ARTSPIA PEOPLE - MA CHI E' PHYLLIS LAMBERT E COSA HA FATTO PER AVERE IL LEONE D'ORO ALLA CARRIERA? ECCO VITA, MORTE E MIRACOLO (IL SEAGRAM BUILDING) DI UNA MILIONARIA PASIONARIA CHE FORSE PIU' DI UN PREMIO A VENEZIA MERITAVA UN FILM A HOLLYWOOD


Alessandra Mammì per Dagospia

Ma chi è Phyllis Lambert (personaggio di certo non noto ai più )? E che cosa ha fatto per meritare il Leone d'oro alla carriera? Si corre ai ripari, si cercano fonti, attendibili biografie, critiche e cronache di questa "non architetto ", 87enne, che Rem Koolhaas ritiene più degna di molti anziani progettisti/e a spasso nei cantieri del pianeta.

La donna che ha permesso la costruzione di un "landmark building" del XX secolo: il Seagram a New York. E non solo grazie i soldi (che non le mancavano essendo figlia di un tycoon dei liquori canadese, Samuel Bronfman). Ma grazie soprattutto al carattere, che per fortuna era un cattivo e agguerrito carattere. Se è vero che negli anni 5o, questa ventisettenne da Parigi mandava lettere di fuoco al padre, colpevole di aver affidato il grattacielo di famiglia a un architetto parruccone.

 

"Il progetto" gli scriveva, "è orribile. La bellezza è fatta di quieta eleganza, armonia, sobrietà, umiltà e non di sgargiante apparenza". Segue una sfilza di "NO NO NO " a lettere maiuscole ottenute pigiando con rabbia i tasti della macchina da scrivere. Povero babbo. Tentò timidamente di mediare proponendole di scegliere lei il marmo delle facciate .Lei rispose che non voleva scegliere il marmo, voleva scegliere l'architetto.

A tal scopo lasciò Parigi dove studiava e divorziava dal marito banchiere Lambert per tornare a New York e far partire colloqui di lavoro con professionisti tipo Saarinen, Pei, Le Corbusier, Wright. Ma l'unico che la convinse e fece breccia nel suo giovane cuore di suffragetta dell'architettura, fu Mies van der Rohe.

Omone rigoroso, schivo, limpido. Intesa immediata fra la ragazza milionaria e il vecchio europeo ,fuggito dal nazismo che grazie a lei e con l'aiuto dell' allora suo assistente Philip Johnson si sentì libero di sperimentare e progettare, soprattutto riparato dalla di lei furiosa protezione. Così nacque il Seagram. Paradigma dell' architettura del Novecento. Primo grattacielo che si propone con una piazza davanti come le chiese nelle città della vecchia Europa.

 

Entrò in tutti i sussidiari ma soprattuto nella vita di Phyllis. La quale prese una laurea in architettura, non tanto per progettare quanto per difendere da quel momento in poi la disciplina che riteneva essenziale alla qualità della vita umana. Dunque si spese molto, come curatore, mecenate, direttore di musei, filantropa.

Fondò il Canadian Centre for Architecture che è museo, centro di ricerca e formazione. Scrisse articoli infuocati,libri e soprattutto l'ultimo il "Building Seagram" (Yale University Press, 2013) in cui ripercorre la sua storia, rende omaggio a Mies, ridimensiona il ruolo di Philip Johnson con cui polemizza (genio soprattutto dell'autopromozione ) e spiega perchè sia sempre restata così devota all'architettura da meritare persino un bio-documentario dal titolo " The Joan of Architecture". Insomma più che un Leone d'oro, forse questa donna che visse d'arti&milioni&passioni meritava un film.

Philip Johnson, Mies van der Rohe e Phyllis Lambertil libro di Phyllis lambertMies e Johnsoncantiere del Seagramphyllis lambert e rem koolhaasPhyllis Lambert

Ultimi Dagoreport

turicchi, giorgetti, sala

FLASH! - IL DILEMMA DI GIORGETTI: IL CAPO DELLE PARTECIPATE DEL TESORO E SUO FEDELISSIMO, MARCELLO SALA, NON HA INTENZIONE DI TRASLOCARE ALLA PRESIDENZA DI NEXI PER FARE POSTO AD ANTONINO TURICCHI, CHE VANTA PERO’ UN ‘’CREDITO’’ NEI CONFRONTI DEL MINISTRO DEL MEF PER AVER CONDOTTO IN PORTO LE TRATTATIVE ITA-LUFTANSA. MA ALLA PRESIDENZA DI ITA, INVECE DI TURICCHI, MELONI & C. HANNO IMPOSTO SANDRO PAPPALARDO, UN PILOTA PENSIONATO LEGATO AL CLAN SICULO DI MUSUMECI – ORA GIORGETTI SPERA CHE VENGA APPLICATA LA LEGGE CHE VIETA AI PENSIONATI DI STATO DI RICOPRIRE INCARICHI RETRIBUITI)…

donald trump

DAGOREPORT - LA DIPLOMAZIA MUSCOLARE DI TRUMP È PIENA DI "EFFETTI COLLATERALI" - L'INCEDERE DA BULLDOZER DEL TYCOON HA PROVOCATO UNA SERIE DI CONSEGUENZE INATTESE: HA RIAVVICINATO IL REGNO UNITO ALL'UE, HA RILANCIATO L'IMMAGINE DI TRUDEAU E ZELENSKY, HA RIACCESO IL SENTIMENT ANTI-RUSSO NEGLI USA - LA MOSSA DA VOLPONE DI ERDOGAN E IL TRACOLLO NEI SONDAGGI DI NETANYAHU (SE SALTA "BIBI", SALTA ANCHE IL PIANO DI TRUMP PER IL MEDIO ORIENTE) - I POTENTATI ECONOMICI A STELLE E STRISCE SI MUOVONO: ATTIVATO UN "CANALE" CON LE CONTROPARTI BRITANNICHE PER PREVENIRE ALTRI CHOC TRUMPIANI...

giorgia arianna meloni maria grazia manuela cacciamani gennaro coppola cinecitta francesco rocca

DAGOREPORT - MENTRE LE MULTINAZIONALI STRANIERE CHE VENIVANO A GIRARE IN ITALIA OGGI PREFERISCONO LA SPAGNA, GLI STUDIOS DI CINECITTÀ SONO VUOTI - SONDARE I PRODUTTORI PER FAVORIRE UNA MAGGIORE OCCUPAZIONE DEGLI STUDIOS È UN’IMPRESA NON FACILE SOPRATTUTTO SE A PALAZZO CHIGI VIENE L’IDEA DI NOMINARE AL VERTICE DI CINECITTÀ SPA, CARDINE DEL SISTEMA AUDIOVISIVO ITALIANO, MANUELA CACCIAMANI, LEGATA ALLE SORELLE MELONI, IN PARTICOLARE ARIANNA, MA DOTATA DI UN CURRICULUM DI PRODUTTRICE DI FILM “FANTASMA” E DOCUMENTARI “IGNOTI” – FORSE PER IL GOVERNO MELONI È STATA PIÙ DECISIVA LA FEDE POLITICA CHE IL POSSESSO DI COMPETENZE. INFATTI, CHI RITROVIAMO NELLA SEGRETERIA DI FRANCESCO ROCCA ALLA REGIONE LAZIO? LA SORELLA DI MANUELA, MARIA GRAZIA CACCIAMANI, CHE FU CANDIDATA AL SENATO NEL 2018 NELLE LISTE DI FRATELLI D’ITALIA - QUANDO DIVENTA AD DI CINECITTÀ, CACCIAMANI HA LASCIATO LA GESTIONE DELLE SUE SOCIETÀ NELLE MANI DI GENNARO COPPOLA, IL SUO COMPAGNO E SOCIO D'AFFARI. QUINDI LEI È AL COMANDO DI UNA SOCIETÀ PUBBLICA CHE RICEVE 25 MILIONI L'ANNO, LUI AL TIMONE DELL’AZIENDA DI FAMIGLIA CHE OPERA NELLO STESSO SETTORE…

consiglio europeo giorgia meloni viktor orban ucraina zelensky ursula von der leyen

LE DECISIONI ALL’UNANIMITÀ IN EUROPA SONO FINITE: IERI AL CONSIGLIO EUROPEO IL PRIMO PASSO PER IL SUPERAMENTO DEL VETO, CON L’ISOLAMENTO DEL PUTINIANO VIKTOR ORBAN SUL PIANO IN CINQUE PUNTI PER L’UCRAINA – GIORGIA MELONI NON POTEVA SFILARSI ED È RIUSCITA A RIGIRARE LA FRITTATA CON MATTEO SALVINI: NON ERA UN DESIDERIO DI TRUMP CHE I PAESI EUROPEI AUMENTASSERO FINALMENTE LE SPESE PER LA DIFESA? DI CHE TI LAMENTI? - ANCHE LA POLEMICA DEL LEGHISTA E DI CONTE SUI “SOLDI DEGLI ASILI CHE FINISCONO IN ARMAMENTI” È STATA AGILMENTE NEUTRALIZZATA DALLA SORA GIORGIA, CHE HA FATTO “VERBALIZZARE” LA CONTRARIETÀ DELL’ITALIA ALL’UTILIZZO DEI FONDI DI COESIONE…