“DUE O TRE VOLTE A SETTIMANA PENSO: FAMME SCAPPÀ VIA DA ROMA” – LO SFOGO DI CARLO VERDONE PER IL DEGRADO DELLA SUA CITTA’, CHE HA PARAGONATO A “UN BAGNO DELL’AUTOGRILL”: “DALLA MIA FINESTRA VEDO RAGAZZI, UBRIACONI CHE SI NASCONDONO DIETRO MACCHINE, STATUE, ALBERI, SI CALANO I PANTALONI E LASCIANO UN BEL RICORDO.
MICA SOLO PIPÌ, EH, PURE QUALCHE REGALO PIÙ SOSTANZIOSO” – “PURE IL GABBIANO È IL RISULTATO DI UNA CITTÀ SPORCA DA TROPPO TEMPO. CIÒ CHE VEDIAMO È IMPENSABILE PER LE CAPITALI EUROPEE” – “CICALONE MI SEMBRA UN ESEMPIO PERFETTO, UN PO’ TRISTE, DELLE MANCANZE DI CHI GESTISCE QUESTA CITTÀ” – VIDEO

Condividi questo articolo


 

FONTI CAMPIDOGLIO 

 

Nel pomeriggio cordiale telefonata tra Carlo Verdone e Roberto Gualtieri.  Oggi pomeriggio Carlo Verdone e Roberto Gualtieri si sono sentiti al telefono. Carlo Verdone ha chiamato il Sindaco Gualtieri per esprimergli tutta la sua stima e chiarire quanto riportato dal "Fatto", assicurargli che nel suo colloquio con il quotidiano si era limitato a sottolineare la portata dei problemi atavici che affliggono Roma da moltissimi anni e le responsabilità di quei romani che non rispettano le regole. Verdone ha ribadito le parole positive per l’impegno profuso da Gualtieri, che aveva gia recentemente espresso pubblicamente.

 

Durante la telefonata, cordiale ed amichevole, Gualtieri si è a sua volta detto consapevole della mole di lavoro necessaria a riportare Roma a un livello adeguato di servizi per i cittadini e ha raccontato a Verdone gli interventi in corso per il decoro a partire dalla realizzazione di 120 bagni pubblici proprio per superare la condizione di degrado di quelli attuali giustamente denunciata da Verdone.

 

roberto gualtieri e cesto i nuovi cestini di roma roberto gualtieri e cesto i nuovi cestini di roma

Estratto dell’articolo di Tommaso Rodano per “il Fatto Quotidiano”

 

 “Non ne posso più”. Persino Carlo Verdone, leggenda e manifesto vivente della romanità, è arrivato a minacciare la resa, l’abbandono del nido. “Ci penso davvero, due o tre volte a settimana: famme scappà via. Non è un problema solo mio, conosco tanti amici che stanno valutando concretamente di andarsene da Roma. È la prima volta che succede”.

 

Non dice davvero. È un colpo di sole, il caldo.

Il caldo rende ancora più invivibile una città così complicata. È un caldo cafone. Non solo killer, perché di tanto in tanto ti fa sentire le sirene delle ambulanze che vanno a prendersi un vecchietto che non tornerà più. No: è pure un caldo di una volgarità incredibile. Aggrava tutto, deprime, scoraggia. Con questa temperatura non ce la facciamo. Ma il declino di questa città non è stagionale, è costante.

 

degrado roma 3 degrado roma 3

Da quanto tempo?

Quando Fellini girò Roma, la raccontò attraverso una fila sul Grande Raccordo Anulare, partendo dall’esterno – un tamponamento, un casino incredibile, le auto incolonnate, un camion di buoi con le bestie finite per strada – e poi spostando la prospettiva dentro l’abitacolo delle macchine in coda, mostrando le persone furibonde, il vario apparato umano di questa città. Era il 1971, sono passati più di 50 anni: è tutto uguale, non è cambiato niente.

 

[…]

 

La città è un unico, gigantesco cantiere.

Ben vengano, probabilmente quando saranno finiti la città sarà più bella. Ma siamo nel 2024: le cose andavano fatte molto, molto prima.

 

Ci crede davvero nella resurrezione di questo corpo agonizzante?

Quando Rutelli fece tutti quei lavori, per il Giubileo del 2000, ci venne un esaurimento nervoso, ma a conti fatti servivano eccome. Il problema è che abbiamo tutti paura che i cantieri si possano allungare oltre misura. Allora no, diventerebbe l’ennesimo guaio. Siamo abituati a un sistema burocratico spaventoso: si rompe un arco, una galleria, arrivano le transenne, ti sequestrano una strada e non sai quando te la ridanno. Entrano in ballo una, due, tre soprintendenze. […]

 

degrado a roma - colosseo degrado a roma - colosseo

Di recente ha lanciato un grido di dolore sulla sporcizia della città. Ha definito Roma “il bagno di un autogrill”. Siamo a questo punto?

Ho sollevato il problema dei gabinetti pubblici, che è sotto gli occhi di tutti. Provi ad affacciarsi per una ventina di minuti da Ponte Garibaldi o da Ponte Sisto, vedrà qualcuno che si cala i pantaloni e lascia un bel ricordo. Glielo garantisco al cento per cento. Mica solo pipì, eh, pure qualche regalo più sostanzioso. Dalla mia finestra vedo ragazzi, ubriaconi – romani e turisti – che si nascondono dietro macchine, statue, alberi.

 

Ogni volta che torni a casa, ti devi controllare le suole delle scarpe. È indecoroso, impensabile per le capitali europee “normali”. C’è un concorso di colpa, è chiaro: c’entra pure il senso civico delle persone. Ma cara amministrazione, che ci vuole a mettere dei vespasiani?

 

carlo verdone carlo verdone

A proposito di decoro, il sindaco ha presentato in pompa magna “Cestò”, i nuovi cestini dei rifiuti super moderni per il Giubileo. Il problema è che li hanno fatti con i buchi, i gabbiani ci infilano il becco e distribuiscono la spazzatura ovunque. È una cartolina di Roma?

Bisogna porre rimedio. Pure il gabbiano è il risultato di una città sporca. Ci sono sempre stati, ma un numero così incredibile non l’avevamo mai visto. E poi i piccioni. Nel nostro condominio non sappiamo più come fare: non vogliamo ammazzarli, poveracci, ma arrivano in gruppo, dieci alla volta, non hanno più paura di nulla; stanno massacrando i nostri balconi. Roma è sporca da troppo tempo e questa è la conseguenza. Guardi, le assicuro che non mi trovo a mio agio in questo ruolo.

 

simone cicalone simone cicalone

Quale?

Quello di chi critica la sua città. Poi mi dicono “hai parlato male di Roma”. Ma come fai? Come ti giri, non vedi più una strada normale. Non c’è un centimetro di muro che sia stato risparmiato. Tag, firme, scritte, brutture, sfregi. [...]

 

Un nuovo “eroe” veglia sulla metropolitana di Roma: Simone Cicalone, ex pugile, professione influencer. In cambio dei nostri click, va ad affrontare i borseggiatori sotto la metropolitana.

Mi sembra un esempio perfetto, un po’ triste, delle mancanze di chi gestisce questa città. Sappiamo benissimo dove operano i borseggiatori, si conoscono perfettamente le stazioni sensibili, con tanti turisti: dovrebbe essere la città a prendersi cura della sicurezza, non questa specie di Robin Hood improvvisato.

 

dago marco giusti carlo verdone roma santa e dannata dago marco giusti carlo verdone roma santa e dannata

Più che Robin Hood, non le pare un Gallo Cedrone?

È vero, potrebbe tranquillamente essere un mio personaggio. Sotto la metropolitana ci vorrebbero più agenti in borghese, non è un lavoro che può fare chi conta di prendere i like. Certo Roma è talmente grossa, talmente affollata. Ormai, bisogna dire la verità, ci sono più turisti che romani. Mi rendo conto che è tutto complicato, siamo in un momento di declino da tutti i punti di vista. Ma è così strano chiedere meno Cicalone e più polizia?

degrado a roma - fontana di trevi degrado a roma - fontana di trevi degrado roma 6 degrado roma 6

carlo verdone carlo verdone

carlo verdone roma santa e dannata carlo verdone roma santa e dannata

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – AVVISATE LA MELONA CHE URSULA LE HA RIFILATO UNA SOLA: DA’ A FITTO LA VICEPRESIDENZA ESECUTIVA MA GLI CONCEDE UN PORTAFOGLIO DI SERIE B (E SULLA GESTIONE DEL PNRR LO HA “COMMISSARIATO” METTENDOGLI VICINO IL MASTINO LETTONE DOMBROVSKIS) - LE FORCHE CAUDINE PER IL PENNELLONE SALENTINO SARA' L’AUDIZIONE CON LA COMMISSIONE PARLAMENTARE CHE DOVRA’ VALUTARLO: IL COLLOQUIO E' IN INGLESE, LINGUA CHE FITTO PARLA A SPIZZICHI E BOCCONI - PER PASSARE L'ESAME, SERVIRA’ L’OK DEL PD (GRUPPO PIU' NUMEROSO TRA I SOCIALISTI DEL PSE) - MA I DEM SONO SPACCATI: ALCUNI SPINGONO PER IL NO, DECARO-ZINGARETTI PER IL SÌ, ELLY SCHLEIN TRACCHEGGIA MA SPERA CHE FITTO SI SCHIANTI IN AUDIZIONE PER FARLO SILURARE - IL CONTENTINO AI VERDI CON LE DELEGHE ALLA SPAGNOLA RIBERA E LA CACCIATA DEL “MAESTRINO” BRETON CHE STAVA SULLE PALLE A TUTTI, DA MACRON A URSULA...

CHI FERMERÀ ORCEL NELLA SCALATA A COMMERZBANK? UNICREDIT VUOLE CHIEDERE ALLA BCE IL VIA LIBERA PER PORTARE IL SUO CAPITALE DELL'ISTITUTO TEDESCO AL 30%, SOGLIA LIMITE PER LANCIARE L'OPA – DEUTSCHE BANK POTREBBE RILANCIARE MA HA I CAPITALI PER UNA FAIDA BANCARIA? – IL VERO OSTACOLO PER ORCEL SONO I SINDACATI TEDESCHI, CHE TEMONO UNA PESANTE SFORBICIATA AI POSTI DI LAVORO. ANCHE PERCHÉ LA GERMANIA VIVE UNA CRISI ECONOMICA PESANTE, COME DIMOSTRA IL CASO VOLKSWAGEN, CHE MINACCIA DI FARE FUORI 15 MILA DIPENDENTI…

DAGOREPORT - TUTTI A BACIARE LA PANTOFOLA DEL PRIMO PORTANTINO D'ITALIA, OGGI “RE DELLE CLINICHE” ED EDITORE DEL MELONISMO MEDIATICO, ANTONIO ANGELUCCI: CENA PLACÉE CON OLTRE 200 INVITATI NELLA SUA VILLONA SULL’APPIA ANTICA - LA PRIMA A FESTEGGIARE I PRIMI 80 ANNI È STATA GIORGIA MELONI - SALVINI COCCOLATO DA TUTTI DOPO LA RICHIESTA DI CONDANNA PER IL CASO "OPEN ARMS" - PRESENTI I MINISTRI CROSETTO, SCHILLACI, TAJANI E PIANTEDOSI, ASSENTI INVECE SANTANCHE’ E LOLLOBRIGIDA - PIU' GARRULO CHE MAI MATTEO RENZI. NESSUNO HA AVVISTATO BELPIETRO, CLAUDIO LOTITO E ANDREA GIAMBRUNO - CARFAGNA, SALLUSTI, CERNO, CHIOCCI, RONZULLI, BISIGNANI, LUPI, MALAGO', LUZI ETC.: ECCO CHI C'ERA - FUOCHI D’ARTIFICIO, SIGARI FATTI A MANO E SHOW DELL’ELVIS AL TORTELLO, ALESSANDRO RISTORI, STAR DEL TWIGA

DAGOREPORT - SE LA MELONA NON L'HA PRESO BENE, TAJANI L'HA PRESO MALISSIMO L’INCONTRO TRA MARIO DRAGHI E MARINA BERLUSCONI, ORGANIZZATO DA GIANNI LETTA: NON SOLO NON ERA STATO INVITATO MA ERA STATO TENUTO COMPLETAMENTE ALL'OSCURO - L’EX MONARCHICO DELLA CIOCIARIA TREMA PER I SUOI ORTICELLI, PRESENTI E FUTURI: SE PIER SILVIO ALLE PROSSIME POLITICHE DECIDERA' DI SCENDERE IN CAMPO E PRENDERSI FORZA ITALIA, A LUI NON RESTERA' CHE ANDARE AI GIARDINETTI - E NEL 2029 PIO DESIDERIO DI ESSERE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CENTRODESTRA (ALMENO QUESTA E’ LA PROMESSA CHE GLI HA FATTO LA DUCETTA, IN CAMBIO DI NON ROMPERE TROPPO I COJONI A PALAZZO CHIGI)

FLASH! - COME MAI TOTI HA PREFERITO IL PATTEGGIAMENTO, QUINDI AMMETTENDO LA FONDATEZZA DELLE ACCUSE, AL MONUMENTO DI MARTIRE DELLA MAGISTRATURA CRUDELE, CHE ERA L'ASSO NELLA MANICA DEL CENTRODESTRA PER SPERARE DI MANTENERE IL POTERE IN LIGURIA? SEMPLICE: QUANDO, ANZICHE' CANDIDARE LA SUA FEDELISSIMA ILARIA CAVO, MELONI HA SCELTO IL SINDACO DI GENOVA, ANDREA BUCCI, LI HA SFANCULATI - E PER FAR VEDERE CHE TOTI CONTA ANCORA, PRESENTERA' LA PROPRIA LISTA CIVICA PER FAR ELEGGERE L'ADORATA CAVO...