA. Webb è stato il secondo capo della agenzia spaziale americana. Sotto la sua guida, sono state realizzate molte delle missioni Apollo degli anni Sessanta. Lasciò nel 1968, appena prima della discesa sulla Luna.

 

James Webb Space Telescop 3

Di fatto ebbe un ruolo chiave nel rimediare al ritardo tecnologico della agenzia e nel battere i sovietici nella corsa al satellite della Terra. La polemica contro Webb è ora nuovamente decollata sulla scia dei successi del telescopio da 10 miliardi «erede» dell'altrettanto famoso Hubble.

 

Webb è accusato di aver avuto un ruolo nella persecuzione degli omosessuali nella pubblica amministrazione durante gli anni Cinquanta e Sessanta. Il fenomeno fu parallelo al maccartismo, la caccia alle streghe (comuniste) nel mondo dello spettacolo e della cultura.

 

James Webb Space Telescop

Non fu una campagna priva di conseguenze: molti omosessuali furono costretti ad abbandonare il posto di lavoro. Nel 1963, mentre Webb era a capo della agenzia, Clifford Norton, impiegato della Nasa, fu licenziato per «condotta immorale» dopo essere stato interrogato in quanto sospetto gay. In seguito, fece causa e vinse. Documenti interni alla Nasa, saltati fuori nel corso di una inchiesta, hanno messo in luce la politica anti-omosessuale nelle assunzioni dell'agenzia.

 

Webb, dicono i detrattori, non fece nulla per eliminare questa discriminazione. A detta della Nasa, però, James Webb, che fu anche sottosegretario di Stato tra il 1949 e il 1952, non c'entra nulla: «Non abbiamo trovato alcuna prova che possa giustificare il cambiamento di nome del telescopio Webb». Parola di Bill Nelson, numero uno della agenzia, interpellato nel settembre dell'anno scorso.

 

James Webb Space Telescop 2

Al di là della pretesa di cancellare il nome, il tema è più dibattuto di quanto si possa pensare. Ad esempio, è finito anche al centro di For All Mankind, una delle migliori serie tv di fantascienza, ancora in corso su Apple TV. Ambientata in un futuro alternativo, ma non troppo dissimile al nostro, racconta la corsa alla Luna, prima, e quella a Marte, dopo. Proprio la conquista dello spazio porta a superare discriminazione sessuale, razziale e di genere.

 

James Webb

Una serie politicamente corretta (però di spessore) che vorrebbe mostrare l'avanzata in parallelo di progresso tecnologico e progresso sociale. Chiaro il sottinteso: non è andata così. Lo spazio è l'ultima frontiera della cultura woke.

IMMAGINI DEL TELESCOPIO WEBBjames webb space telescope 3james webb space telescope 1il quintetto di stephan fotografato dal telescopio james webb telescopio spaziale james webb 5LO SPAZIO FOTOGRAFATO DAL TELESCOPIO JAMES WEBBla nebulosa ad anello meridionale fotografata dal telescopio james webb

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…