alessia orro

"IL MIO STALKER ERA OVUNQUE: AL CAMPO, IN HOTEL, SUGLI AEREI" - LA PALLAVOLISTA ALESSIA ORRO RACCONTA COME HA "ALZATO IL MURO" CONTRO L'UOMO CHE LA PERSEGUITAVA - "AVEVA PROFILI SOCIAL CHE CAMBIAVA IN CONTINUAZIONE, RECAPITAVA FIORI, REGALI, INVITI. HA COMPRATO UN ABBONAMENTO VIP DEL TEAM. E CI DICEVA..."

Alessia Orro

Marco Bonarrigo per il “Corriere della sera”

 

«C' è stato un momento - breve per fortuna - in cui sembrava impossibile risvegliarsi dall' incubo. Quell' uomo era ovunque: negli spazi vip durante le gare, sugli spalti mentre ci allenavamo, nelle hall degli alberghi delle città dove giocavamo, a bordo dei nostri voli. Poi per fortuna sono arrivati gli uomini della polizia: ci hanno chiesto solo di stringerci attorno ad Alessia che a tutto il resto avrebbero pensato loro. E noi abbiamo fatto quello che forse, come giocatori di volley, ci riesce meglio: alzato un muro».

 

Enzo Barbaro, direttore generale della Uyba Busto Arstizio di volley femminile (serie A del campionato nazionale) è abituato alle sfide di alto livello: è stato campione italiano con la Sisley Treviso nel 2004 e nel 2005 e ha vinto due Coppa Italia. Ma questa volta l' avversario non stava dall' altra parte della rete ma in tribuna: uno stalker che aveva puntato Alessia Orro, palleggiatrice 21enne della Uyba e della nazionale vicecampione del mondo, con cui ha appena vinto il bronzo europeo.

 

L' uomo è stato arrestato lunedì mattina in esecuzione di un' ordinanza emessa dal gip di Busto Arsizio Nicoletta Guerrero, su richiesta del pubblico ministero Flavia Salvatore. Incubo finito dopo due mesi di persecuzioni sistematiche iniziate durante la lunga pausa estiva del campionato, quando la ragazza giocava in maglia azzurra.

Alessia Orro

 

«Solo adesso - spiega Barbaro - mi rendo conto di quanto sia difficile combattere lo stalking. L' uomo era ovunque e nessuno di noi poteva farci nulla. Si è materializzato da perfetto sconosciuto, comprando un abbonamento vip del team: amo la pallavolo, voglio sostenervi, diceva. Seguiva su Internet tutti gli spostamenti che dettagliavamo proprio per permettere ai tifosi di starci vicino, aveva profili social che cambiava in continuazione, recapitava ad Alessia fiori, regali, inviti. Appena si è fatto minaccioso, abbiamo contattato le forze dell' ordine».

 

Alessia Orro

E qui è scattato il primo livello di protezione. Barbaro: «Invece di chiuderci in noi stessi, abbiamo esternato tutto alle compagne, a dirigenti e tecnici e ad alcuni amici. Dal campo allo spogliatoio alla macchina a casa, Alessia era sempre scortata, rassicurata, tenuta tranquilla. Abbiamo chiesto a tutti di non perdere la calma, stare sereni: l' obbiettivo era renderlo invisibile». L' incubo è finito lunedì, dopo l' ennesimo pedinamento: il persecutore, un libero professionista novarese benestante, aveva seguito la squadra in Sardegna dove Alessia e le compagne giocavano in amichevole, prenotando gli stessi voli di andata e ritorno.

 

Dopo aver indagato su di lui e scoperto precedenti per stalking e possesso di coltelli, i poliziotti lo hanno atteso alla Malpensa e portato in carcere.

Volley Busto ha festeggiato la notizia con un lungo post sul sito e una bella foto di Alessia, dandole lo stesso peso di una vittoria sul campo: «Grazie a tutti - ha scritto Giuseppe Pirola, presidente del team - ma soprattutto ad Alessia per la sua forza e il suo coraggio.

Alessia Orro e la sorellaAlessia OrroAlessia OrroAlessia Orro

La pallavolo porta messaggi positivi».

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