DAI, FACCIAMOCI UNA MANOVRINA - NEL VERTICE A TRE, CONTE VUOLE CONVINCERE SALVINI E DI MAIO A INTERVENIRE PER FAR QUADRARE I CONTI - I DUE VICEPREMIER NON NE VOGLIONO SAPERE MA POTREBBERO ACCETTARE UN ASSESTAMENTO DI BILANCIO CON I RISPARMI DI QUOTA 100 E REDDITO, PARI A CIRCA 3 MILIARDI DI EURO - DI QUESTA IPOTESI TRIA AVREBBE PARLATO CON MOSCOVICI AL G20 FINANZIARIO IN GIAPPONE

-

Condividi questo articolo


Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE ALIAS MARK CALTAGIRONE MATTEO SALVINI BY OSHO LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE ALIAS MARK CALTAGIRONE MATTEO SALVINI BY OSHO

Il vertice non è stato ancora fissato, ma è certo che Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini si vedranno tra stasera e, più probabilmente, domani mattina prima del Consiglio dei ministri. Sarà un incontro che dovrebbe servire a rilanciare il governo dopo la ritrovata sintonia tra i due vicepremier e il riconoscimento della nuova forza elettorale della Lega.

 

Ma il problema più urgente da affrontare non è il nuovo assetto ministeriale o la nomina del ministro per gli Affari europei lasciato vacante da Paolo Savona andato alla Consob. E nemmeno la questione dei minibot o l' indicazione del commissario che l' Italia dovrà mandare a Bruxelles. «La formazione della Commissione Ue entrerà nel vivo solo tra luglio e agosto, di tempo ne abbiamo», spiega Enzo Moavero Milanesi.

 

tria di maio salvini conte tria di maio salvini conte

Adesso, aggiunge il ministro degli Esteri a "Mezz'ora in più" su Rai3, il problema centrale rimane la riduzione del debito pubblico. E per invertire la curva come chiede l' Europa ed evitare la procedura d' infrazione, il responsabile della Farnesina ritiene che «sarebbe necessaria una manovra correttiva». Cosa che finora sia il presidente del Consiglio sia il ministro dell' Economia Giovanni Tria hanno sempre negato, dicendo che non sarà necessario perché i dati che Roma metterà sul tavolo chiariranno tutto. Almeno finora è stata questa la posizione di Palazzo Chigi e di via XX Settembre.

 

Ora però bisognerà vedere se questa assicurazione reggerà al confronto e alle richieste della Commissione e dei Paesi europei che una manovra correttiva dei conti pubblici se l' aspettano come unica condizione per fermare la macchina della procedura d' infrazione.

Salvini e Di Maio la escludono categoricamente, ma potrebbero valutare e accettare qualcosa di diverso: un assestamento di bilancio ottenuto attraverso i risparmi prodotti dal Reddito di cittadinanza e Quota 100.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

 

La platea prevista è stata inferiore alle domande fatte, e si calcola che a fine anno rimarranno nelle casse dello Stato circa 3 miliardi di euro. Questi soldi non andrebbero utilizzati in nuove spese, come vorrebbero i due leader della maggioranza (Di Maio ad esempio aveva proposto di impiegarli per la famiglia), ma verrebbero stornati in bilancio e impiegati tutti per abbassare il deficit, e di conseguenza il debito. Ma basteranno 3 miliardi per evitare la procedura d' infrazione che Conte e Tria considerano «un danno grave» al nostro Paese?

 

E soprattutto, Salvini e Di Maio saranno d'accordo su questa ipotesi? Forse proprio di questo, che non implica nè tagli alla spesa pubblica nè tantomeno nuove tasse, Tria ieri avrebbe parlato con Pierre Moscovici al G20 finanziario di Fukuoka in Giappone. Il commissario Ue agli Affari economici ha usato parole di apprezzamento per le posizioni del ministro: «Ho avvertito veramente che Tria è conscio di quello che deve fare».

 

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria

A sua volta il responsabile del Mef ha spiegato di essere fiducioso di poter evitare la procedura d'infrazione: «Abbiamo un negoziato e un dialogo con la Commissione Ue e sono sicuro che troveremo una soluzione perché il governo italiano è solito rispettare le regole di bilancio dell' Ue. Proveremo a dimostrare che il nostro programma le rispetta. Dobbiamo discutere su come misurare alcuni indicatori e questa è la situazione».

 

Il «terzo partito», come lo chiamano nella Lega, a cui idealmente ascrivono Conte, Tria, Moavero, il capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente della Bce Draghi, vuole evitare che l' Italia riduca il debito, ascolti l' Europa. Bisognerà vedere come reagiranno Salvini e Di Maio, ma gli argomenti per convincerli sono tanti. Non si andrebbe in Europa al muro contro muro e si consentirebbe a Conte di trattare il portafoglio del commissario Ue che tocca all' Italia. Un portafoglio pesante, alla Concorrenza o all' Industria. E consentirebbe più margini di manovra al momento della Finanziaria per ridurre la pressione fiscale. Come vogliono i due alleati di governo.

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

MAMMA! MORMORA LEONARDINO… - L’AFFETTUOSO INCONTRO TRA LA VEDOVA DEL VECCHIO, NICOLETTA ZAMPILLO, CON IL VIVACISSIMO FIGLIO LEONARDO MARIA, IN DECOLLO PER LA “FEBBRE DEL SABATO SERA” MILANESE: "CHIODO" AL POSTO DEL DOPPIOPETTO MANAGERIALE - DAL 27 GIUGNO 2022, SONO TRASCORSI OLTRE DUE ANNI DALLA SCOMPARSA DI DEL VECCHIO E LA GUERRA SULL’EREDITÀ TRA GLI 8 EREDI SI E’ INGARBUGLIATA DEFINITIVAMENTE QUANDO È ESPLOSO IL CASO DEGLI SPIONI MILANESI DI EQUALIZE SRL, DOVE TRA I CLIENTI PIU’ DOVIZIOSI SBUCA LEONARDINO CHE ‘’VORREBBE MONITORARE IL FRATELLO MAGGIORE CLAUDIO DEL VECCHIO E UN CONSULENTE CHE STA VICINO A UNA DELLE SUE SORELLE, PAOLA DEL VECCHIO…”

AL QUIRINALE HANNO LE PALLE PIENE DI MALUMORE PER LE SPARATE ANTI-GIUDICI DEL GOVERNO DUCIONI: "NEANCHE AI TEMPI DI BERLUSCONI..." - SERGIO MATTARELLA, CHE È IL CAPO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, È IRRITATO PER IL CLIMA DI DELEGITTIMAZIONE COSTANTE DELLE TOGHE DA PARTE DELLA MELONI E DEI SALVINI – L’AMMISSIONE PRESIDENZIALE (“PIÙ VOLTE HO PROMULGATO LEGGI CHE RITENEVO SBAGLIATE E INOPPORTUNE”) SPIEGA BENE IL CLIMA DI INSOFFERENZA VISSUTO AL COLLE - DI SCAZZO IN SCAZZO, MATTARELLA, DEPOSTA LA MASCHERA DA "MUMMIA SICULA", POTREBBE RISPONDERE IL 31 DICEMBRE, SCODELLANDO UN DURISSIMO DISCORSO DI FINE ANNO IN MODALITA' COSSIGA: UNA PICCONATA DOPO L'ALTRA…

DAGOREPORT – LA MEGALOMANIA DI LETIZIA MORATTI NON HA LIMITE: NON PAGA DEI FLOPPONI ALLE REGIONALI E ALLE EUROPEE, SI AUTO-CANDIDA A SINDACO DI MILANO. E HA FATTO UNA “PROPOSTA INDECENTE” A MARINA E PIER SILVIO: LA SIGNORA BRICHETTO VORREBBE RILEVARE UNA QUOTA DELLA FIDEIUSSIONE BANCARIA DA PIÙ DI 90 MILIONI CON CUI I FRATELLI BERLUSCONI SONO DIVENTATI “PROPRIETARI” DI FORZA ITALIA. RISPOSTA? NO, GRAZIE – I RAPPORTI TRA LA FAMIGLIA DEL CAV E TAJANI NON SI RASSERENANO…

DAGOREPORT - L’INIZIATIVA DI OLAF SCHOLZ DI CHIAMARE PUTIN PER TROVARE UNA SOLUZIONE ALLA GUERRA, CON CONSEGUENTE INCAZZATURA DI ZELENSKY, HA UN COMPLICE: LA POLONIA DI TUSK – LA MOSSA È INNESCATA NON SOLO DALLA CRISI ECONOMICA TEDESCA MA ANCHE DAL TRIONFO DI TRUMP - CON URSULA VON DER LEYEN DEBOLISSIMA, I LEADER DI GERMANIA E POLONIA HANNO CAPITO CHE NON POSSONO LASCIARE L’INIZIATIVA DI UNA TRATTATIVA DI PACE CON PUTIN AL TRUMPONE E ALLA SUA POLITICA ISOLAZIONISTICA CHE DELL’EUROPA SE NE FOTTE...