boris johnson volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT - SE LA GUERRA IN UCRAINA CONTINUA, È ANCHE COLPA DI QUEL SURVOLTATO DI BORIS JOHNSON. QUANDO IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO, SERGEI LAVROV, AFFERMA CHE "C'ERA UN ACCORDO PER LA FINE DEL CONFLITTO, MA BORIS DISSE DI CONTINUARE", DICE IL VERO - ERA IL MAGGIO DEL 2022, E A ISTANBUL (CHEZ ERDOGAN) ERA STATO TROVATO IL COMPROMESSO. MA IL MINI-TRUMP D'ALBIONE SI MISE DI TRAVERSO MINACCIANDO KIEV DI CHIUDERE IL RUBINETTO DEGLI AIUTI...

boris johnson lavrov

1. “C'ERA UN ACCORDO CON L'UCRAINA PER LA FINE DELLA GUERRA MA BORIS JOHNSON DISSE DI CONTINUARE IL CONFLITTO” – LE BOMBE DI LAVROV: "L'ALTO RAPPRESENTANTE PER LA POLITICA ESTERA DELLA UE JOSEP BORRELL E IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO ANTONY BLINKEN SONO DEI CODARDI, SONO FUGGITI DA SKOPJE PER EVITARE DI INCONTRARMI. UNA SOLUZIONE PER L’UCRAINA? DEVONO PARTECIPARE ENTRAMBE LE PARTI, “COME NEL TANGO”, MA DALL'ALTRA PARTE SEMBRA CHE BALLINO LA "BREAKDANCE" – IL PIANO (FALLITO) DI PUTIN PER LASCIARE LA GERMANIA SENZA GAS

boris johnson toglie la mano di erdogan 9

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-39-era-accordo-39-ucraina-fine-guerra-ma-376506.htm

 

2. DAGOREPORT

Chissà se alla fine non ha ragione Sergei Lavrov: se la guerra in Ucraina continua a mietere vittime e ad avere conseguenze sull’economia dell’Occidente, è colpa di quel survoltato di Boris Johnson.

 

Quando il ministro degli Esteri russo sostiene che “c’era un accordo con l’Ucraina per la fine della guerra, ma Boris Johnson disse di continuare il conflitto”, dice il vero.

 

roman abramovich con erdogan ai negoziati tra russia e ucraina in turchia

Come ha ricordato il capo della diplomazia di Putin, era il maggio del 2022, e a Istanbul (chez Erdogan), si era arrivati a una soluzione condivisa per porre fine al massacro in Ucraina.

 

Una soluzione che ancora oggi è quella all’ordine del giorno e riguarda la Crimea e una piccola parte del Donbass, da cedere a Mosca come, di fatto, era prima dell’inizio dell’invasione.

 

Dopo quegli incontri, a cui partecipava anche l’oligarca russo Roman Abramovich, che ha fatto fortune a Londra (era il proprietario del Chelsea), la guerra poteva finire.

 

E allora cosa ha impedito il cessate il fuoco? Fu la tigna bionda di Boris Johnson, il mini-Trump d’Albione con manie di grandezza churchilliane (spesso si paragona all’ex primo ministro che sconfisse Hitler, di cui ha scritto anche una monumentale biografia), a stoppare tutto.

vladimir putin si tiene a distanza dagli ambasciatori 4

 

“BoJo” si impuntà e disse: “No, dovreste continuare la guerra”, minacciando gli uomini di Zelensky di chiudere il cospicuo rubinetto di aiuti che la Gran Bretagna ha fornito a Kiev.

 

Johnson è infatti venerato in Ucraina come un semi-dio: gli hanno intitolato strade, dedicato dolciumi e pupazzi, proprio per il sostegno indefesso alla causa della resistenza a Putin.

 

Ma perché Boris si è opposto e ha convinto l’ex comico a non cedere alle sirene del negoziato?

 

boris johnson volodymyr zelensky a kiev

Johnson, che durante la pandemia invocò la strategia dell’immunità di gregge, sostenendo la necessità di lasciar circolare il virus, salvo poi esserne colpito lui stesso, nonostante l’eccentricità del suo look (e della sua vita privata), è un conservatore vecchio stampo, che pensa che l’Inghilterra sia ancora un impero.

 

Erede di una lunga tradizione storica che vede la Russia come il nemico numero uno, Boris non ha dimenticato gli avvelenamenti celebri, compiuti presumibilmente dai servizi di Putin a Londra e dintorni (remember Litvinenko e Skripal?). E per questo, aveva dichiarato guerra agli oligarchi che a cavallo degli anni 2000 hanno trasformato la City in London-grad, a suon di investimenti e mazzette.

BORIS JOHNSON E ZELENSKY A KIEV

 

Morale della fava? Johnson, che durante il lockdown teneva party segreti a Downing Street, è stato silurato dal suo partito, e ora è ai giardinetti a meditare sul suo futuro. Putin e i suoi accoliti sono ancora in giro a far danni, impuniti. E la guerra in Ucraina continua, anche per colpa della chioma platinata di un politico che non ha saputo accettare un compromesso (per conto terzi).

MEME SULLE DIMISSIONI DI BORIS JOHNSON 2

boris johnson volodymyr zelensky 6BORIS JOHNSON DONALD TRUMPboris johnson volodymyr zelensky 9la giornalista e attivista ucraina contro boris johnsondiscorso di boris johnson al parlamento ucraino BORIS JOHNSON VLADIMIR PUTIN onorificenza ucraina per boris johnson

 

boris johnson volodymyr zelensky 10

 

meme su boris johnson

boris johnson fa jogging

meme su boris johnson e il progetto pilota

sergei lavrov al summit osce di skopje

meme party boris johnson 1

boris johnson toglie la mano di erdogan 4boris johnson toglie la mano di erdogan 1roman abramovich con erdogan ai negoziati tra russia e ucraina in turchia 2boris johnson toglie la mano di erdogan 7

MEME SULLE DIMISSIONI DI BORIS JOHNSON MEME SUL PARTYGATE DI BORIS JOHNSON 2meme party boris johnson 4meme party boris johnson 2

bilaterale donald trump boris johnson al g7 di biarritz

oris johnson davanti alla commissione sul partygate 1sergei lavrovBORIS JOHNSON BORIS JOHNSON GUTO HARRI vladimir putin si tiene a distanza dagli ambasciatori 1vladimir putin si tiene a distanza dagli ambasciatori 5delegati lasciano la sala quando parla sergei lavrov vertice osce di skopje 2

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)