“IL PIANO MATTEI? CHI L’HA IDEATO NON E’ ANDATO OLTRE IL RECINTO DEGLI ALBERGHI AFRICANI A CINQUE STELLE E DELLE ACCOGLIENTI AMBASCIATE” - DOMENICO QUIRICO SMONTA IL PIANO PER L’AFRICA DI GIORGIA MELONI: “DECINE DI MILIONI DI AFRICANI NON SANNO CHE FARSENE DELLA ‘MODERNIZZAZIONE DIGITALE’: HANNO IL PROBLEMA DELLA MANCANZA DI ACQUA POTABILE E DI ENERGIA ELETTRICA. QUESTI POPOLI UMILIATI FORSE BISOGNAVA INCONTRARLI DI PERSONA PRIMA DI SCRIVERE IL CONTRATTO. E POI CON QUALI AFRICANI SI FIRMERA’? TEMO CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONOSCA SOLO QUELLI CHE…”

-

Condividi questo articolo


Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “la Stampa”

 

domenico quirico domenico quirico

[…] Prendiamo dunque il piano Mattei. […] un piano come quello del governo italiano che si prefigge di inventare «un rapporto non predatorio» con l'Africa merita ben altro che liquidazioni sarcastiche. Anzi: tirar fuori una idea per questa vecchia Europa che si rintana e tace mentre in quello che un tempo si chiamava il "continente nero" Stati Uniti, Cina e Russia intervengono e si immischiano in ogni cosa può esser lodevole. […] Si accusa: ma è il solito «aiutiamoli a casa loro» per toglierci il fastidio […] di vederseli davanti, gli africani […]. Vediamo piuttosto se può funzionare.

 

giorgia meloni alfredo mantovano giorgia meloni alfredo mantovano

[…] Leggiamo i sei articoli dell'impegnativo progetto diventato legge. Affiorano concetti antichi come fossili nello scisto, «cooperazione allo sviluppo», e geroglifici retorici nuovi di zecca, oscuri ma pervasivi: ricerca e innovazione, sfruttamento sostenibile delle risorse, tutela dell'ambiente, imprenditoria ovviamente femminile (un giretto in qualsiasi suk africano farebbe scoprire agli estensori che da quelle parti sono avanti in questa faticosa eguaglianza) e ovviamente la modernizzazione digitale. […]

 

Mi viene da pensare che gli ideatori, con ingenua innocenza, non siano mai andati oltre il recinto degli alberghi africani a cinque stelle e delle accoglienti ambasciate. Perché avrebbero scoperto che decine di milioni di africani da contrattualizzare non sanno che farsene della modernizzazione digitale, hanno il problema paleolitico della mancanza di acqua potabile e di energia elettrica a cui colonizzatori ed eredi non hanno neppur pensato.

 

la presenza russa nel sahel - africa la presenza russa nel sahel - africa

Quanto al green potrebbero darci lezioni perché da secoli sopravvivono con siccità, cavallette e tirano l'aratro di legno con la forza delle braccia, energia che non inquina. Questi popoli mortificati e umiliati forse bisognava incontrarli di persona prima di scrivere il contratto. C'è un pudibondo velo di oscurità sui fondi che devono alimentare il piano. Si confida immagino, nel solito bancomat di Bruxelles: si trovano miliardi per comprare munizioni, ci mancherebbe che l'Unione lesina soldi per l'Umanitario per di più di taglio imprenditoriale! Ma il sospetto dello scarto, dell'errore è semmai nella parola Africa.

 

GOLPE IN NIGER GOLPE IN NIGER

Perché quando si vuole stipulare un contratto con qualcuno, addirittura lasciarsi dietro decenni di post colonialismi, razzie meticolose, razzismi supponenti e bioccose carità improduttive, la geografia non basta, bisogna indicare di chi saranno le firme in fondo ai futuri impegnativi documenti. I contratti dovranno esser firmati con gli africani! Sì, ma quali?

 

Temo che il presidente del Consiglio, come i suoi predecessori per altro, conosca solo quelli che lo accolgono sul tappeto rosso degli aeroporti con i deliziosi picchetti di bimbi che agitano le bandierine. Ahimè sono presidentissimi che costituiscono da mezzo secolo l'Africa che Kofi Annan definiva pudicamente «un coktail di disastri».

 

PUTIN AFRICA PUTIN AFRICA

[…] è la recentissima, contemporanea Africa dei bambini assassini, degli stupri collettivi, delle guerre civili in Sudan, Ruanda, Somalia, Nigeria, Costa d'Avorio, Etiopia, della guerra dei Grandi Laghi con quattro milioni almeno di morti. L'Africa dei golpisti di successo che hanno cacciato i colonialisti francesi, dove Russia e Cina firmano ogni giorno piani di aiuto con poca retorica ma con i kalashnikov eloquenti della Wagner e assegni senza condizioni politicamente corrette. Gli africani del piano Mattei sono i soliti amici nostri? Il borioso despota pandettaro della Tunisia? Il negus etiope che ha creato milioni di profughi affamati nel tigrai e si è comprato uno sbocco al mare? I golpisti saheliani?

 

DELIRIUM IN SAHEL - MEME SUL GOLPE IN NIGER BY DAGOSPIA DELIRIUM IN SAHEL - MEME SUL GOLPE IN NIGER BY DAGOSPIA

I presidenti «eletti democraticamente», ci mancherebbe, dal Senegal al Congo, ove le accuse di brogli ormai sono così ovvie che gli sconfitti non aspettano neppure la proclamazione dei risultati per denunciare invano? […] Il contratto per dimostrare che non siamo per l'ennesima volta dei benestanti dal viso pallido che fanno affari con chi depreda, li dovremmo firmare con i ribelli, gli oppositori, gli scismatici dei tribalismi e delle camarille claniche, con i rivoluzionari africani che – ahimé! – non sono nel programma delle tournée diplomatiche.

 

Dovremmo fornire sostegno finanziario, morale, politico, patrocinare, invitare, proteggere quelli che sono in galera, minacciati, costretti a farsi migrante fuggiaschi o a ripiegare nel jiadismo. Come abbiamo fatti con i dissidenti dell'est o gli oppositori dell'islamo-fascismo iraniano e califfale. Questo sarebbe un buon piano Mattei. Sapendo però che i rivoluzionari veri non appartengono a nessuno.

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

NON È CON LE GUERRE CHE SI ESTIRPA IL TERRORISMO – ISRAELE POTREBBE INVADERE IL LIBANO GIÀ QUESTA SETTIMANA MA NON CAMBIERA' GRANCHE' – NETANYAHU E I SUOI ALLEATI FINGONO DI NON CAPIRE CHE PER RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICE 

BISOGNA CREARE UNO STATO PALESTINESE - PER CREARE UN “NUOVO ORDINE” DI PACE IN MEDIO ORIENTE, TEL AVIV HA BISOGNO DI AVERE DALLA SUA PARTE LE OPINIONI PUBBLICHE INTERNAZIONALI: FARE GUERRA E ELIMINARE I CAPI DI HAMAS E HEZBOLLAH NON BASTERA' - IL MESSAGGIO DI NETANYAHU AGLI IRANIANI: "PRESTO SARETE LIBERI". IL PENTAGONO INVIA ALTRI SOLDATI E AEREI DA CACCIA IN MEDIO ORIENTE

DAGOREPORT - LA GUERRA D’ATTRITO NEL CENTRODESTRA NON SI FERMA A UCRAINA, AUTONOMIA, RAI, BANCHE E CANONE, MA SI ARRICCHISCE DI UNA NUOVA SORPRENDENTE ATTRICE PROTAGONISTA: BARBARA D’URSO – A VIALE MAZZINI SI MORMORA CHE DIETRO L’OSPITATA DELLA CONDUTTRICE A “BALLANDO CON LE STELLE” (COSTO: 70MILA EURO) CI SIA LO ZAMPINO DI TELEMELONI. UNA PIZZA IN FACCIA A PIER SILVIO BERLUSCONI, CHE HA ALLONTANATO “BARBARIE” DA MEDIASET E NON VUOLE VEDERLA NEMMENO SULLE ALTRE RETI – L’AFFONDO DI GASPARRI SULLE BANCHE E SU ELON MUSK, L’AUTONOMIA, IL POSIZIONAMENTO INTERNAZIONALE: TUTTE LE SCHERMAGLIE TRA FRATELLI D’ITALIA, FORZA ITALIA E LEGA…

SULLA RAI ELLY NON SI È FATTA INFINOCCHIARE – IL MOTIVO CHE HA SPINTO SCHLEIN ALL’AVENTINO, OLTRE ALLA MANCATA RIFORMA DELLA GOVERNANCE DI VIALE MAZZINI, RIGUARDA LO STATO DELL’ARTE DEL PD – IL DUPLEX BOCCIA-FRANCESCHINI PUNTAVA A PIAZZARE UN PRESIDENTE DI GARANZIA CHIAMATO GIOVANNI MINOLI. UN NOME SU CUI ERA STATO TROVATO UN ACCORDO CON GIORGIA MELONI, GRAZIE AI CONTATTI DEL MARITO DI NUNZIA DE GIROLAMO CON GIAMPAOLO ROSSI – MA LA SEGRETARIA MULTIGENDER SI È RIFIUTATA DI PRENDERSI IN CARICO UN “INAFFIDABILE” COME IL MULTI-TASKING MINOLI – IL PROBLEMA DI ELLY È CHE NON HA NESSUN UOMO DI FIDUCIA IN RAI. PIUTTOSTO CHE INFILARSI IN QUEL LABIRINTO PIENO DI TRAPPOLE, HA PREFERITO CHIAMARSI FUORI – LA MOSSA DI NARDELLA: HA LANCIATO LA SUA CORRENTE PER STOPPARE FRANCESCHINI, CHE PUNTA A PASSARE IL TESTIMONE ALLA MOGLIE, MICHELA DI BIASE...

DAGOREPORT - RICICCIANO LE VOCI SU UNA FUSIONE TRA RENAULT E STELLANTIS. MA QUESTA POTREBBE ESSERE LA VOLTA BUONA – E' MACRON CHE SOGNA L'OPERAZIONE PER CREARE UN COLOSSO EUROPEO DELL'AUTOMOTIVE (LO STATO FRANCESE È AZIONISTA DI ENTRAMBI I GRUPPI) E, CON IL GOVERNO DI DESTRA GUIDATO DA BARNIER, A PARIGI NESSUNO OSERA' OPPORSI - E JOHN ELKANN? NON GLI PARE IL VERO: SI LIBEREREBBE DI UNA "ZAVORRA" E POTREBBE VELEGGIARE VERSO NEW YORK O LONDRA, PER FARE QUELLO CHE PIÙ GLI PIACE (E IN CUI È BRAVISSIMO): INVESTIMENTI E ACQUISIZIONI TRA LUSSO E TECH. TOLTASI DAI COJONI L'EX FIAT, NON AVREBBE PIÙ RAGIONE DI TENERSI “REPUBBLICA” E “STAMPA" E LE FAIDE CON IL COMITATO DI REDAZIONE