CARICA PUBBLICA E INTERESSI PRIVATI: IL SENATO È UNA CUCCAGNA PER MATTEONZO RENZI UTILIZZA IL SIMBOLO DI PALAZZO MADAMA PER ANDARE A CACCIA DI SPONSOR PER “IL RIFORMISTA” DI CUI È DIRETTORE – DALLA SEGRETERIA DEL LEADER DI ITALIA VIVA PARTONO INIVITI SU CARTA INTESTATA DEL SUO UFFICIO, CON LA “S” BORDATA DI ROSSO IN BELLA EVIDENZA: “‘IL RIFORMISTA’ VORREBBE PROPORLE UN’OPPORTUNITÀ DI COLLABORAZIONE...” – UNA COMMISTIONE DI RUOLI IN CUI NON SI DISTINGUE IL SENATORE DAL DIRETTORE DI GIORNALE – RENZI CADE DAL PERO: “NON LO SAPEVO, MA QUAL È IL PROBLEMA?”

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Estratto dell’articolo di Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

 

MATTEO RENZI AL SENATO MATTEO RENZI AL SENATO

Venghino, siori venghino! Altro che dopo lavoro, come le malelingue si ostinano a dire: per Matteo Renzi il Senato resta una cuccagna. E non solo per lo stipendiuccio che […] gli assicura il laticlavio facendogli arrotondare il 730 già ricchissimo di conferenziere d’Arabia e di consulente d’affari: utilizzando il logo di Palazzo Madama ora l’ex Rottamatore nonché leader di Italia Viva ha intensificato la sua attività.

 

Per fidelizzare gli elettori? Macché: per incassare pubblicità anche per conto terzi in una commistione di ruoli in cui non si distingue il senatore dal direttore di giornale, l’imprenditore dall’influencer. Solo l’obiettivo resta chiarissimo. Agganciare grandi aziende con l’offerta imperdibile e ovviamente a pagamento che vale la garanzia di spazi o comunque visibilità sul Riformista di cui Matteo Renzi è direttore, e sull’altro quotidiano dell’editore Romeo, ossia l’Unità.

 

MATTEO RENZI A CINQUE MINUTI CON IL RIFORMISTA MATTEO RENZI A CINQUE MINUTI CON IL RIFORMISTA

A.A.A pubblicità offresi, telefonare (ore pasti?) al Senato. Risponde la segretaria di Matteo. “Gentile dottore, sono a scriverLe per conto del senatore Renzi avendo avuto il Suo contatto dall’onorevole Maria Elena Boschi. Come quest’ultima Le avrà anticipato, il Riformista – giornale di cui Lei saprà Renzi è direttore –, vorrebbe proporLe un’opportunità di collaborazione...”, si legge in una mail partita dalla casella di posta della principale collaboratrice di Matteo che, con l’interlocutore, si qualifica come capo della segreteria particolare, (declinato anche in inglese, Chief of staff and personal assistant) del senatore Renzi.

 

MATTEO RENZI MATTEO RENZI

Facendo precedere la qualifica da un sigillo ancor più prezioso: la “S” bordata di rosso che per convenzione vuol dire Senato. Un logo, una firma, che fa status. Anche se il simbolo di Palazzo qui serve ad accompagnare una richiesta commerciale.

 

Interpellato dal Fatto quotidiano Renzi la mette così: “Chiunque lavori con me è autorizzato a chiedere pubblicità per il mio giornale alle persone che conosce. Non conosco la mail in questione dei cui contenuti dovrebbe chiedere alla diretta interessata. Il logo? La persona in questione è la mia segretaria al Senato. Presumo abbia scritto dal suo account personale. Qual è il problema?”

 

matteo renzi nuovo direttore del riformista matteo renzi nuovo direttore del riformista

Ma cosa altro c’è nella mail? La segretaria di Renzi dopo aver ricordato il ruolo di senatore ma anche di Maria Elena Boschi (deputata qui par di capire evocata come facilitatrice e girocontatti), dai convenevoli passa al sodo. “Il Riformista negli ultimi mesi sta raggiungendo degli ottimi risultati ritagliandosi uno spazio di risonanza nel panorama giornalistico”. Con un pubblico “diversificato e sempre più ampio”. Poi la proposta: avere un contatto per capire “le Vostre esigenze”. E poi poter arrivare a un contatto telefonico o “de visu con il responsabile del quotidiano” per un “piano pubblicitario personalizzato attraverso strategie mirate” e comunque per assicurare “una visibilità ottimale” su il Riformista e non solo. […]

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