francis fukuyama identita

“NON POSSIAMO VIVERE IN UN MONDO IN CUI TUTTI SI SENTANO RISPETTATI ALLO STESSO MODO” - LEGGERE E CONSERVARE L’INTERVISTA AL POLITOLOGO FRANCIS FUKUYAMA: “L'IDENTITÀ NAZIONALE È FONDAMENTALE. ABBIAMO ATTRAVERSATO UN PERIODO DI GLOBALIZZAZIONE IN CUI LE NAZIONI SONO STATE SORPASSATE DA ALTRE ENTITÀ COME L'UE. OGGI C'E' UNA REAZIONE A QUESTO TIPO DI APERTURA ECONOMICA E DI CONFINI. IL POPULISMO? E’ UNA RISPOSTA ALLA MINACCIA CHE VIENE PERCEPITA NEI CONFRONTI DELLA PROPRIA IDENTITÀ”

Eleonora Barbieri per “il Giornale”

 

FRANCIS FUKUYAMA

Francis Fukuyama, politologo, allievo di Samuel Huntington, Senior Fellow all' Università di Stanford, è lo studioso americano celebre per avere predetto, prima in un articolo (nel 1989) e poi in un saggio (nel 1992) La fine della storia (titolo per esteso: La fine della storia e l'ultimo uomo, in Italia edito da Rizzoli). Ora, siccome la sua profezia non si è avverata proprio con precisione, trent'anni dopo dedica un nuovo saggio a una delle questioni che ha fatto esplodere quella «pace mondiale» che avrebbe dovuto essere garantita dalla diffusione delle democrazie liberali, dopo la caduta del Muro di Berlino: ovvero l'Identità. La ricerca della dignità e i nuovi populismi (Utet, pagg. 236, euro 19).

 

FRANCIS FUKUYAMA - IDENTITA

Professor Fukuyama, perché proprio adesso ha deciso di occuparsi di identità?

«L'ascesa dei populismi di destra, soprattutto nel contesto del voto della Brexit e dell'elezione di Trump, mi pare sia una minaccia alla democrazia di tutto il mondo occidentale. Molti però fraintendono le origini del fenomeno: danno troppo peso alle motivazioni economiche anziché alla dimensione culturale, ovvero alla minaccia che viene percepita nei confronti della propria identità».

 

Ma l'identità non è certo una questione nuova...

«Penso che sia tornata in auge per via dei cambiamenti economici che hanno minacciato e minacciano lo status di molti appartenenti alla classe media. E poi ci sono stati tanti fenomeni migratori, che portano a cambiamenti sociali rapidi: questo spaventa le persone, che hanno paura di perdere la loro identità nazionale».

 

Che cos'è la «deriva identitaria» di cui parla?

Francis Fukuyama

«Il problema è che le persone pensano a sé come a piccoli gruppi. A sinistra abbiamo le donne, le minoranze etniche, i gay, le lesbiche...; a destra questo si esprime attraverso il nazionalismo etnico, in cui le persone vogliono proteggere il carattere etnico, nazionale della loro società, anche con riferimenti alla religione e ai valori conservatori. Il risultato è la polarizzazione di molte società. E il disagio delle élite delle nostre società».

 

La sinistra ha difeso per decenni il multiculturalismo.

«Il problema è che a sinistra non amano l'idea di identità nazionale. Pensano che la nazione sia fuori moda, la associano al fascismo e preferiscono un approccio da coscienza globale, in cui i diritti umani appartengono a tutti e non alla nazione. Molti degli elettori invece credono ancora nel concetto di nazione e vogliono essere parte di una comunità nazionale».

 

Il multiculturalismo è fallito?

donald trump vince le elezioni

«Le nostre società sono in gran parte multiculturali. Ma c'è una visione del multiculturalismo per cui è necessario rispettare tutti i gruppi allo stesso modo...»

 

Invece?

«Per me la democrazia ha una sua cultura, i suoi valori: non si può trattare come una delle tante culture, come se fossero tutte sullo stesso piano. Un esempio sono le discussioni sul ruolo delle donne nelle comunità musulmane di immigrati: in questi casi, le norme culturali non aderiscono a quelle della democrazia liberale. Se il multiculturalismo viene interpretato così, allora sorgono i problemi, perché i principi democratici vengono indeboliti».

 

Multiculturalismo

Qual è il legame fra identità nazionale e democrazia?

«Qualunque democrazia deve essere costituita intorno a una comunità nazionale, che creda in valori, istituzioni, una costituzione, uno Stato di diritto e in cui ci sia fiducia fra i cittadini. L' identità nazionale è fondamentale per creare questa comunità nazionale e democratica».

 

Quest'identità è minacciata?

«In due modi. A destra, da chi la definisce solo in termini etnici o religiosi, escludendo una parte della popolazione; a sinistra, dalle persone che non credono che la nazione sia una categoria fondamentale in sé».

 

Ha parlato dei flussi migratori: che rapporto hanno con la questione dell' identità?

«L' immigrazione viene percepita come una grossa minaccia all' identità nazionale.

brexit

Penso sia importante distinguere chi critica il sistema per motivi razzisti da coloro che vedono il problema nella mancanza di controllo dei flussi, da parte dello Stato e dell'Europa, nella incapacità di governare il fenomeno e, quindi, nel fatto che, con livelli così alti di immigrazione, i nuovi venuti non possano integrarsi nella società europea».

 

Un' identità europea potrebbe esistere?

«Era la speranza iniziale dei fondatori dell' Unione europea. Il problema è che c' è un eccesso di eterogeneità in Europa, e poi quest' ultima non ha neanche gli strumenti e l' autorità per creare una nuova identità nazionale».

 

orban

Come si riconciliano tutte queste conflittualità con la «fine della storia»?

«Viviamo in un periodo molto diverso dal 1989. In questi trent'anni, la democrazia effettivamente si è espansa: si è passati da 35 a 120 paesi democratici. Negli ultimi dieci anni, però, c'è stata una inversione di tendenza: ci sono Paesi molto autoritari, e rivolte populiste in Paesi democratici. La direzione in cui ci muoviamo è cambiata. Non sappiamo se sia un cambiamento permanente o solo una correzione del mercato, ma credo non ci siano molte alternative che possano soppiantare le democrazie liberali come forma di governo».

 

Crede davvero che il populismo sia una minaccia alla democrazia?

«Non alla democrazia in realtà, ma alle sue componenti liberali: la Costituzione, lo Stato di diritto, i media».

 

globalizzazione1

Non è che negli ultimi anni la questione dell' identità è stata trascurata, e ora è riesplosa sotto gli occhi di tutti?

«Sicuramente abbiamo attraversato un periodo di globalizzazione e di creazione di istituzioni internazionali liberali, in cui le nazioni sono state sorpassate da altre entità. L' Unione europea illustra perfettamente questo caso. Oggi vediamo una sorta di reazione a questo tipo di apertura, anche economica e dei confini».

 

Ma lei stesso non ha trascurato il ruolo dell' identità e della religione, quando ha predetto la fine della storia?

«Non sono d' accordo. Negli ultimi capitolo parlavo del thymos, un concetto greco traducibile come orgoglio, rabbia anche; e dicevo che, se collegato al nazionalismo e alla religione, può minacciare le democrazie liberali».

SALVINI LE PEN-3

 

È d' accordo con Huntington sullo scontro di culture?

«Non ho mai apprezzato particolarmente questa teoria: mi pare che i conflitti riguardino più i gruppi culturali al loro interno. Per esempio, non esiste una cultura unica asiatica, o occidentale. Però Huntington ha ragione quando parla della comunità islamica, come civiltà unica».

 

Perché dice che «la democrazia liberale non è mai all' altezza»?

«La democrazia liberale promette a tutti lo stesso genere di rispetto, garantendo uguali diritti, così che tutti siano sullo stesso piano. Ma nessuno, in realtà, si sente davvero rispettato allo stesso modo degli altri. Anche perché alcuni vogliono essere riconosciuti per qualcos' altro».

globalizzazione

 

Esigenze così diverse si possono conciliare?

«Penso che quello che si possa fare sia dare un livello minimo di rispetto per tutti, in quanto cittadini. Il problema è che le persone vogliono essere riconosciute come migliori rispetto agli altri: e questo non si può dare a tutti...»

 

E quindi?

«Bisogna cercare di contenere i conflitti. Ma è difficile. Molte eccellenze dell'umanità derivano proprio dal desiderio di essere riconosciuti come superiori... In realtà, non possiamo vivere in un mondo in cui tutti si sentano rispettati allo stesso modo».

Ultimi Dagoreport

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!